In
questo numero di MONDO DUCATI...

IL
CURATORE
Intervista a Livio Lodi, curatore del Museo Ducati
Di Lorenzo Miniati
Livio Lodi è il curatore del Museo Ducati. Ha solo quarantuno anni,
venti dei quali spesi all’interno della fabbrica di Borgo Panigale.
Il fatto che sia finito in Ducati è legato a una serie di coincidenze,
prima fra tutte quella che ha visto suo padre in veste di consulente
medico dell’Azienda per più di vent’anni. Le origini della famiglia Lodi
sono comunque sempre state legate a Borgo Panigale, visto che i nonni di
Livio, un panettiere e un tabaccaio, lavoravano a 500 metri dalla
fabbrica dei bicilindrici Desmo. Attenzione, però, definire Lodi un
“raccomandato” sarebbe quanto di più lontano dalla verità. La sua
carriera ... >>>clicca qui per leggere l'articolo
FERRO
E FUOCO
La ditta Scardino e la riparazione dei telai Ducati
Ho un foglio bianco davanti e l’intensa storia di un uomo da raccontare.
Il protagonista è Gino Scardino, fondatore dell’omonima società che
ripara telai per moto.
Tutto inizia nel dopoguerra, quando il padre di Gino, Attilio Scardino,
apre un’officina dove costruisce telai per biciclette. Gino, all’epoca
minorenne, inizia a lavorare sui telai delle biciclette col padre e da
lì nasce la passione e l’esperienza che lo spingono a proseguire quella
strada. Negli anni settanta, Attilio decide di trasferirsi con la sua
famiglia da Lecce a Milano. Arrivati in Lombardia, sia Attilio che i
suoi due figli maschi iniziano a cercare lavoro nel settore della
riparazione dei telai, spaziando dalle....>>>clicca
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Pareva
davvero di essere in una babele dove, invece delle lingue, fossero state
confuse le epoche.
Come se davvero, tutte assieme, le moto da corsa fossero state chiamate
di fronte a un giudizio universale: Suzuki RG500 accanto a Gilera
Saturno; Seeley 500, che da "giovani" avevano fatto numero in griglia
(quando Agostini e la MV non avevano avversari), accanto a Mondial 125 a
carenatura integrale. La babele temporale del motociclismo abita nel
paddock delle gare per mezzi d'epoca.
Piloti in pelle nera e altri avventuratisi - o forse vissuti da sempre -
nelle tute dai colori audaci degli anni Ottanta: fondo bianco e
pennellate di colore verde pisello e fucsia. Giovani e vecchi, gambe
secche e ventri prominenti.
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