MENU

GIALLO CORSA
Prova della Sport 1000 in versione Ducati Desmo Challenge

Di Lorenzo Miniati
foto Snap Shot

Una Ducati è sempre una Ducati. Con questa banalissima frase potremmo riassumere la nostra esperienza sul circuito di Adria in sella alla versione “Desmo Challenge” della nuova Sport 1000.
Qualsiasi essa sia, una moto costruita negli stabilimenti di Borgo Panigale porta con sé un patrimonio genetico inequivocabile, figlio di quei successi che hanno fatto la storia del marchio prima ancora dei suoi stessi prodotti.
In altre parole, un bicilindrico Ducati, con la sua caratteristica architettura a V di 90° e l’altrettanto esclusivo sistema desmodromico della distribuzione, inserito in un telaio a traliccio di tubi rappresenta oggi giorno una sacrosanta garanzia per chi è alla ricerca di emozioni legate alla guida sportiva, meglio ancora se in pista.
La Sport 1000, una delle rappresentanti della famiglia Sport Classic, non fa eccezione a questa regola.
Nasce come interpretazione in chiave moderna di quella Sport, all’epoca munita di “soli” 750 cc, che nella seconda metà degli anni Settanta ha praticamente riscritto i canoni della moto sportiva italiana, ma una volta spogliata di tutti i componenti strettamente necessari per la circolazione su strada e dotata dei dovuti accorgimenti per l’impiego in circuito, abbandona immediatamente quella patina “antica” per trasformarsi in un mezzo perfettamente in linea con lo spirito racing che caratterizza le “vere” Ducati.
Chi sceglierà la Sport 1000 per partecipare al Desmo Challenge 2006 nella classe Legend Trophy (dove le farà compagnia la Paul Smart Limited Edition), si ritroverà in mano una moto da corsa in piena regola, sia nei contenuti che nell’utilizzo.
Sono bastati pochi giri sul tracciato di Adria, in corrispondenza di un gelido pomeriggio di metà febbraio, per toccare con mano questo cambiamento per certi versi inaspettato. Se nella sua “mise” stradale, infatti, la Sport 1000 appare elegante, delicata, quasi “finta”, in versione “pista” dà tutt’altra impressione. Le poche modifiche apportate la fanno sembrare essenziale, concreta e senz’altro affascinante.
Molti sono stati gli sguardi che ha attirato la “nostra” moto all’interno del paddock dell’autodromo veneto, non soltanto quelli dei nostalgici con qualche capello bianco sulle tempie...
Del resto, quando si parla del mondo racing, certe soluzioni, certe particolarità tecniche (certi “sapori”, ci verrebbe da dire), non hanno tempo.
La meccanica in bella vista, i cerchi a raggi, la linea lunga e snella della Sport 1000 (sottolineata dalla sua calda colorazione), rappresentano un richiamo al passato e identificano al tempo stesso “strumenti” di distinzione.
Un concetto valido oggi come ieri, nel momento stesso in cui si gira la chiave del quadro e si spinge il pulsante di avviamento.
La Sport 1000 risveglia sentimenti antichi, ma la sua sostanza è di quelle al passo coi tempi. Nessuna nostalgia, dunque, ma esaltazione per il gusto di guidare un mezzo di grande fascino (come dicevamo all’inizio, è una Ducati...), che si fa apprezzare per la sua sincerità, semplicità e consistenza.
Il suo palcoscenico, come abbiamo detto, sarà il Ducati Desmo Challenge, dove la moto in questione avrà una classe riservata in un campionato che si articolerà su ben quattro gare (15/16 aprile a Varano, 6/7 maggio a Magione, 17/18 giugno a Vallelunga e 26/27 agosto a Varano) in cui vedremo sfrecciare le Sport 1000 insieme, appunto, alle Paul Smart Limited Edition. Le altre categorie del Challenge, invece, avranno il loro calendario articolato su cinque gare, in quanto a quelle prima indicate si aggiungerà la data di Misano dell’8 ottobre.
Fortunati, dunque, saranno i piloti che si sfideranno in sella a questa “classic racer”, così come i semplici appassionati che compreranno la Sport con l’obiettivo di trascorrere qualche fine settimana in pista (piuttosto che al bar...), approfittando dei vari appuntamenti internazionali dedicati ai bicilindrici (vedi Speed Week, Festival Italia e Club Races).
Certo, i 1.809 Euro del kit Iva, trasporto e verniciatura esclusi, che diventano 1.674 Euro nel caso della Paul Smart, la quale non necessita di alcuni componenti relativi al montaggio della carenatura (prezzi validi solo per gli iscritti alla classe Legend Trophy del Desmo Challenge), non sono pochi se aggiunti agli 11.000 Euro necessari per comprare la moto, tuttavia abbiamo la “vaga” sensazione che se si avesse la possibilità di provare la versione kittata non ci penserebbe due volte... Rimanendo sul fronte economico, comunque, potrà far piacere il contenuto costo di iscrizione al trofeo previsto per le Sport Classic, ovvero 1.500 Euro più Iva.
 

COME E’ FATTA

La Sport 1000 “Trofeo” si differenzia dal modello di serie per il “vestito”, ovvero la semicarenatura priva di faro e il piccolo codino in fibra di vetro con sella in neoprene, l’impianto di scarico Termignoni di tipo 2 in 1, completo di centralina e filtro dell’aria, il telaietto anteriore in alluminio per il supporto della carenatura e della strumentazione (fissate al cannotto di sterzo tramite boccole e bulloneria in alluminio), le staffe laterali in acciaio inox con inserti filettati e la vasca da porre sotto al motore per il recupero dell’olio in caso di malaugurata rottura.
Non sappiamo dire a quanto corrisponda il miglioramento in termini di prestazioni (al momento in cui scriviamo la moto equipaggiata col kit non è stata ancora messa al banco), ma di sicuro l’eliminazione dell’impianto di scarico originale catalizzato secondo le normative Euro 3, oltre a portare dei benefici a livello estetico (le due “stufe” verniciate di nero del modello di serie non sono neppure paragonabili al tromboncino con saldature a vista della Termignoni), produce un discreto risparmio di peso.
Nella stessa direzione vanno, naturalmente, tutti gli altri particolari del kit, tanto che, cupolino a parte, rispetto alla configurazione stradale la moto kittata è davvero ridotta all’osso. Questa condizione lascia presumere anche dei bassissimi costi di manutenzione, al di là dei normali materiali di consumo (benzina, olio, pastiglie dei freni, pneumatici) e delle eventuali cadute, da mettere purtroppo in conto quando si tratta di guida in pista.
Come abbiamo già avuto modo di sottolineare nell’introduzione, poi, così allestita la Sport 1000 appare decisamente più sobria e, seppur a scapito di qualche finitura (almeno secondo il nostro parere di inguaribili appassionati delle moto da corsa), più bella.
La cosa interessante, comunque, è che questo giudizio non si ferma all’aspetto esteriore...
 


 

COME VA

Basta ascoltare il rombo che esce dall’impianto di scarico Termignoni per far tornare alla mente i mitici coppie coniche di una volta. Il sound è quello giusto, insomma.
Il 1000 DS che equipaggia la Sport è identico a quello degli altri modelli della gamma Ducati e come tale gode dello stesso livello di sviluppo tecnico. L’avviamento risulta pertanto immediato anche durante la stagione più fredda (come quella durante la quale si è svolta la nostra prova): non ci sono starter da tirare e non importa agire sul comando del gas, basta semplicemente spingere il pulsante di accensione e il desmodue a doppia accensione prende vita al primo colpo.
“Giocando” con la manopola destra, poi, la lancetta del contagiri a fondo bianco schizza avanti e indietro con grande disinvoltura, seppur affetta da qualche vibrazione di troppo che, manco a farlo apposta, ricorda il caratteristico funzionamento degli strumenti meccanici Veglia che usavano un tempo. La trasmissione è, come sulla maggior parte dei bicilindrici desmo, impeccabile: cambio rapido e preciso negli innesti (favorito da una corsa altrettanto corta del comando a pedale) e frizione perfettamente modulabile (anche se appena un po’ più dura della media). Paradossalmente, la posizione di guida della Sport 1000 da trofeo risulta più comoda rispetto a quella della moto targata, grazie alla sella in fibra di vetro che permette al pilota di distendersi meglio lungo il serbatoio quando viaggia “in carena”.
Inoltre, l’ampio cupolino (che riprende le forme della Paul Smart replica) offre un prezioso contributo aerodinamico, sia nell’ottica del comfort che in funzione delle maggiori performance velocistiche concesse al mezzo.
Ok, si parte. Lungo la pit-lane, l’eco prodotto dall’impianto di scarico 2 in 1, condito da qualche scoppio in fase di rilascio, fa venire i brividi. Fin dai primi metri (e nonostante il clima rigido), il Dual Spark da un litro di cilindrata si dimostra ben lieto di guadagnare giri con la consueta rapidità alla quale ci ha ormai abituato, se non che, grazie alle modifiche introdotte su aspirazione, iniezione e scarico, la spinta risulta ancor più energica e immediata fin dai bassi regimi. Questo fa sì che la Sport 1000 guizzi fuori dalle curve, anche le più lente, con una rapidità lusinghiera, assecondata dalla buona maneggevolezza offerta dalla ciclistica e dal peso contenuto della moto stessa.
La progressione non conosce incertezze e porta dritti fino all’intervento del limitatore, posto a 9.000 giri esatti. A giudicare dallo slancio con il quale la lancetta dello strumento arriva a questa soglia, tuttavia, l’impressione è che il bicilindrico Ducati possa proseguire ben oltre...
Da parte loro, le sospensioni reagiscono molto bene alle sollecitazioni indotte dalla guida, mantenendo un comportamento piacevolmente neutro durante tutte le fasi di percorrenza della curva e in frenata. All’ottima risposta dell’impianto Brembo anteriore si aggiunge infatti la grande stabilità messa in mostra dall’assetto nelle staccate più impegnative, coadiuvata dal generoso contributo del freno motore, che sulla Sport 1000 non fa rimpiangere l’assenza della frizione antisaltellamento. Molto buono anche il comportamento dei pneumatici Dunlop previsti dal regolamento (visto che tutte le classi inserite nel Desmo Challenge, compresa la Legend Trophy, monteranno esclusivamente coperture del costruttore anglo-giapponese), caratterizzati da un profilo sincero e da un grip più che soddisfacente, anche in corrispondenza di temperature tutt’altro che ottimali, vedi i circa 5° rilevati durante il nostro test.
L’unico difetto riscontrato nel corso della prova riguarda semmai la vasca per il recupero dell’olio posta sotto al motore che, come si vede dalle foto, entra in contatto con l’asfalto a inclinazioni fin troppo modeste rispetto a quelle, ben più entusiasmanti, alle quali è possibile arrivare.
Un limite così elevato che, francamente, non ci saremmo mai aspettati di scoprire!
 

CLICCA QUI PER ABBONARTI A MONDO DUCATI

CLICCA QUI PER TORNARE ALL'INDICE DI QUESTO NUMERO

ABBONAMENTI
ARRETRATI
MERCHANDISING
MERCATINO

INIZIATIVE
LIBRI
LETTERE
LETTORI
TEAM

AUDIO
SFONDI
LINKS

NEWSLETTER
E-MAIL

 
CLICCA QUI PER TORNARE ALLA HOME PAGE


 

WWW.MOTOITALIANE.IT

© 2001-2009 Moto Italiane - Diritti Riservati