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DUCATI DESMOSEDICI RR

LA MASSIMA ESPRESSIONE DELL’ESPERIENZA E DELLA TECNOLOGIA DUCATI

Il sogno di una vera GP replica è diventato realtà e la Desmosedici RR è la prima moto di serie a poter vantare un patrimonio di tecnologia e innovazione mutuato direttamente dall’esperienza Ducati in MotoGP. La moto deriva direttamente dalla Desmosedici GP6 del Team Ducati Corse, la stessa moto con cui Loris Capirossi e Sete Gibernau hanno partecipato con successo al Campionato Mondiale MotoGP 2006.




 

Il design e l’aerodinamica sono fedelissime alla Desmosedici GP6. La colorazione, l’equipaggiamento, i materiali e la filosofia costruttiva non lasciano dubbi, così come le prime caratteristiche tecniche del potentissimo quattrocilindri desmodromico dichiarate dai tecnici di Borgo Panigale: la Desmosedici RR rappresenta la massima espressione della moto da gara più estrema, la MotoGP.


La nuova frontiera dell’evoluzione tecnologica Ducati, un sogno che diventa realtà e che testimonia ancora una volta il coraggio e la passione Ducati, oltre alla capacità di trasferire l’esperienza e il fascino del mondo racing a un prodotto destinato anche ad un uso stradale.
 


LA GENESI DEL PROGETTO DUCATI DESMOSEDICI: DALLA PISTA ALLA STRADA

Il coraggio, l’ambizione, l’orgoglio, la competenza e la genialità sono sicuramente gli elementi alla base del progetto Desmosedici. Un impegno importante e significativo, che ha segnato il rientro di Ducati nel Campionato Mondiale MotoGP e le ha permesso di ribadire la propria maestria nella costruzione di moto da corsa a quattro tempi, performanti e vincenti.

Nel 2003 ecco il grande ritorno ai GP, con un progetto iniziato due anni prima, e sviluppato dal reparto corse di Borgo Panigale. Ducati, pur confermando l’impegno in Superbike, decide di raccogliere quindi anche questa sfida, partecipando con il Ducati Marlboro Team al Campionato del Mondo MotoGP per prototipi a quattro tempi.

“La filosofia del progetto Ducati Desmosedici – afferma Filippo Preziosi, Direttore Generale Ducati Corse – è rappresentata dalla totale integrazione tra motore, telaio e pilota. Un concetto fondamentale, che ci ha guidati dal momento stesso in cui abbiamo deciso di affrontare questa nuova sfida. La moto ha rappresentato un’evoluzione importante rispetto alle Ducati Superbike ed è frutto di nuove tecnologie progettuali che hanno permesso di lavorare in modalità virtuale, ottimizzando i tempi e ottenendo, subito, risultati significativi. Ducati crede moltissimo in questo progetto che ci ha permesso di crescere ulteriormente e di trasferire nuove tecnologie a prodotti di serie sempre più affidabili, performanti e divertenti.”

Inizialmente, i tecnici Ducati Corse avevano preso in considerazione la creazione di un ‘super-twin’ MotoGP, un prototipo di bicilindrico a V di ultima generazione, per approfittare dei regolamenti tecnici che consentono di sfruttare il vantaggio delle moto bicilindriche in termini di peso rispetto alle quattro, cinque e sei cilindri. Studi approfonditi, tra cui numerose simulazioni al computer, avevano però indicato che un motore a due cilindri non avrebbe potuto produrre la quantità di cavalli necessaria (oltre 230 CV di potenza), senza aumentare eccessivamente i giri. Un bicilindrico avrebbe dovuto girare oltre 17.000 rpm, richiedendo perciò una corsa brevissima e un alesaggio molto grande, con i conseguenti possibili problemi di combustione.

Ducati opta quindi per un motore V4 completamente nuovo, che riprenda la tradizionale configurazione dei suoi motori bicilindrici a L di 90° e il comando delle valvole desmodromico. Questa, dunque, la nuova strada intrapresa: unire la tradizione all’innovazione. Il motore viene chiamato Desmosedici perché dispone di 16 valvole comandate secondo il sistema desmo, elemento chiave nella conquista di così tante vittorie in pista da parte della Casa di Borgo Panigale.

Anche la sperimentata configurazione della V a 90° offre significativi vantaggi: questa disposizione dei cilindri garantisce, secondo i tecnici Ducati, l’equilibrio intrinseco del motore, importante per un propulsore che gira fino a 17.000 rpm, con vibrazioni minime, migliorando efficienza, meccanica e affidabilità.

Il sistema desmodromico, progettato per Ducati dal mitico Ingegnere Fabio Taglioni, utilizza bilancieri sia per chiudere che per aprire le valvole, e ne consente un funzionamento particolarmente preciso a qualsiasi regime. Questo tipo di distribuzione inoltre, rispetto a quelle tradizionali, in particolare quelle pneumatiche, da luogo ad una perdita di potenza minima, soprattutto ai regimi medio-bassi del motore.

Per i primi test del 2002, Ducati Corse realizza due versioni del motore Desmosedici, una con scoppi a intervalli regolari e l’altra con cilindri accoppiati a scoppio simultaneo (Twin Pulse). Tuttavia emerge subito che questa ultima versione sottopone i componenti ad eccessive sollecitazioni, così si sceglie di utilizzare la prima tipologia di configurazione. In seguito, per l’esattezza a partire dal Dutch TT di Assen 2004, grazie all’evoluzione della moto, viene adottata una soluzione a scoppi irregolari, a vantaggio anche della guidabilità.

Ducati ha sempre puntato all’eccellenza nelle prestazioni anche con scelte originali e coraggiose, come il telaio delle sue moto. Mentre gli altri costruttori corrono con diverse varianti del telaio a travi di alluminio, la Desmosedici è dotata di telaio traliccio in tubolare d’acciaio, simile a quello utilizzato con grande successo nel Mondiale Superbike. Questo garantisce un’eccellente rigidità ed elimina le vibrazioni della ciclistica, un problema particolarmente complesso, che affligge la moderna tecnica applicata alle competizioni.

Nel maggio 2004, in occasione della magica e coinvolgente atmosfera del World Ducati Week, il mega-raduno biennale che richiama ducatisti da tutto il mondo, arriva da parte di Ducati l’annuncio che in tanti aspettavano: “Abbiamo avviato il processo di sviluppo della Desmosedici Racing Replica! La “Rossa di Borgo Panigale”, la MotoGP italiana che fa sognare gli appassionati di tutto il mondo, sarà disponibile e presto in vendita”.
Nasce così il progetto Desmosedici RR e, ancora una volta, fedele alla sua tradizione e a quello spirito che da sempre contraddistingue ogni singola scelta, Ducati ha voluto condividere questo emozionante e significativo momento assieme ai propri fan e al proprio pubblico.

Le prenotazioni arrivano immediatamente e il grande interesse da parte dei ducatisti fa subito capire che la previsione di trecento moto, inizialmente stimata dall’azienda, in realtà sarebbe stata superata con estrema facilità.

Il progetto prende forma e dopo soli 5 mesi, il nuovo motore desmodromico a quattro cilindri ad L è già al banco prova nel reparto R&D Ducati per i primi test di affidabilità e durata. Il nuovo propulsore affronta le prime prove “in motoring” e prove “in firing”, volte a testare la durata e la resistenza dei singoli componenti sottoposti alle sollecitazioni derivanti dall’elevata potenza che il motore sarà in grado di sviluppare.

Con il contributo di Alan Jenkins, designer della Desmosedici MotoGP, si inizia a lavorare sull’aerodinamica delle forme e quindi sulla livrea, che anche da un punto di vista estetico è assolutamente fedele alla moto utilizzata in pista. La versione definitiva viene presentata al Mugello, alla vigilia del GP d’Italia 2006. L’unveiling lascia tutti a bocca aperta per il design particolarmente filante ed aggressivo e per le soluzioni tecniche applicate: una vera MotoGP, ma in grado di girare anche sulla strada.
Nel frattempo Vittoriano Guareschi, collaudatore ufficiale della Desmosedici MotoGP, prosegue con i test in pista, collaborando in maniera consistente allo sviluppo e alla messa a punto finale di questo gioiello di tecnologia e stile.

Il 2007 è l’anno del debutto della Desmosedici GP7 - caratterizzata dalla rivoluzione del regolamento che prevede la limitazione alla cilindrata da 1000 ad 800cc - ma e’ anche l’anno in cui la Desmosedici RR e’ pronta a scendere in pista. Il debutto avviene a Misano davanti ai 50.000 ducatisti provenienti da tutto il mondo, che hanno animato la quinta edizione del World Ducati Week. I primi giri di pista spettano di diritto a Vittoriano Guareschi che fa ruggire il potente quattro cilindri ad L emozionando pubblico, appassionati e gli oltre 1000 acquirenti che hanno ordinato questa esoterica moto, invitati ad assistere alla prima uscita ufficiale, per vedere e toccare con mano il loro oggetto del desiderio.

Nel frattempo all’interno dell’azienda bolognese è stata allestita una catena di montaggio dedicata esclusivamente alla Desmosedici RR. Tutto e’ pronto per l’inizio della produzione, che partirà ad ottobre, e per consegnare quindi la moto, la prima unica e vera replica MotoGP, destinata a celebrare l’era della massima cilindrata (1000 cc) di questa prestigiosa categoria e a stabilire un nuovo riferimento in termini di tecnologia, componentistica, prestazioni e stile italiano.

I NUMERI DELLA DUCATI DESMOSEDICI GP

2003 - Capirossi e Bayliss sono gli autori del fantastico debutto della Desmosedici nel campionato MotoGP. Tra gli altri risultati, il pilota italiano ottiene il podio in Giappone alla prima gara della Desmosedici e una straordinaria vittoria nel Gran Premio di Catalunya. Ducati conclude il campionato al secondo posto nella classifica costruttori, mentre Loris e Troy sono rispettivamente quarto e sesto nella classifica piloti.

2004 - In MotoGP Loris Capirossi e Troy Bayliss riescono a chiudere in crescendo una stagione difficile, che ha visto comunque i piloti Ducati entrambi sul podio, a dimostrazione del valore del progetto Desmosedici.

2005 - Per il terzo anno consecutivo, Loris Capirossi è il portacolori del team Ducati nella MotoGP e il pilota italiano si aggiudica due strepitose vittorie nell’ultima parte della stagione, a Motegi e a Sepang. Il compagno di squadra è lo spagnolo Carlos Checa, il quale sale due volte sul podio.

2006 - E’ la stagione che conclude il ciclo delle MotoGP 990 di cilindrata e, oltre ad essere la migliore in assoluto di Ducati dal suo debutto nella categoria, si chiude nel segno della Casa di Borgo Panigale con una storica doppietta nel GP di Valencia con Troy Bayliss e Loris Capirossi.
Il fuoriclasse italiano è ancora la punta di diamante della squadra in uno dei Campionati MotoGP più avvincenti di sempre e, con 3 vittorie su 8 podi totali, finisce al terzo posto assoluto. Più sotto tono la campagna per il compagno di squadra Sete Gibernau che, pur dimostratosi velocissimo in sella alla Desmosedici GP 6, durante la partenza del GP di Barcellona è autore di uno spettacolare incidente che ne condizionerà tutta la stagione. Troy Bayliss ha poi scritto un altro splendido capitolo della storia Ducati con la vittoria nell’ultima gara del Campionato MotoGP sulla pista di Valencia, dove sostituiva l’infortunato Gibernau.

2007 - E’ l’anno del debutto della nuova era della MotoGP 800cc. La Desmosedici GP7 è caratterizzata dal propulsore da 800cc, totalmente inedito: più piccolo e compatto e, rispetto all’unità da 990cc, è caratterizzato da un ordine di scoppi regolari a beneficio della potenza massima ottenibile e del contenimento dei consumi. Loris Capirossi ed il giovane talento australiano Casey Stoner sono i due alfieri del nuovo team Moto GP 2007.

Casey Stoner al suo debutto in Qatar, si aggiudica una vittoria perfetta conquistando il primo posto in classifica. Dopo un 5° posto ad Jerez, il giovane australiano vince in maniera autorevole ad Istanbul e, a Shangai, ottiene la sua terza vittoria stagionale, consolidando la sua leadership nel campionato. Dopo il 3° posto ottenuto a Le Mans sotto la pioggia e un 4° piazzamento nel GP del Mugello, Casey vince una gara epica sia in Catalunya che in Inghilterra sul circuito di Donnington.
Il talento australiano conquista il secondo posto nella nona tappa del Motomondiale (Assen) e ottiene un ottimo piazzamento al Sachsenring (5° posto). A Laguna Seca dopo aver dominato sia nelle sessioni di prova che nelle qualifiche, si aggiudica la pole position e nella gara di domenica sale ancora una volta sul gradino piu’ alto del podio. A Brno ottiene la sua settima vittoria stagionale e a Misano, partendo dalla pole position davanti ad un folto pubblico, si ripete aggiudicandosi ancora una volta il gradino più alto del podio.

Grazie a 8 vittorie assolute, Casey Stoner comanda il campionato mondiale nelle classe regina facendo sognare i numerosi appassionati e mettendo una seria ipoteca sul titolo iridato 2007.





Veicolo

Il motore rappresenta il cuore pulsante di questa fantastica moto, ma le soluzioni riguardanti la ciclistica non sono sicuramente meno significative: dal caratteristico telaio a traliccio in tubi di acciaio, ad una componentistica raffinata, alla stupenda carenatura interamente in fibra di carbonio. Una moto destinata al pilota esperto, sempre in cerca di performance sportive, un prodotto esclusivo, esoterico, affidabile e capace di anticipare stili e tendenze delle moto da pista.

La livrea della Desmosedici RR è stata progettata da Alan Jenkins, già designer e artefice della Desmosedici MotoGP, che ne ha curato lo sviluppo aerodinamico finalizzato all’ottenimento di un handling ottimale. La moto si ispira completamente alla moto da gara, ovvero alla Ducati Desmosedici GP6, da cui ne eredita la tecnologia e l’aggressività delle sue linee. La moto è dotata di un cruscotto elettronico multifunzionale con indicatore LCD, sviluppato in collaborazione con Ducati Corse, lo stesso che equipaggia la moto da gara di quest’anno, ovvero la Desmosedici GP7.

Questa soluzione puramente racing e minimalista di Digitek non prevede interruttori ne’ pulsanti che ne contaminino la linearità. Oltre ad un ampio LCD, che consente una facile lettura di sei grandezze contemporaneamente, il cruscotto prevede un ricco menù di funzione, selezionabile dal communtatore sinistro.
Abilitando il sistema Ducati Data Analyser (DDA) il pilota sarà in grado di acquisire fino a 3 ore (2 MB) di dati relativi a: velocità, rpm, percentuale apertura farfalla, temperatura motore, km totalizzati, tempo su giro e successivamente analizzarli per valutare le proprie prestazioni ottenute con la Desmosedici.

Lo sviluppo della moto ha potuto contare sulla preziosa collaborazione di Vittoriano Guareschi, collaudatore ufficiale di Ducati Corse che, con le sue doti di guida e centinaia di ore in pista, ha dato un contributo fondamentale all’evoluzione del progetto.

La nuova Ducati Desmosedici RR utilizza per la prima volta un telaio ibrido realizzato con un traliccio di tubi in acciaio saldati (ALS 450) abbinato a piastre fresate dal pieno con geometrie del tutto simili a quelle della Desmosedici GP6.

Questa struttura, caratterizzata dal collegamento diretto tra il cannotto di sterzo e le teste, assicura un’ottimale rapporto tra rigidezza e peso, conciliando maneggevolezza e precisione di guida.
Al telaio verniciato in rosso, si collega il telaietto reggisella realizzato in fibra di carbonio. Si tratta di una struttura portante in materiale composito con speciali resine epossidiche resistenti alle alte temperature, scelto per avere contemporaneamente la massima leggerezza e la massima rigidezza: si tratta, anche in questo caso, di una soluzione normalmente utilizzata solo nelle moto da corsa.
La Desmosedici RR utilizza un nuovo forcellone scatolato in lega di alluminio, infulcrato direttamente sul basamento. La geometria e le soluzioni tecnologiche di questo componente derivano direttamente dalla MotoGP, e conferiscono alla moto elevate doti di trazione, ottimale distribuzione dei pesi, oltre ad un’ottimale rapporto rigidezza/peso.
La Ducati Desmosedici RR si avvale di un comparto sospensioni arricchito di tutta la componentistica tecnicamente più evoluta.
Lo schema della sospensione posteriore è quello della GP6, con ammortizzatore fissato superiormente al forcellone e influcrato inferiormente su un bilanciere, a sua volta incernierato al basamento.
L’avantreno è equipaggiato con una forcella Öhlins FG353P pressurizzata (PFF) a steli rovesciati da 43mm di diametro, con trattamento superficiale TiN sugli steli. La forcella, direttamente mutuata dal mondo delle competizioni, oltre alla caratteristica esclusiva della pressurizzazione che garantisce un funzionamento ottimale nella guida in pista, è ovviamente regolabile nel freno idraulico in compressione e in estensione e nel precarico molla.
Öhlins è anche il monoammortizzatore posteriore, dotato di regolazione del freno idraulico alle alte/basse velocità in compressione, oltre che in estensione; la regolazione del precarico molla avviene ruotando un registro sul torchio idraulico coassiale all’ammortizzatore, per una regolazione facile e precisa.
Per la prima volta in una moto di produzione Ducati vengono utilizzate delle ruote Marchesini forgiate in lega di magnesio a sette razze con lo stesso disegno di quelle della GP6, per minimizzare peso e momento d’inerzia a favore della maneggevolezza e della risposta delle sospensioni.
Con l’obiettivo delle massime prestazioni in pista, Ducati e Bridgestone hanno sviluppato degli speciali pneumatici per la Desmosedici RR. Questi pneumatici, con intaglio, struttura e profilo dedicato, consentono di scaricare a terra tutta la potenza erogata dal nuovo quattro cilindri.
Tra i numerosi elementi racing che arricchiscono l’allestimento di questa supersportiva e contribuiscono ad accrescerne la grinta estetica e l’efficacia tecnica non passa certo inosservato l’impianto frenante Brembo. All’anteriore la Desmosedici RR è dotata di una nuova coppia di pinze freno monoblocco ad attacco radiale e 4 pistoncini da 34 mm: la tecnologia monoblocco, fino ad oggi utilizzata solo per le pinze racing, consente di aumentare la rigidezza della pinza e quindi la prontezza della frenata; l’impianto anteriore è completato da una pompa radiale con leva snodata antirottura e dispositivo remote adjuster, che consente di trovare la giusta posizione della leva freno durante la guida in pista. I due dischi freno anteriori sono semiflottanti con fascia frenante in acciaio da 330 mm di diametro per 5 mm di spessore. L’impianto freno posteriore Brembo è composto da una pinza a due pistoncini contrapposti da 34 mm di diametro che lavora su un disco fisso da 240 mm.
L’impianto di scarico della Desmosedici RR è stato appositamente studiato per garantire la massima potenza e al tempo stesso assicurare il piacere di guida su strada. E’ notevolmente leggero ed è stato progettato secondo una configurazione 4-2-1, con diametro dei collettori di 42mm e spessore delle pareti 0,8mm in acciaio AISI 309. L’impianto è dotato di valvola pass-by e termina con un silenziatore interno al codone caratterizzato da due bocche d’uscita che permettono l’emissione dei gas verso l’alto. Nella parte superiore del codone è integrato un cover in carbonio ceramico, ovvero lo stesso materiale impiegato nei camini di scarico delle monoposto di Formula Uno.
La moto verrà commercializzata con uno speciale kit comprensivo di scarico racing (102dB), che riduce le masse sospese e esalta la potenza del motore, centralina dedicata, telo coprimoto e cavalletto posteriore.
La moto sarà disponibile in due diverse versioni colore: Desmosedici RR, caratterizzata dalla colorazione Rosso GP e dalla presenza di una tabella porta numero bianca sul codone; Desmosedici RR “Team Version”, sempre di colore Rosso GP caratterizzata dalla banda bianca laterale, come la moto da gara. Inoltre verrà distribuito assieme ad ogni moto un kit adesivi degli Sponsor 2006 del Ducati Team.
Inoltre per questo esclusivo modello Ducati è stato ideato un nuovo piano di manutenzione dedicato, grazie al quale ogni possessore di Ducati Desmosedici RR usufruirà di una garanzia e di un’assistenza gratuita entrambe della durata di tre anni.



Il Motore

Con una potenza di 200 CV* a 13800 giri/min e una coppia di 11,8 kgm* a 10.500 giri/min, il nuovo motore D16RR segue le linee guida del motore GP Ducati Corse, un vero e proprio capolavoro di meccanica e di precisione.

Le misure di alesaggio e corsa sono le stesse del D16GP6 – 1000cc (86x42.56), così come le posizioni caratteristiche dei componenti della distribuzione desmodromica Ducati (assi di rotazione alberi a camme, centri dei bilancieri ed interasse valvole), l’inclinazione valvole, l’interasse cilindri e la fasatura degli scoppi, che rispecchia lo schema softpulse utilizzato nel motore da gara.
Così come per la MotoGP, la tradizionale distribuzione desmodromica Ducati garantisce rigorose leggi di alzata delle valvole fino ai regimi più alti, sposandosi perfettamente con la modernità dell’architettura di questo quattro cilindri.
Naturalmente, nella tradizione Ducati, viene mantenuto a 90° l’angolo tra le bancate.

Arricchiscono questa “replica” il cambio a sei marce, che mantiene la sua caratteristica prettamente racing essendo integralmente estraibile, e la frizione multidisco a secco con dispositivo meccanico antisaltellamento e comando idraulico.

La ricerca della leggerezza ed un’implicita attenzione all’affidabilità hanno portato non solo ad una ottimizzazione nella progettazione dei componenti ma anche all’utilizzo dei più esclusivi materiali, prodotti artigianali di derivazione racing.
I basamenti e le teste in lega di alluminio sono fusi in terra, mentre il coperchio distribuzione e quello alternatore sono in lega di magnesio fusi in terra, tecnologia che permette di abbinare la leggerezza di queste leghe alla maggiore resistenza meccanica richiesta per componenti strutturali come questi. La coppa olio, coperchi teste e coperchio protezione frizione sono pressofusi in lega di magnesio, tecnologia che consente di realizzare spessori estremamente contenuti su componenti non strutturali.

Osservando il motore al suo interno, si evidenzia come la ricerca di alte prestazioni abbia portato all’utilizzo di tecnologie racing, come la biella in titanio, le valvole di aspirazione e scarico sempre in lega di titanio con rivestimenti CrN (nitruri di cromo) e trattamenti di superfinitura per ridurre gli attriti su alcuni componenti come i bilancieri. Anche gli alberi a camme sono realizzati con forature e fresature di alleggerimento.
Le ruote dentate della distribuzione sono disposte secondo uno schema del tutto simile a quella del motore GP, con alleggerimenti studiati mediante simulazioni agli elementi finiti (FEM).
Il pistone presenta la tipica architettura utilizzata nei motori ad elevate prestazioni, con una doppia travatura delle portate e con una camera di combustione compatta che porta il rapporto di compressione al valore di 13,5.

L’albero motore, che lavora completamente su bronzine, presenta i perni di biella sfalsati di 70° per generare la fasatura tipo soft pulse (scoppi a 0° - 90° - 290° - 380°). Questo componente nasce dalla completa ed accurata lavorazione meccanica di un grezzo di acciaio stampato. La particolare forma a cono della zona terminale delle mannaie permette di sfruttare al massimo lo spazio sotto le portate del pistone ed ottenere un’ottimale equilibratura del manovellismo.
I basamenti in alluminio, fusi in terra, presentano le canne integrali con rivestimento nicasil ed il layout di separazione dei semicarter è lo stesso del motore GP. La pompa olio è di tipo trocoidale (Gerotor) e comanda in cascata quella dell’acqua.

Sono presenti quattro corpi farfallati Magneti Marelli da 50 mm di diametro con iniettori a 12 fori sopra farfalla. Per gestire l’iniezione e l’accensione elettronica del potente propulsore a quattro cilindri è stata utilizzata la centralina 5SM della Magneti Marelli e cablaggi su linea CAN ad alta velocità.
I corpi farfallati pur servendo due bancate opposte, si trovano sullo stesso piano, evidenziando quindi una conformazione dei condotti di aspirazione molto rettilinei e tuffanti.
Il motore, analogamente a quello GP, fa da collegamento tra il telaio e forcellone-sospensione posteriore, realizzando quindi un’importante azione strutturale e di irrigidimento.

Prestazioni da riferimento per questa MotoGP stradale che, in allestimento racing, ovvero con il kit composto da scarico racing (102 dB) e centralina - distribuito a corredo con la moto – è in grado di raggiungere i 200 CV di potenza massima.
La Desmosedici RR con l’impianto di scarico catalizzato, omologato per l’uso stradale, rientra nei limiti della normativa Euro3.
(*) Dati rilevati con scarico aperto.



I PILOTI DUCATI MOTOGP IN PISTA CON LA D16RR

La settimana seguente il GP di San Marino, svoltosi sul circuito di Santa Monica a Misano, i piloti del Ducati Team hanno potuto effettuare qualche giro di pista in sella alla Desmosedici RR, la prima vera MotoGP replica che Ducati sta per mettere sul mercato per la gioia dei propri tifosi ed appassionati clienti.

Una moto esclusiva, unica nel suo genere, esoterica e caratterizzata da un livello tecnologico altissimo e mai visto sino ad oggi in una moto prodotta anche in versione stradale. Le specifiche della Ducati Desmosedici RR sono impressionanti: il cuore pulsante di questa moto è il motore desmodromico quattro cilindri a L da 989 cc nella configurazione “twin pulse”. Le caratteristiche tecniche di diretta derivazione GP6 racing, comprendono basamenti in lega di alluminio e coperchi motore in magnesio fusi in terra che racchiudono il cambio a sei marce estraibile e la frizione multidisco a secco a comando idraulico con dispositivo antisaltellamento. Completano questa replica, contribuendo ai 200 Cv erogati in assetto racing, i doppi alberi a camme in testa che azionano 4 valvole in titanio per cilindro, guidati da una cascata di ingranaggi tramite l’albero motore con bielle in titanio. Soluzione fortemente innovativa adottata dalla Desmosedici RR è l’impianto di scarico con silenziatore con uscite a camino, completamente racchiuso all’interno del codone. Il tutto, in assetto standard, assolutamente in regola con le rigide normative anti inquinamento.

Loris Capirossi, Casey Stoner (vincitore del GP di San Marino e leader della classifica iridata) e Vittoriano Guareschi, collaudatore ufficiale Ducati, hanno voluto provare la moto, effettuando una serie di giri a testa sul circuito di Misano, e subito hanno ritrovato feeling e prestazioni assolutamente familiari, molto vicine alla moto che usano in GP. Frecce e specchietti, in realtà, tradiscono subito la declinazione stradale di questo gioiello “made in Borgo Panigale”, ma le sensazioni che si provano alla guida in pista sono assolutamente racing.

La Desmosedici RR, il cui prezzo è stato fissato a 60.000 euro, è ormai pronta alla produzione che, come previsto, comincerà a metà ottobre, iniziando ad accontentare gli oltre mille fortunati appassionati che potranno godersela su strade e piste di tutto il mondo.

Da qui potete scaricare la scheda tecnica della Desmosedici RR  in formato pdf.    

 





 

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