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FUGA DALLA CITTA’
Prova della nuova Sport 1000 Biposto
Di Massimo Moretti

La vita, al giorno d’oggi, ci porta a essere sempre impegnati e a correre continuamente e ovunque per mille motivi, impedendoci spesso di poter trovare degli spazi e del tempo da dedicare a se stessi e agli altri, consapevoli che, comunque, una sosta dopo aver “tirato” il motore è necessaria. L’opportunità di poter fare questa sosta si è presentata in occasione della prova di una delle novità della gamma Ducati 2007, vale a dire la Sport 1000 Biposto, della famiglia Sport Classic.
Ho svolto una prova un po’ diversa dal solito, vista la particolare indole del mezzo in questione. Per questo, un venerdì mattina di una tiepida giornata di sole, ho ritirato le chiavi presso il parco stampa Ducati e, una volta scattate le foto di rito davanti alla fabbrica di Borgo Panigale, mi sono diretto subito fuori dalla città, verso quei famosi colli bolognesi che vengono citati anche in una canzone dei Lunapop.
Per prima cosa, imbocco la Via Emilia in direzione di Modena e apprezzo subito la buona posizione di guida, caricata in avanti a sufficienza per sentire l’avantreno, ma nello stesso tempo non troppo scomoda da affaticare i polsi.
La frizione abbastanza morbida e il motore a due valvole con doppia accensione da 1000 cc, unità già conosciuta e apprezzata su altri modelli per la pronta risposta al comando del gas, rendono la guida nel traffico cittadino poco impegnativa e con facilità mi lascio alle spalle il caos di Bologna per giungere in località Lavino, dove volto a sinistra in direzione di Zola Predosa, seguendo poi le indicazioni per Calderino, distante circa 5 Km.
La strada principale attraversa il paese e, ancora una volta, il traffico della periferia conferma la facilità di guida della nuova Sport Biposto, anche se, concentrati in mezzo ai soliti automobilisti distratti, viene da chiedersi che ci faccia tutta questa gente in giro…
Finalmente, però, dopo l’ultimo gruppo di case, seguendo sempre la strada provinciale, il panorama comincia ad “aprirsi”. A destra e a sinistra, infatti, si vedono le prime colline e la strada si stende adagiata sul fondo valle, costeggiando il torrente Lavino. Davanti si vedono le colline più alte degli Appennini. Il traffico è sparito nel nulla e percorro alcuni chilometri lentamente, godendo del sole e delle suggestive vedute circostanti. La posizione di guida comoda, almeno per la mia statura di circa 1 metro e 75, e il motore che gira tranquillo, sempre generoso anche ai bassi regimi, ti proiettano in una dimensione dentro la quale sembra che tutto scorra al rallentatore (anche se in realtà il passo è discreto...). Insomma, un vero toccasana dopo i tanti zig-zag e i continui semafori della città!
Proseguo fino a un bar lungo la strada, in località Piastrino, vicino al quale è collocato un cippo. La sosta è doverosa, non tanto per riposarsi (visti i pochi chilometri percorsi e il comfort offerto dalla Sport 1000), quanto per assaporare l’atmosfera di relax. Giusto il tempo di bere un succo di frutta, leggere l’iscrizione posta sul cippo e via, di nuovo in sella.
Proseguo sempre sulla provinciale e, poco dopo, inizia il divertimento. La strada comincia a salire e, come tutte le strade di collina, ci sono le curve, i tornanti, gli allunghi tra una curva e l’altra, un ponte… E’ in questi tratti che la poesia del panorama fa posto all’emozione di una staccata un po’ più aggressiva, all’inserimento con piega discreta e all’uscita di curva con il gas quasi, se non del tutto, spalancato.
La Sport 1000 gradisce questa andatura allegra ma poco impegnativa, come se non “sentisse” nemmeno le curve. Una buona frenata e, soprattutto, una gran coppia fin dai bassi regimi, che ti porta fuori dalle curve con forza e decisione, perfettamente assistiti dalla ciclistica, sono i punti di forza di questo modello. Passo tra i gruppetti di case tipici dell’Appennino Tosco-Emiliano.
La tensione e lo stress della vita frenetica sembrano essere spariti. Sarà merito della giornata di sole, della bella strada di montagna da percorrere senza rischiare inutilmente, ma con tanto divertimento, o del feeling che trasmette la moto? Forse tutti e tre…
Arrivo così a Tolè, paese a 680 metri di altitudine, nonché centro di villeggiatura estiva, famoso per due cose: una sagra dedicata alle patate che si tiene in settembre e le innumerevoli fontane distribuite sul territorio, ognuna con un tipo di acqua diverso.
Superato Tolè, proseguo in direzione Cereglio, passando, tra una curva e un’altra, attraverso boschi di castagni. Qualche chilometro prima del paese, sulla destra, trovo lo stabilimento di imbottigliamento dell’omonima acqua e, dopo alcune curve, ci sono le indicazioni per Rocca di Roffeno/Zocca. Freccia a destra e via lungo una strada che si snoda sul versante della collina, con fitti boschi a destra e la vallata che si estende sulla sinistra.



 

Dopo un altro tratto di strada, arrivo a Zocca, paese turisticamente attivo, che ha dato i natali a un grande della canzone italiana come Vasco Rossi. Mi fermo nella piazza del paese e mi gusto un panino, fatto di pane montanaro e salame emiliano, seduto sulla panchina della terrazza con vista sulla vallata. Del resto, anche il corpo va nutrito, non solo lo spirito!
Osservando la Sport 1000 Biposto, illuminata dalle opache luci invernali, mi sovvengono spontanee alcune considerazioni personali: più che Biposto la vedrei un posto e mezzo.
Mi spiego meglio: la prima versione della Sport 1000 era estrema, molto caricata sull’avantreno, per un uso veramente sportivo, mentre, considerando la posizione di guida della Biposto, l’impressione è che sia maggiormente indirizzata a un utilizzo sportivo-turistico, comunque in solitario, senza saponette a terra, ma con giubbotto di pelle e andatura allegra, godendo di una guida fluida e poco impegnativa.
Preso dalla curiosità, decido di dare un’occhiata sotto il succinto “vestito”. Una volta sganciata la sella, si scopre che il vano sottostante non è molto capiente.
A tal proposito: visto l’utilizzo cui è destinato il mezzo, si poteva prevedere almeno un pozzetto che contenesse una tuta antipioggia, invece niente.
Un’altra mancanza piuttosto grave, secondo me, consiste nel fatto che il kit degli attrezzi di serie non contenga una semplice chiave a brugola, necessaria per asportare il guscio che permette di utilizzare anche la porzione di sella dedicata al passeggero.
Ma, dico: immaginatevi di sfrecciare lungo la strada e vedere una bella signora rimasta in panne con la sua automobile, in questo modo non si ha neppure la possibilità di offrirle un passaggio fino al centro di assistenza più vicino!
Per quanto riguarda le finiture, invece, l’unica nota stonata arriva dal supporto della pedana del passeggero, realizzato con semplici tubi tondi, che oltre a non brillare per bellezza e tecnica costruttiva interferisce con la parte posteriore del piede. Se poi siete abituati, come il sottoscritto, ad appoggiare sulla pedana solo la punta del piede stesso, la parte interna del tallone toccherà inevitabilmente il supporto.
Piccoli nei che non pregiudicano comunque il piacere della guida.
Riparto quindi da Zocca in direzione Guiglia-Vignola. Passati i primi chilometri, percorsi ancora in mezzo al bosco, si comincia a scendere verso la pianura.
Anche in discesa, la Sport 1000 Biposto si dimostra neutra e poco affaticante, senza mai stancare le braccia e i polsi del guidatore. I freni rispondono bene anche dopo la discesa per giungere a Guiglia, centro turistico sulle prime colline.
Da Guiglia proseguo in direzione Vignola e, dopo gli ultimi chilometri di curve, percorro i rimanenti che mi separano da Vignola in pianura.
Qui cambia il panorama, il traffico si fa più intenso e mi rendo conto che sto per rientrare nella “civiltà”. Vignola mi vede transitare dall’alto della sua rocca. Proseguo in direzione Bazzano e poi Bologna.
Questo tratto di strada, da Vignola a Bazzano, merita di essere percorso in primavera, quando fioriscono gli alberi, poiché ai lati ci sono le coltivazioni delle note ciliegie di Vignola e gli alberi fioriti sono uno spettacolo eccezionale, degno di essere visto almeno una volta nella vita. Da Bazzano proseguo per Bologna e, giunto a Zola Predosa, ripercorro in senso inverso la strada fino ad arrivare in Ducati, dove a malincuore consegno la Sport 1000 Biposto.
Il commento sulla moto è senz’altro positivo: si tratta di un mezzo piacevole e divertente da guidare, con il pregio di non essere troppo impegnativo, neanche oltre i limiti imposti dal codice.
Buona la posizione di guida, non particolarmente affaticante, soprattutto per quanto riguarda i polsi, poco sollecitati anche rimanendo per lungo tempo in sella.
Rispetto alla prima versione, il modello 2007 corregge dunque il tiro nell’ottica della razionalità. Una moto di questo tipo, del resto, anche se si chiama Sport è destinata a un pubblico che, nella maggior parte dei casi, ha già superato i quarant’anni.
Adesso, al fascino delle forme, la Sport Classic Ducati sa aggiungere quel pizzico di comfort in più che non guasta. Per quanto riguarda le emozioni, infatti, il 1000 DS rappresenta una vera e propria garanzia nell’ambito della guida su strada, anche se non avete il polso destro di Bayliss e il coraggio di Capirossi…



 



 

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