Le lettere pervenute alla redazione

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Sono possessore di una Ducati ST2… che a volte non parte. “Portala dal meccanico!”, direte voi... Il problema è che ormai ci ha lavorato la metà dei meccanici del riminese, ma il problema persiste. Sembra una sciocchezza: la sera la metto in garage, la mattina vado a prenderla, giro la chiave, la pompa della benzina gira, il motorino pure, ma non arriva corrente alla candele. Ma volete sapere la più bella? Se la porto a fare una passeggiata, parte! Sì, avete capito bene, la metto in folle e inizio a camminare spingendola, dopo in media 500 metri (di solito!) riprovo a farla partire e parte! Assurdo, vero? Già, ma è così... Ecco cosa succede quando vado da un meccanico: "Ho una Ducati ST2 che non parte...", non faccio in tempo a finire che lui mi dice: "Portamela", e io "No, se te la porto parte..." e il meccanico "!?", e gli racconto tutta la storiellina. Finita la storiellina pare che si spaventino: "Non so... ora ho molto lavoro, prima del 2013 non so se riesco a guardarci...", e così via. L'unico che ha avuto il coraggio di guardarci (e secondo me l'ha fatto solo perché gli avevo dato più di due milioni per rifare frizione, catena, corona e pignone!) sta cambiando un pezzetto alla volta senza risolvere niente: prima un relais, ora le spazzole del motorino d'avviamento. Beh, almeno tutto il resto dell'impianto elettrico è in perfetta efficienza. Ieri, parlavo con un amico vespista che aveva un problema simile: gli è toccato controllare saldatura per saldatura, finché non ho trovato il problema. Poi ha convenuto con me che l'impianto elettrico della Ducati è un pochino più complesso... e lì mi è venuto il lampo di genio. E' questo che intimorisce i meccanici! Il famigerato impianto elettrico Ducati. Loro attaccano alla spina quel bel “macchinetto” che gli ha dato la Ducati, fanno le loro prove e mi dicono: "Tutto a posto, non ha niente”. E io? che faccio? Stavo quasi pensando a un picchetto davanti alla fabbrica finché non mi dicono come risolvere il problema. Saluti e scusatemi per la lunghezza della lettera.

Gianluigi Ravviso - Rimini

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Gianluigi, purtroppo avanzare una diagnosi corretta così a distanza è difficile… Sarebbe stato interessante conoscere l’anno di produzione della tua moto; le prime versioni (1997) avevano qualche peccatuccio di gioventù, in particolare per quanto concerne l’impianto elettrico. Nel ‘98 venne addirittura cambiato il generatore con un nuovo modello, e la modifica fu estesa anche agli esemplari già in circolazione. Veniamo al problema. Avrete evidentemente già effettuato tutte le prove di rito circa l’efficacia delle scintille alle candele, ma sembra che, nonostante il corretto funzionamento della centralina dell’iniezione (individuato dal consenso alla pompa benzina), non venga erogata corrente alle bobine. Oppure che siano esse stesse il punto morto nell’impianto? In questi casi conviene procedere a ritroso per individuare il problema, trascurando la questione della “passeggiata”… Infatti, tale circostanza può essere essenzialmente legata solo all’intercorrere di un certo tempo tra un avviamento e l’altro, oppure (nel caso si trattasse di un falso contatto) al ripristinarsi della connessione di due o più giunzioni elettriche. Il mio consiglio è di seguire il percorso dalle candele sino alla centralina, controllando tutti i cablaggi, le connessioni, sino addirittura alla Eprom entro di essa, per verificare che non presenti delle anomalie funzionali o fisiche (un piedino rotto, ad esempio…).


Sono il felice proprietario di una Ducati ST2 del '99, ma mi trovo nell'indecisione di tenerla o meno. Ho acquistato la mia moto di seconda mano, con 27.000 Km, nel gennaio del 2002. Ad oggi ho percorso quasi 50.00 Km, nel corso dei quali ha avuto problemi al regolatore di tensione che ho sostituito per ben 3 volte. Il mio modello ha quello montato sotto la presa d'aria dell'airbox e non all’interno di essa come sui modelli successivi. Credo che si tratti di un vero e proprio difetto/errore di progettazione. Anche io, come altri possessori del modello in questione, ho inoltre qualche problema di avviamento: il motorino si impunta prima di riuscire a far girare il motore, e questo solo a caldo. Per il resto, grandi soddisfazioni. La mia indecisione deriva da questo: spendo dei soldi per il tagliando, oppure affronto la spesa del nuovo, più impegnativa, ma che taglia la testa al toro? Ma in questo caso dovrei orientarmi su una ST4 almeno per accorgermi di aver cambiato moto? Oppure "rischiare" con la nuova ST3, presentata al Salone di Milano?

Stefano

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Stefano, ti comunico che è cosa abbastanza anomala che il regolatore sia montato nella posizione da te riportata, dato che anche sulla ST2 che possedevo io (1997) esso era all’interno della “bocca” anteriore di adduzione all’airbox. Una posizione certo più salutare per il delicato componente elettrico. Penso dunque che la soluzione al tuo problema possa essere semplicemente il riposizionamento del dispositivo (che personalmente ho visto montato sotto la presa d’aria solo su alcune ST4). Le difficoltà all’avviamento sono invece dovute alla cospicua compressione del motore 944, ben più prestante, sotto questo aspetto, del 904 ad aria, ma, ahimé, dotato del medesimo impianto di avviamento. Un aiuto al motorino arriva dalla sostituzione del cavo di alimentazione dello stesso con uno di sezione maggiorata: si tratta del corto spezzone che va dal ruttore di avviamento al motorino stesso e che si trova in prossimità della batteria. Per quanto riguarda il tuo quesito finale, ti sconsiglio la ST4, una moto che non può soddisfare a mio avviso chi proviene dalla ST2. La coppia del 4 valvole di 916 cc è avvertibilmente inferiore tanto che può sembrare strano, ma la ST4 è dotata di una rapportatura più corta della ST2, per supplire alla minore spinta ai bassi. Certo, agli alti regimi è un’altra musica, ma su una moto di questo tipo è molto meglio disporre di più tiro in basso, no? Comunque a risolvere il tuo dubbio arriva la Ducati che ha ufficialmente mandato in pensione la ST4, dato che le prestazioni della neonata ST3 accoppiano una potenza massima analoga a una coppia veramente esuberante. Non credo che l’acquisto del tre valvole sarebbe un rischio, dato che si tratta di una unità completamente nuova e basata sul collaudato 1000 DS, mentre l’impianto elettrico, decisamente complicato e delicato sulle vecchie ST, è stato sostituito da una moderna unità CAN.


Lo scorso anno si è guastato lo stabilizzatore di tensione della mia ST2. L’ho comprato presso un'officina Ducati e l’ho cambiato personalmente. Ho fatto tutte le verifiche di funzionamento con gli strumenti adatti ed era tutto OK. Dopo circa 1.000 Km la moto si è spenta e sono rimasto a piedi: la batteria non si ricaricava. Ho portato la moto alla Ducati che, però, non riscontrando problemi, me l’ha riconsegnata senza fare nulla. Dopo 70 Km, stessa storia. La riconsegno subito. Stavolta mi dicono che il problema deriva dall'alternatore che, guastandosi, ha danneggiato lo stabilizzatore di tensione. Faccio presente che non è possibile, ma non mi danno retta. Faccio presente che, essendo la moto del '98, era già stato sostituito l'alternatore in garanzia durante una campagna di richiamo. Sostituiscono quindi alternatore e stabilizzatore, non riconoscendo nessun tipo di garanzia. Vi assicuro che mi è costato caro. Per circa 1.000 Km nessun problema. Ora mi trovo con la moto che perde colpi, specie a bassi regimi e a caldo. Lo noto molto, ad esempio, accelerando fuori dalle rotonde o sui tornanti. Perde un colpo e poi riprende. Sembra quasi un impuntamento dell'acceleratore, ma non è cosi. Sono quasi deciso a venderla, non mi fido più a usarla, non vorrei restare di nuovo a piedi.

M. Spinetta

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro lettore, ancora una vittima dell’impianto elettrico della ST2. Come già detto, i primi esemplari lamentavano qualche problema, in particolare al generatore e al regolatore di tensione, inconvenienti completamente risolti dal 2000 in poi. I problemi elettrici, in questo caso, potrebbero essere completamente risolti, e le incertezze della moto essere di altra natura. Forse, la migliore soluzione potrebbe trovarsi in una buona messa a punto (quanti chilometri ha percorso la moto?), dato che dalla descrizione potrebbe trattarsi anche di un problema di combustione (le verifiche di rito sono obbligatorie). Anche in questo caso, ogni diagnosi a distanza rischia di essere lacunosa e imprecisa, ad ogni modo mi sento di consigliare una revisione, trascurando la parte elettrica.


 

Ho acquistato da poco una stupenda 900 SS del 2002. Prima possedevo una Honda Hornet niente male, ma sono rimasto entusiasta della mia scelta e di tutto il mondo Ducati. Avendo preso confidenza con i semimanubri, ho deciso di affrontare una salita tra le curve dell’Etna e ho notato che in piega, pur a velocità non troppo elevate, la moto non seguiva la traiettoria fedelmente, ma ondulava come se mi spostassi su e giù sulla sella. Questa è la sensazione che ho provato: credo che una moto con una ciclistica del genere non debba avere questi problemi. Vi sarei grato se riusciste a darmi qualche consiglio, spero non sia nulla di grave. La moto ha 5.500 Km, ed è nuovissima.

Sandro

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Sandro, il tipo di sospensione posteriore della SS (Cantilever senza leveraggi progressivi) tende a filtrare poco i problemi conseguenti ad un cattivo setup delle sospensioni e il comportamento delle gomme. Ho perfettamente presente la sensazione che descrivi, in quanto è caratteristica di questo modello qualora non si sia adattata la ciclistica alle proprie caratteristiche fisiche e di guida. Anzitutto, ricordati di verificare spesso la pressione nelle gomme, adattandola al percorso e alle condizioni della strada: ricorda che il pneumatico è parte integrante della sospensione e contribuisce all’effetto elastico del complesso. Verifica che il precarico della molla posteriore sia adatto al tuo peso, in particolare che la moto presenti un affondamento statico apprezzabile, anteriore e posteriore (la sospensione deve affondare leggermente per il solo peso della moto). Così per la forcella, che è la principale imputata per il problema da te lamentato. Puoi applicare anche una fascetta autobloccante a uno stelo per verificare l’escursione della stessa: la forcella deve lavorare per tutta la sua escursione e scorrere fluida, fermandosi a qualche millimetro dal fondocorsa, senza mai raggiungerlo. La regolazione dei registri in estensione e compressione è una regolazione di fino che ti consiglio di effettuare partendo dalle tarature standard e agendo un “click” per volta secondo la tua sensibilità.


 

Vi scrivo per due motivi: il primo è per complimentarmi per il lavoro che svolgete, il secondo è per farvi presente che c’è in giro un nuovo virus molto contagioso: la Ducatite! Ho le prove: in questa foto siamo ritratti io con il mio SS 750, mio padre col suo Monster 620S e, infine, la terza “malata” del gruppo, ovvero la mia ragazza, col suo Monster 600, tutti, tra l’altro, facenti parte del Ducati Club Perugia. A parte gli scherzi, tengo solo a precisare che il mio SS e il M600 sono stati elaborati dal sottoscritto con l’aiuto del mio meccanico di fiducia Enrico Turutelli.

Valentino Ciurnella

 

Sono felice possessore di una Ducati 900 SS Senna che sto tentando di personalizzare. Finora ho montato soltanto dei terminali Sil Motor e un filtro dell’aria K&N dedicato. Vorrei dei consigli su come proseguire: il mio scopo è quello di migliorare le caratteristiche Ducati, ottenendo più coppia che cavalli e inoltre vorrei spostare più in alto l’ingresso del limitatore. Cosa mi consigliate?

Danilo La Rocca

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Danilo, il problema non è di facile soluzione… Per la tua prima richiesta ti consiglierei una centralina rimappabile come la Power Commander, che ti permette di adattare la carburazione a ogni tua necessità, senza però rimuovere o spostare il limitatore, dato che lavora in serie con la centralina originale (che taglia l’accensione intorno ai 9.000 giri). Tu stesso però sostieni di preferire la coppia ai cavalli, dunque non vedo la necessità di far girare il motore più alto; ricordati che un motore che gira forte agli alti perde sempre qualcosa in basso.


 

Ciao a tutti! Sto annegando in un mare di indecisioni. La situazione è questa: 3 mesi fa ho preso un fantastico Monster 900 del ‘99 con 6.000 Km, in 3 mesi sono arrivato a quota 20.000. La moto la uso per andare a lavoro, per vagare in giro appena si può, per le gite del fine settimana. Insomma, ci sono sempre sopra. Però devo già fare un po' di conti, devo valutare se venderla con non più di 25/30.000 Km, cioè a fine anno, oppure tenerla fino a che il motore non è da cambiare. Queste sono le strade da prendere, anche perché non avrebbe senso venderla a 50.000 Km (a metà della sua vita), mi toccherebbe darla via a un prezzo bassissimo. A questo punto mi conviene “consumarla” tutta, e poi cambiare il motore (penso attorno ai 100.000 Km, ovvero tra circa 3 anni, visto che mi vanno via circa 35.000 Km all'anno)? Voi che fareste?

Andrea

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Andrea, la risposta è semplice: tienila per almeno 10 anni, per ritoccarla e affezionartici… Conosco delle M900 che hanno percorso più di 100.000 Km, e ancora vanno, avendo ricevuto solo una rinfrescatina al motore a metà della loro vita. Una buona manutenzione e un uso oculato ti permetteranno di percorre in tranquillità decine di migliaia di chilometri, sempre sulla “tua” moto, che diventerà la compagna di mille avventure. Buon viaggio.


 

Gentile Redazione, vi scrivo per raccontarvi delle mie ferie sulle Dolomiti con la mia amata SS 900. Premetto che la moto ha appena compiuto un anno di età e che è sempre stata tagliandata presso la rete ufficiale. Non faccio in tempo ad arrivare alla meta, che il motore inizia a singhiozzare e dalle marmitte inizia a uscire fumo nero. Chiamo l'assistenza che mi soccorre e porta la moto presso Ducati Bolzano, il quale me la restituirà solo il giorno prima di tornare a casa. Il guaio è che le mie ferie le ho dovute passare in sella a una Suzuki SV650 (bicilindrica giapponese) come passeggero. Tutta colpa di un bulbo dell'olio. Visto che quest' inverno volevo comprare una moto più comoda e considerato il fatto che percorro 10.000 Km l' anno, con che coraggio comprerò un'altra Ducati? Ho avuto per 4 anni un Monster 600 che non mi ha dato nessuna noia, e neanche il 900 SS mi aveva dato problemi, ma dopo queste ferie rovinate ho perso la fiducia nella Ducati! Passerò anch'io a un'odiatissima 4 cilindri, sapendo che non mi darà le stesse emozioni del bicilindrico desmo, ma almeno non mi lascerà a piedi!

Otti Massimo

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Massimo, a lettere come la tua mi viene da rispondere che… anche le giapponesi si guastano! Spesso infatti si guarda alle moto giapponesi come qualcosa che rasenta la perfezione, esenti da anomalie e malfunzionamenti. Innegabile che l’affidabilità di certi modelli sia notevolmente superiore a quella degli analoghi Ducati, ma è pur vero che esistono migliaia di bicilindrici che hanno percorso, e percorrono, chilometri su chilometri senza richiedere altro che l’ordinaria manutenzione. Mi sembra che tu stesso avessi verificato ciò sulla tua Monster. A un certo punto occorre decidere se il “rischio”, se di “rischio” si può parlare, vale la pena di correrlo o meno. Considera che esiste la possibilità, neanche troppo remota, di trascorrere ferie felici in groppa a un destriero di razza, in grado di comunicare sensazioni ed emozioni al suo proprietario, piuttosto che su un anonimo ronzino giapponese, di quelli che dopo due anni nessuno ricorda più…


 

Vi scrivo per sottoporvi un quesito di natura tecnica: l’anno prossimo vorrei acquistare una 748R, oppure una 996/998, e, dietro consiglio di un amico, mi è stato detto di iniziare dalla ciclistica nel caso volessi modificare la moto. A tal proposito, ho letto con molto interesse l’articolo riguardante l’impianto frenante al carbonio/silicio proposto dalla slovena Sicom. E qui giunge la mia domanda: un impianto del genere troverebbe giovamento con l’installazione di copridischi in carbonio come quelli montati sulla 916 SBK del 1994? Se sì, dove posso reperire tale accessorio? Un’altra cosa: il divario prestazionale è così evidente tra 748R e una 996/998 standard, considerando che vorrei montare il kit da 853 cc della EVR? Per concludere, è di facile reperibilità nel mercato dell’usato la 748R?

Jacopo Rossignoli

 

Risponde Lorenzo Miniati

Caro Jacopo, ecco, in sintesi le risposte alle tue tre domande: no, non troverebbe giovamento perché i dischi Sicom hanno la particolarità di fornire prestazioni elevate fin dalle basse temperature (per questo sono efficaci anche sul bagnato). Il divario in termini di tempo sul giro potrebbe non essere così evidente (anzi, in alcuni casi potresti addirittura andare più forte con la 748 maggiorata), ma cambierebbe sostanzialmente lo stile di guida in funzione del gap relativo alla coppia (non tanto quella massima, quanto l’andamento lungo tutto l’arco di utilizzo). Il caso vuole che a pag. 37 ce ne sia una all’interno del nostro mercatino.


 

Da maggio dell'anno scorso ho la felicità di possedere un Monster Dark 600, il mio primo amore, cambiato poco dopo con una 748S che è invece l'amore che ho sempre sognato. Non ho mai provato una passione così forte e vorrei realizzare il mio sogno di dedicare la mia vita a lavorare sulle Ducati. Ho purtroppo alle spalle una formazione universitaria e post universitaria che mal si addice al settore (laurea in giurisprudenza con specializzazione in selezione, formazione e direzione del personale) e sia che mi proponga come garzone da officina, sia come neolaureato, in Ducati Motor Holding trovo sempre la porta chiusa. Vi chiedo con tutto il cuore un consiglio o un aiuto su come poter fare per realizzare il mio sogno. Cordiali saluti a tutti.

Francesco

 

Risponde Lorenzo Miniati

Caro Francesco, fare della propria passione un lavoro non è cosa facile, soprattutto in un settore relativamente piccolo come quello legato alle moto. So, comunque, che Ducati Motor è alla continua ricerca di personale con le tue caratteristiche di passione e attaccamento al mondo delle rosse di Borgo Panigale. Ti consiglio di insistere, vedrai che prima o poi...


 Vorrei fare un commento sul mondo dei Gran Premi. Tutto nasce circa due mesi fa: è da allora che sono letteralmente infuriato con i commentatori e i giornalisti che circondano il Motomondiale. Perché? Perché non si fa altro che parlare dei nostri beniamini tricolori, anche quando il loro comportamento può essere paragonato a dei bambini capricciosi. Nonostante “mostri” come Falappa, Chili, Pedercini, Casoli ecc... in gara i piloti della Superbike sono tutti grandi protagonisti, italiani e non, primi o ultimi che siano. Ma questo non è quello che succede nella MotoGP: lì non si è mai parlato di gente come Bayliss, Edwards, Haga, Hayden ecc... che, arrivati nel Motomondiale, fanno grandi numeri, regalando felicità ed emozione, pur non conoscendo le varie piste. Vorrei citare, come esempio, l’ultima gara del mondiale SBK 2002, dove Edwards strappò il titolo a Bayliss: i due hanno dimostrato di essere, prima che dei campioni, due grandi sportivi, abbracciandosi e festeggiando insieme a tutto il pubblico. Nel mondo SBK tutti i piloti sono persone umili, regalano sorrisi e ospitalità a chi, come me, ama la moto con le quali riescono a farci sognare e a unirci in nuove amicizie. Mando un messaggio a Vale e Max: prendete esempio da loro che sono campioni di umanità.

Mauro De Grande

 

Risponde Lorenzo Miniati

Caro Mauro, in parte hai ragione, e spesso lo abbiamo anche scritto sulle nostre pagine: il Motomondiale e la Superbike sono due mondi diversi. Tuttavia, mi sento di spezzare una lancia in favore del buon Guido Meda (e di tutto il suo staff) che, da quando ha in mano la telecronaca dei GP, ha fatto davvero un buon lavoro, riportando gli ascolti su livelli che Mamma Rai non si sognava neppure e, sopratutto, sensibilizzando i telespettatori nei confronti di aspetti che Urban e company non hanno mai chiamato in causa, come, ad esempio, i piloti non italiani. Sul fatto, poi, che nella MotoGP ci sia gente meno simpatica di quella proveniente dalla SBK, anche in questo caso, non farei di tutta l’erba un fascio...


 

Ho un problema alla mia Ducati 900 SS, kittata di scarico, centralina e filtro Ducati Performance. La moto a freddo va benissimo, ma quando percorro un po' di Km, comincia a riscaldare e fa fatica a prendere giri. Inoltre, non tiene il minimo: le candele sono nere, lo scarico di destra è molto più caldo del sinistro e rilascia uno strano odore (il materiale fonoassorbente è nuovo).

Franco Zani (CZ)

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Franco, l’inconveniente da te segnalato l’ho riscontrato su diversi 900 equipaggiati della centralina Ducati Performance. Il montaggio di scarichi “aperti” e del filtro aria aperto comporta un cospicuo aumento delle possibilità “respiratorie” del motore, specie se, come immagino, è stato anche rimosso il coperchio della scatola filtro. È evidente che la mappatura originale non può più andare bene per questo nuovo setup, per cui hai giustamente pensato di montare una centralina modificata. È altresì vero, però, che il dispositivo in questione non presenta alcuna possibilità di regolazione (cosa a mio avviso indispensabile quando si cerca il massimo rendimento dal motore) e presenta una taratura “standard”, evidentemente messa a punto dai tecnici Ducati per determinate condizioni di funzionamento. Purtroppo, però, le condizioni ambientali variano da stagione a stagione e da luogo a luogo: è impensabile infatti che una carburazione vada bene ugualmente a Milano il 25 dicembre come a Cagliari il 15 Agosto… Aggiungo che l’aver così aumentato la disponibilità d’aria in ingresso rende ancor più sensibile il motore alle regolazioni. Dai sintomi che riporti, è evidente che la carburazione è decisamente grassa, specie al di sotto dei 3.000 giri, ma anche al di sopra, tanto da sporcare le candele e permettere l’accumulo di incombusti nello scarico. Se la centralina lo permette, puoi ovviare alle incertezze a basso regime con la regolazione del CO (ovviamente nel senso di uno smagrimento), mentre se non lo hai ancora fatto, puoi procedere alla rimozione del coperchio della scatola filtro (operazione che comporta un deciso smagrimento e potrebbe risolvere la situazione). È assai strano che fumi uno scarico più dell’altro dato che sono collegati in maniera simmetrica ai due cilindri… non è che il fumo esce dopo aver inclinato la moto sulla stampella laterale?


 

Sono Alessandro da Torino e vorrei sapere se esiste un sistema di avviamento elettrico da applicare sulla Ducati Scrambler 350 in modo da non rompersi più la gamba con la pedivella!

Alessandro

 

Risponde Lauro Micozzi

Caro Alessandro, esiste una versione di Scrambler con avviamento elettrico (prodotta all’incirca tra il 1974 e il 1976), ma purtroppo è stata venduta esclusivamente in Spagna e, che io sappia, è molto difficile da reperire in Italia. Ad ogni modo, se per avviare il tuo esemplare trovi difficoltà (rischiando addirittura di romperti la gamba!), presumo vi sia qualche problema di messa a punto (magari a livello di anticipo). Vedrai che se il motore è a posto, avviare un 350 è facile come mettere in moto uno scooter!


 

Possiedo una Ducati 999R. La prenotai attraverso Ducati Firenze a fine novembre 2002. Mi dissero che l'avrebbero consegnata ad aprile 2003; invece l'ho avuta a fine maggio. Ho atteso 6 mesi per una moto da 30.000 euro, più altri 2.000 euro di accessori. Quindi sono tre mesi e 24 giorni che la possiedo. Ed è già vecchia! Ecco il problema: mi hanno fatto aspettare sei mesi per averla e, in pratica, come la consegnano, esce la 999R nuova con forcellone scatolato racing, telaio Factory rosso, scarichi con copertura in carbonio, il tutto allo stesso prezzo del vecchio modello. Nel mondo delle moto dobbiamo aspettarci che un modello regga un anno e poi ci sia un aggiornamento. Ma qui il problema è diverso! Pur avendo ordinato la moto a novembre 2002, per problemi di produzione, non possono consegnarla che sei mesi dopo. Ora, per avere una moto "nuova" dovrei ancora frugarmi in tasca e montare un forcellone scatolato, costo 5/6 mila euro? Smontare tutta la moto per avere il telaio factory? Questo è il riguardo che hanno per i clienti che decidono di acquistare il prodotto di punta Ducati!? Perché far uscire la versione aggiornata dopo tre mesi? Io ho subìto un grave danno economico e mi sento veramente preso in giro. Se oggi volessi rivendere la mia moto, perderei una montagna di soldi! Grazie, complimenti per la politica commerciale, e per l'attenzione dimostrata verso chi, come me, viaggia in Ducati da 34 anni.

Rodolfo Barbagli

 

Risponde Lorenzo Miniati

 Abbiamo sottoposto la sua lettera alla Ducati, in modo da avere una risposta ufficiale. Purtroppo ciò è avvenuto mentre andavamo in stampa, perciò rimaniamo in attesa di una replica.

 


Vi scrivo dopo essere stato nauseato dal vostro articolo sulla Supertwins nel numero di luglio. Capisco le prove di parte che siete costretti a redigere per mamma Ducati (anche se cercherei di essere più obiettivo), ma quello che avete scritto sul trofeo bicilindrico ha proprio dell'incredibile. Prima di tutto vi sfugge il fatto che davanti alle vostre performance di tutto rispetto la gente reagisce in tutt'altra maniera, criticando come in un trofeo "amatoriale" possa correre un pilota come Liverani (sinceramente si meriterebbe di più) con "una moto che vale quanto un appartamento" (parole sentite da me a Magione). Mi sembra la stessa situazione che si è creata nelle gare che faccio io (Supermotard Toscano) con un certo Gramigni, che non riuscendo ad imporsi più da nessuna parte viene a fare lo "sborone" in un campionato toscano. Finite le critiche verso di voi, e credetemi ve le faccio da appassionato lettore, passo a quelle verso la Supertwins e il suo organizzatore, che non poteva chiamarsi altro che come un detersivo. La mia rabbia nasce perché quell'ambiente l'ho vissuto e lo sto vivendo e non è per niente come lo descrivete voi. I veri appassionati non ci sono più, oggi è solo una battaglia a chi spende di più. Si inizia con le iscrizioni truffa: ti dicono che a ogni gara si paga 160 Euro (già una follia) e poi ti ritrovi obbligato a pagare 25 Euro per i transponder e, udite bene, 40 Euro di "contributo obbligatorio" per le fotografie e il filmino della gara (sei minuti e mezzo di riprese). A conti fatti, con 225 Euro a gara spendi più di chi fa il trofeo Kawasaki in un anno, senza considerare che, nel trofeo giapponese, in quella cifra ci rientrano i ricambi del kit da gara. Capisco che voi avete sponsor miliardari, ma per chi fa correre la propria ragazza studente, guadagnando 707 Euro al mese la cosa non è piacevole. Avete anche il coraggio di scrivere: "Tutto merito di una categoria che accontenta tutti, dal team super organizzato al semplice appassionato... Intelligente anche la formula in quanto premia, oltre gli assoluti, anche i gentlemen's drivers e gli esordienti, consentendo a tutti, viste le classifiche separate...". Ma siete proprio sicuri di quello che scrivete? Io so solo che noi ci siamo presentati solo per divertimento e per passare i fine settimana nella maniera che più ci piaceva. Viste le nostre scarse possibilità economiche, ci siamo dovuti accontentare di modificare la moto della mia ragazza. Alla prima gara (dopo la sorpresa dei 225 Euro), ci ritroviamo a lottare con gli ultimi della classifica (e per noi era già un successo, non ci crederete, ma c'è ancora gente che corre anche per questo), ma non ci viene permesso di correre perché gli iscritti sono 37 e la griglia di partenza prevede 36 partenti. La cosa bella è che Elena non ha corso perché in griglia c'era una BMW che da regolamento non poteva correre, ma come sappiamo a Roma si può tutto, compreso non accettare i ricorsi e via dicendo (ma non doveva essere un ambiente amichevole, per chi?). Non avevate detto che il trofeo accontenta anche il semplice appassionato e permette a tutti di correre e divertirsi? Alla seconda gara a Magione, ci informiamo sul numero dei partenti per non rischiare di buttare altri 225 Euro e ci viene garantito che verranno fatte due finali per fare correre tutti. Appena finite le iscrizioni, ovvero presi i soldi, la storiella cambia, la finale è una sola e chi non ci rientrava può andare a casa (poi dicono che Bossi non ha ragione). Morale della favola, in due gare abbiamo speso 450 Euro di iscrizione, senza contare viaggi e pernottamenti, per fare solo le qualifiche e tornare a casa. Se per esordienti mi considerate il vostro Gargiulo che nonostante sia studente può permettersi 30 milioni di moto, la prossima volta le classifiche facciamole fatture alla mano, almeno, anche se escluso, mi sentirò molto meno stupido degli altri che sanno realizzare la loro passione motociclistica spendendo sempre di più. Mi sono solo reso conto di una cosa, che come al solito in Italia la passione non sappiamo cosa sia...

 Massimo Petrocchi

 

 P.S.: So che non pubblicherete per intero questa lettera, ma la parte che riguarda la Supertwins e la sua organizzazione verrà mandata anche ad altri giornali, con una probabile denuncia per il contributo obbligatorio nascosto di 40 Euro.

 

Risponde Franco Bartoli

La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo questa e-mail è quella di trovarmi di fronte a un raro caso di ingenuità al cento per cento. Fra queste ingenuità ci mettiamo il fatto che la nostra Bimota costi come un appartamento (complimento più bello ai nostri Pinto e Tedioli non poteva farlo...), i nostri sponsor miliardari (solo da quest’anno ci possiamo permettere mezzo box, dicasi mezzo, non intero...) o l’affermazione che Gramigni non sia più in grado di vincere niente: a quanto pare il nostro amico non è al corrente che il pilota toscano ha vinto la prima gara del campionato italiano Superbike con una moto quasi di serie (anche se poi è stato squalificato per una mancanza del tutto veniale). Ingenuo da morire, poi, anche per i costi del Trofeo Supertwins: 225 Euro a gara (da notare che non esiste tariffa di iscrizione al Trofeo) li ritiene un esborso da rapina, quando un giorno feriale di prove libere a Misano costa 200 Euro. Sinceramente, poi, davo abbastanza per scontato che le corse costano di per sé: ci sono gli spostamenti, i pernottamenti, ma anche la moto da preparare, i guasti, le eventuali cadute, le gomme da cambiare, eccetera eccetera. E’ ovvio che se non si ha una minima disponibilità economica il giochino non si può fare. Ingenuo anche nel non conoscere il regolamento Supertwins (art. 11) che dà la facoltà di accettare in gara anche moto che esulano da quelle classicamente accettate nella categoria. Insomma, in tutta sincerità, non mi sembra che il nostro amico dica una sola cosa giusta.

 


 

Carissima Redazione, vi scrivo per sottoporvi un problema. Circa 2.000 Km fa ho fatto montare sul mio Monster 900 Special i.e. del 2000, dal mio meccanico di fiducia, una frizione alleggerita con dischi in carbonio. La moto è ben più scattante e ne sono felicissimo. Solo che ora comincia a fare quel tipico rumore da frizione impolverata e slitta in partenza. Smonto la frizione, premetto che ho 25 anni e da 6 sono meccanico in un'officina autorizzata Fiat, quindi ho una certa manualità, e mi accorgo che chi ha eseguito il lavoro ha messo il disco condotto con il puntino tra un disco guarnito e un altro e, guarda caso, proprio lì uno dei 2 dischi guarniti a contatto con quello puntinato è arrivato in fondo alla guarnitura in carbonio. Non vi nascondo l'amarezza, faccio la manutenzione da solo fin dove sono capace e dove non ci arrivo mi servo in quella officina. Forse era meglio se me la cambiavo da me, visto che io sapevo che il disco con il puntino va in fondo e non in mezzo agli altri. Vengo ora ai miei dubbi: con la campana e il tamburo alleggeriti forse non è opportuno montare i dischi originali. Visto il loro maggior peso, rischierei di ridurre la vita della campana, d'altro canto non volevo spendere il doppio in dischi alleggeriti Ducati Performance. Non è che per caso i dischi del nuovo 1000 desmodue (più leggeri) andrebbero bene anche su una campana come la mia? In attesa di risposta, vi saluto amichevolmente.

Nicola Marchetti

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Nicola, effettivamente il montaggio corretto dei dischi frizione (con particolare riguardo al posizionamento della molla a tazza, ovvero il disco non guarnito e contrassegnato con il puntino) è fondamentale per il regolare funzionamento della trasmissione. Ci piace pensare che si sia trattato di semplice disattenzione o distrazione da parte del meccanico, che certamente è a conoscenza delle procedure corrette di montaggio. Per evitare certi inconvenienti, non posso che consigliarti di effettuare la piccola manutenzione da solo, visto che tra l’altro sei anche in possesso di tutti i requisiti per compiere un lavoro a regola d’arte (ciò, ovviamente, nell’ipotesi che la garanzia sulla moto sia scaduta, in caso contrario, infatti, essa perderebbe validità). Per quanto concerne i dischi, esistono dischi in alluminio, come quelli montati su alcuni desmodue degli ultimi anni, che potrebbero fare al caso tuo. I particolari della frizione del nuovo 1000 sono comunque compatibili con i vecchi motori.

 


 

Ho una domanda di natura tecnica: il mio Monster 900 ha dei problemi per quanto riguarda l'avviamento. Quando il motore è freddo parte al primo colpo, ma quando è caldo, se spengo la moto, per poi riaccenderla dopo poco, per esempio dopo avere fatto rifornimento, il più delle volte rimango in panne per qualche minuto, per poi ripartire senza problemi. Quando accade ciò, alla pressione del pulsante dello start, sento come un veloce ticchettio che sembra provenire dalla parte anteriore della moto, ma non sono ancora riuscito a capire da dove, e subito dopo si spenge tutto il quadro, per poi riaccendersi dopo qualche secondo. Sapete dirmi quale potrebbe essere la causa di tale problema? Ultimamente, poi, mi sembra aumentata la rumorosità del gruppo frizione-cambio. Ho sostituito i dischi frizione, ma il rumore non è diminuito. Premetto che è già un po' di tempo che è così, ma l'intensità è sempre la stessa. Cosa ne pensate?

Otti Luca

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Luca, anzitutto non specifichi se si tratta di un motore a carburatori o a iniezione. Ad ogni modo, sembra si tratti di un problema di alimentazione elettrica: il rumore che senti proviene dal ruttore di avviamento, ovvero l’interruttore che, azionato dal pulsante al manubrio, chiude il circuito del motorino facendolo girare. Tale ruttore attacca e stacca subito dopo perché la corrente fornita non è sufficiente a fare girare il motorino, che ha un assorbimento molto elevato. Ciò potrebbe dipendere da una batteria non più efficiente, ma lo escluderei dato che in altre condizioni riesci a partire. Non sarebbe comunque una cattiva idea controllare la stessa e il circuito di ricarica. È possibile, invece, che si tratti di un problema del motorino: potrebbero essere consumate le spazzole, oppure potrebbe essersi grippato il pignoncino o l’ingranaggio folle che trasmette il moto all’albero motore. Tutte queste ipotesi, per essere verificate, necessitano lo smontaggio del carter sinistro della moto; una volta effettuata questa operazione si verrà indubbiamente a capo del problema.

 


 

Buon giorno, vi scrivo per avere un parere tecnico sulla Ducati ST2. Sarei in procinto di vendere la mia 748S a causa della situazione delle strade italiane, del traffico caotico e il non rispetto delle regole più elementari di guida e di comportamento degli automobilisti. Avevo intenzione di passare a questa moto, ma sono andato da un amico meccanico e mi ha detto di lasciar perdere e preferire l'ST4, perché l'altra ha consumi d'olio elevatissimi. Ne ha appunto 3 o 4 in officina con questi problemi. A questo punto mi trovo perso, vorrei conferma da voi che l'avete provata: è proprio vero che ha questi consumi? Ringraziandovi in anticipo, vi saluto.

P. Melograno

 

Risponde Stefano Ferrigno

Ho posseduto personalmente una ST2 per 2 anni, per di più una delle prime 500 prodotte, dunque con qualche peccato di gioventù. Il consumo di olio è sempre stato nella norma e limitato alla leggera perdita dalla base del cilindro posteriore, un problema comune ad altre Ducati e comunque di gravità certo limitata (pochi cc ogni 1.000 Km, un consumo inavvertibile). Non escludo, altresì, che tale problemino possa essere stato risolto brillantemente negli ultimi 6 anni. La moto è veramente valida e polivalente, ha un gran motore, con una coppia superata solo dal moderno 1000 DS. Sinceramente, dovendo scegliere, comprerei ancora la ST2, lasciando da parte la ST4, più carente di coppia ai bassi, anche se certo molto più potente in alto. La soluzione migliore è provarle entrambe: per la perdita d’olio non mi preoccuperei, considererei il fatto che, anzi, il quattro valvole ha dei costi di gestione molto più elevati, principalmente a causa della scarsa accessibilità meccanica.

 


 

Sono felice possessore di una Ducati 907 i.e. Paso. Dopo l'acquisto mi trovo ad affrontare il primo tagliando: mi reco al Ducati Store Venezia dove, udito il nome 907 i.e., mi dicono che loro trattano solo Ducati! Così mi do da fare, ordino i pezzi per conto mio e faccio la manutenzione ordinaria e straordinaria con la collaborazione di un amico che possiede un'officina. Ma questo non basta, perché i pezzi del mio "Pasone" stanno andando a esaurimento e mi ritrovo a correre col vaso d'espansione del liquido di raffreddamento di un'Aprilia Pegaso 650! Una volta, ho chiesto direttamente a Ducati, la gradazione dell'olio consigliata dalla fabbrica stessa nell'anno di produzione della mia moto (non è segnata nel libretto "uso e manutenzione"); prima mi hanno detto di chiamare Cagiva (all’epoca la Ducati era di proprietà della Cagiva S.p.a.), poi, non ottenendo risposta, mi hanno suggerito di rivolgermi allo Store di Venezia, dove mi è stato detto che Ducati utilizza solo Shell Advance Ultra! Peccato che, 12 anni fa, Ducati consigliava Agip e la mia moto lo Shell se lo beve. D'altra parte, basta visitare il sito ufficiale di Ducati per vedere che si trovano solo notizie delle moto in produzione! E gli altri? Abbandonati a se stessi! Da quando posseggo la mia Paso, ho percorso oltre 20.000 Km senza nessun problema, la moto ha 53.000 Km e non mi ha mai deluso, Ducati Motor Holding, invece, sì! Desmosaluti.

Pavan Emanuele - Santa Maria di Sala (VE)

 

Risponde Lorenzo Miniati

Caro Emanuele, per esperienza diretta posso assicurarti che non tutti i Ducati Store hanno la stessa disponibilità in fatto di ricambi per i modelli meno recenti. Del resto, il termine entro il quale quasi tutte le Case si impegnano a garantirne la reperibilità è di dieci anni, limite che l’esemplare in tuo possesso ha purtroppo già superato.

 


Gentile Redazione, sono un appassionato della Ducati ma non ho mai avuto nessuna moto, comunque sto facendo la patente e quindi, nel giro di un mese, vorrei avere un Ducati Monster! Martedì pomeriggio vado da una persona che non conosco, ma che vuole vendere la sua Monster 900 a carburatori, con circa 30.000 Km e credo di ricordare mi avesse detto che è del 1995, al prezzo di 4.500 Euro trattabili. Vorrei chiedervi se il modello a carburatori è un buon motore o se, considerando i Km, potrà darmi dei problemi. Sicuramente qualcosa dovrò sostituirla, solo che non vorrei trovarmi a spendere una follia. Ditemi se per voi è un buon prezzo. Grazie e alla prossima!

Simone Mangerini

 

Risponde Stefano Ferrigno

Non esiste alcun motivo per ritenere che il motore a carburatori possa essere meno affidabile rispetto a quello a iniezione. Anzi, molti affezionati del Marchio preferiscono le prime versioni del 900, dotate di maggior cattiveria grazie anche alla maggior dimensione delle valvole. Forse il prezzo è un po' elevato, considerando che, data l'età e il chilometraggio della moto, potrebbero rivelarsi necessari alcuni interventi di manutenzione ordinaria. L'unico inconveniente registrato da quei motori era l'ovalizzazione dei cilindri che portava, in alcuni lotti di produzione, al consumo eccessivo di olio e al decadimento delle prestazioni, ma non è detto che la tua moto rientri in tale casistica. Sicuramente, invece, se non è stato già fatto di recente, dovrai provvedere alla sostituzione della frizione, a un'adeguata verifica delle valvole, così come alla sostituzione dell'olio nella forcella, solo per citare gli interventi più onerosi.

 


 

Cari amici, vi scrivo per raccontarvi alcune delle vicende accadutemi da quando nel settembre 2002 ho acquistato una 999 biposto (numerazione di poco superiore al 100). Dopo appena un giorno che l'ho ritirata, ho accusato una perdita di 3/4 del liquido di raffreddamento che scopro, togliendo la carena, dipendere dal fatto che chi l'ha montata ha semplicemente dimenticato di stringere le fascette del tubo. Lo stesso giorno scopro anche che i comandi luci sono invertiti e che la spia ambra EOBD si accende in continuazione. Dopo circa un mese scopro che la batteria è difettosa e, se lascio la moto ferma per una settimana, non riesce più a partire e va quindi sostituita. Poco dopo mi si rompe il porta targa (di qualità veramente scarsa) e scopro esserci una campagna di richiamo per il portatarga dopo essermi fatto già il richiamo per un relè pompa difettoso (quando pioveva non mi partiva più la pompa benzina) e per un tubo del radiatore che si rompeva. Quest'inverno accuso la parziale scomparsa dei numeri nel display, cosa che sembra risolversi con i primi soli, ma si ripropone puntualmente dopo una notte di freddo. Bene, sono passati 6 mesi e tutt'ora ho la spia EOBD che mi si accende quando vuole (ma mi è stato detto di non preoccuparmi). Un sabato, abbiamo fatto, con il nostro club, un raduno a Bologna con visita in Ducati e pranzo in cima al passo della Raticosa. Poco prima di arrivare in Ducati mi sono accorto che la frizione era quasi completamente partita. Sicuro che non potevo essere in posto migliore per risolvere la cosa, mi prodigo per cercare qualcuno che mi potesse aiutare. Trovo un meccanico gentilissimo che però, in modo altrettanto gentile, mi dice che non può mettere mano alla mia moto se non autorizzato. Ci mettiamo, accerchiati da un trentina di ragazzini in visita alla fabbrica, nel bel mezzo del piazzale della Ducati a fare uno spurgo con mezzi improvvisati. I ragazzini ci guardano increduli per il fatto che nessuno ci venga a dare una mano, ma alla fine riusciamo ad aggiustare la frizione. Partiamo quindi alla volta della Raticosa, ma a metà strada, mentre saliamo, sento che la frizione non lavora più come dovrebbe e riesco a fatica ad arrivare in cima al passo. La frizione è completamente andata. Nel piazzale, oltre a decine di motociclisti, notiamo subito delle Multistrada e delle Monster S4R, così provo a chiedere a un collaudatore Ducati se qualcuno può darmi un’occhiata alla moto. Passa qualche minuto e mi accorgo di una piccola folla intorno alla mia 999, mi avvicino e con stupore vedo niente meno che l'Ing. Andrea Forni (l'Ingegnere volante..) che lavora alla mia moto insieme ad altri due colleghi. Era andato lì da solo quando gli era giunta voce della rottura. Lo trovo che smonta l'attuatore della frizione e ci monta sopra quello della Multistrada sulla quale era arrivato. Gli chiedo come faccia poi lui a tornare indietro e mi risponde semplicemente che Bologna è vicina e quando torna in Ducati può vedere che difetto aveva il pezzo. Penso che sono le persone così, appassionate di moto al pari di tutti i presenti increduli, che fanno grande un marchio. Ringrazio l'Ing. Forni che però, poco prima di partire, ritrovo chinato a guardare la zona dell'attuatore un po' perplesso: gli chiedo cosa ci fosse ancora e mi risponde che non è convinto di aver risolto la cosa e che potrebbe essere colpa della pompa. Aveva ragione ancora una volta, perché poco dopo la frizione parte completamente. Quando ho visto andar via la mia moto sul carro attrezzi la amavo ancor di più, perché sapevo che cosa ha mosso le persone che ci hanno lavorato sopra per farla nascere: la mia stessa identica passione. Grazie Ing. volante.

Desmomax

 

Risponde Lorenzo Miniati

Caro Max, conosco abbastanza bene l’Ing. Forni, pertanto condivido pienamente quanto scritto nella tua lettera. Oltre ad essere graditissimo ospite durante le nostre prove in pista, alle quali partecipa sempre con grande interesse mettendo addirittura a disposizione la sua stessa moto, il boss del Reparto Esperienze Ducati è infatti un appassionato vero, un gran manico e una persona dalla disponibilità esemplare.

 


Ho un problema che non riesco a risolvere sulla 888 Strada: regolarmente si brucia il regolatore. Ho già cambiato tre regolatori, tutti originali, alla fine ho pure sostituito l'alternatore, ma il problema sussiste ancora; ho provato a montare quello da 300 W, ma non carica. Ho provato le varie tensioni dell'alternatore e sono perfette, controllato cavi batteria, a posto, filo spia e filo quadro e circuito elettrico, ma tutto normale. Ne posseggo altre due di Ducati, tra cui un Pantah che ho preparato con molte parti speciali, e un Darmah 900 che ho rimesso a posto rifacendo tutto il motore. Sono molto preciso nelle mie cose, quindi funziona sempre tutto a puntino, ma per quanto riguarda l'888 non riesco a venirne a capo. Qualche consiglio da parte vostra? Ho fatto tutto ciò che era possibile fare. Tralascio qualcosa? Grazie.

Franco

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Franco, i regolatori di tensione di quella serie di motori non hanno mai goduto di gran salute. Sono infatti una delle principali cause di malfunzionamento di molte Ducati della gestione Castiglioni: una delle modifiche più importanti introdotte negli anni successivi è stata proprio la sostituzione di questo componente insieme all'utilizzo di un impianto elettrico e di un generatore più affidabili. Non specifichi in quanto tempo hai sostituito i tre regolatori. Nell'ipotesi si trattasse di rotture consecutive e ravvicinate nel tempo è evidente che sussiste un problema nel circuito di ricarica. Prima di consigliarti di verificare nuovamente la corrente erogata dal generatore ti ricordo che è molto importante che il collegamento a massa del regolatore venga assicurato in ogni condizione: al più si può collegare direttamente al negativo della batteria. Inoltre è molto importante non interrompere mai il suo circuito elettrico, che comprende anche la batteria: ovvero mai staccare i morsetti con il motore acceso. Fatte salve queste due precauzioni puoi procedere alla misurazione della corrente in ingresso al regolatore al variare del regime del motore e del carico sull'impianto.

 


Mi è giunta voce che alcune 748R del 2000 avevano problemi di cuscinetti di banco e bronzine. A tal proposito volevo sapere da voi se ciò è vero. Inoltre avrei anche un'altra curiosità: sotto i carter della mia moto c'è impressa la cifra A115, che significa? C'eravate anche voi al Mugello a sentire il mitico rombo del Desmosedici? Che emozione ragazzi, peccato che per il campionato sarà dura andare al Mugello visti i costi dei biglietti… Buon lavoro e buon divertimento.

kaciaro@tim.it

 

Risponde Stefano Ferrigno

A dir la verità, non ci risulta che una particolare serie di 748R fosse suscettibile di malfunzionamenti a livello di cuscinetti di banco. Indubbiamente, data l'indole particolarmente sportiva della moto in questione, occorre prestare maggiore attenzione alla manutenzione e al controllo del mezzo, che sicuramente non offre le stesse garanzie di durata e affidabilità di modelli più turistici, specie in virtù dell'uso estremo cui è destinato. Non specifica dove sia esattamente impressa la cifra da lei riportata, ad ogni modo potrebbe trattarsi di una semplice progressiva di lavorazione, senza particolare rilevanza. Per quanto riguarda il Mugello... sì, obiettivamente negli ultimi tempi i biglietti di ingresso alle competizioni sportive hanno subìto aumenti di una certa rilevanza che certo non contribuiscono a stimolare gli appassionati a prendervi parte.

 


Cari amici motociclanti, appartengo a quella categoria di persone cui ogni tanto piace sognare ad occhi aperti, così capita che mi immagini senza limiti di budget ad arredare il mio garage con le più belle moto del mondo, rigorosamente bicilindriche ad V di 90° e con la distribuzione desmodromica. Mi esibirò quindi in un titanico lavoro di immaginazione, tentando di illustrare (a parole) la Ducati che vorrei: un Pompone da cardiopalma, essenziale, dal carattere estremo, bello da guardare così come da guidare. Voglio una sorta di nuova Superlight mezza carena tipo MHe, con il motore 1000 DS bene in vista, freni e sospensioni della 999, il monobraccio e i marmittoni in carbonio che sparano alto in cielo come quelli della 888 SP5. Il cupolino e il codino di una versione R potrebbero ricordare quelli affilati della 998, mentre su una variante S ci starebbero ottimamente il motore 800, un fanalone tondo, le ruote a raggi e i tromboni Conti cromati. Di cavallini ne basterebbero 80/95, veri e tutti facili da scaricare sull'asfalto. Per intenderci, mi viene in mente una specie di "MillONE" NCR/Poggipolini meno fantascientifica e più alla portata di tutti, oppure una SS assolutamente identica a quella proposta dal designer Oberdan Bezzi (una standing ovation al suo talento!). Se poi potessi osare ulteriormente, vorrei anche un Neo-Scrambler semplice semplice, con il mono a coppie coniche identico a quello disegnato dall'Ing. Taglioni: esteticamente è una vera opera d'arte e farebbe la sua bella figura anche in casa, come pezzo d'arredamento. Visto che sto esagerando, completo l'opera: prenderei il vestito della Desmosedici con fari, frecce e specchietti minimalisti, aggiungerei il suo fantastico forcellone posteriore e trapianterei tutto sulla 999/749, senza cambiare altro. Come soluzione non dovrebbe essere così impegnativa da realizzare, tant'è che oltremanica qualcuno ci ha già provato (forcellone a parte), sottoponendo a questo "lifting" una 998. Eccolo qua, il mio catalogo Ducati ideale, partorito unicamente da una viscerale passione per una Marca che, a mio avviso, sta perdendo molto della sua identità: l'Italian Style non è il "Sudafrican Style"! Un cordiale saluto a tutti.

Silvio Sanna

 

Risponde Lorenzo Miniati

Che dire caro Silvio, ti accontenti di poco! Scherzi a parte, possiamo dirti che alcune tue “divagazioni” non sono andate così lontane da quella che potrebbe essere la realtà in un prossimo futuro. Nel frattempo, ti consiglio di leggere attentamente l’intervista al Presidente Federico Minoli contenuta in questo numero...

 


Tutto nacque quando avevo 14 anni (1990), ai tempi del mitico Ciao, ma il pensiero era già rivolto alle moto sportive e in particolare alle Ducati. Arrivati i sedici anni, non essendoci 125 Ducati, optai per una Honda NSR; in seguito, un incidente mi ha tenuto lontano dalle moto, fino al ‘99, quando, folgorato da tanta bellezza, acquistai la mia Ducati 900 SS ie; uno spettacolo che mi rendeva il motociclista più felice di questo mondo. Da allora è divenuta una special aggiungendo titanio, carbonio, anodizzazioni, kit ecc... Mi sono sempre detto: "Se mai cambierò moto questa non la venderò per nulla al mondo". Poi la Multistrada! Un colpo al cuore del motociclista che è in me: a prima vista nessun effetto, poi l'ho guardata su Mondo Ducati e soprattutto dal vivo: uno spettacolo. Un posteriore da favola, un frontale diverso ma bello, una linea, per me, unica. Mi sembra di rivivere il periodo dell'uscita del primo 916, con in mente ancora 851 e 888 SBK. Questo è un altro segno che Ducati lascerà nel mondo delle moto. Oggi mi dico: accidenti agli 11.500 euro, altrimenti vendo la mia mitica 900 SS e me la compro!

 Simone Bertuzzi

Mi chiamo Marco, sono felicemente sposato con una splendida donna di nome Anna e genitore di due splendide bambine di nome Marta e Linda. Da un sabato pomeriggio di tre settimane fa mi succede di pensare molto intensamente ad un'altra cosa... penserete voi: a un'altra donna! Ti sei innamorato di un'altra? No! E' che sono stato a provare al concessionario Ducati SB di Prato la nuova Multistrada. Dopo tutto ciò che è già stato scritto da alcune riviste specializzate su estetica, guidabilità, impressioni di guida, frenata ecc, vi posso garantire che è stata la prima volta che mi sono trovato alla guida di una "nuova moto" (premetto di aver posseduto circa 9 moto di tutti i tipi e che attualmente sono in possesso di una 748) caratterizzata dal concetto di mezzo polivalente. In particolar modo, la Multistrada è riuscita a trasmettermi delle sensazioni che pensavo un mezzo del genere non potesse dare. Forse, a una moto così, oltre al nome di Multistrada, dovevano darle quello di "MultistradaScramblerFuta". Un Ducatista sfegatato.                     

Marco Fratini

 

Risponde Lorenzo Miniati

Non avevo dubbi sul fatto che la Multistrada stupisse per le sue incredibili doti dinamiche. Spero che molti appassionati seguano l’esempio di Marco, andandola a provare presso i Ducati Store in occasione dei cosiddetti Open Weekend. Piegare per credere...

 


Cari amici di Mondo Ducati, anche se non ho mai avuto il piacere di conoscervi di persona, vi considero comunque tali. Prima di iniziare questa mia vi faccio i più vivi complimenti per la rivista, continuate così, siete i migliori! Vi scrivo per due motivi. Il primo riguarda la decisione dell’ormai ex Diretür Claudio Falanga, persona che ho sempre ritenuta eccezionale oltre che competente. E’ stato un duro colpo aver appreso la sua cessata attività in veste di Direttore all’interno della rivista. L’unica cosa che mi sento di dirgli è: grazie! Per quanto riguarda il secondo motivo, si tratta di una richiesta a Ducati Corse: vi prego, riprendete Chili! Nonostante abbia 39 anni, è ancora un grande e, pur avendo un mezzo di gran lunga inferiore al missile rosso di Neil Hodgson, riesce sempre a battagliare per i primi posti in Superpole e soprattutto in gara. Chiedo questo dopo aver saputo del passaggio di Neil in MotoGp nel 2004 e quindi il posto per Pierfrancesco ci sarebbe. Per Frankie sarebbe un ulteriore stimolo per far meglio, vista la fiducia che gli sarebbe data, e per noi appassionati ducatisti sarebbe una gioia poter rivedere il binomio pilota e moto italiani in Superbike. Vi supplico, riprendetelo! Mi scuso se sono stato prolisso, ma mi auguro che vogliate concedermi lo spazio sulla mia rivista preferita. Un saluto ancora e complimenti!

Jacopo Rossignoli - Legnago (VR)

 

Risponde Lorenzo Miniati

Caro Jacopo, innanzi tutto grazie per i complimenti, vedremo di non deluderti. Per quanto riguarda Claudio Falanga, anche noi non possiamo che ringraziarlo per il lavoro svolto qui a Mondo Ducati, mentre in tema di agonismo, giriamo la tua richiesta alle alte sfere di Ducati Corse, che siamo sicuri non siano indifferenti al grandissimo stato di forma del Frankie nazionale.


 

Siete ricaduti nello stesso errore! Mi riferisco al regalo che solitamente proponete a chi rinnova l’abbonamento per l’anno successivo. Dopo due anni in cui avete dato il regalo a tutti quelli che hanno rinnovato l’abbonamento, siete ritornati al numero chiuso (i primi 500). A mio parere è un modo di fare assolutamente sbagliato in quanto, pur capendo che avete a disposizione un numero limitato di capi, non consentite a tutti gli abbonati di poter ricevere il dono in quanto la rivista non arriva a tutti nello stesso giorno. Ho potuto constatare di persona che due abbonati che abitano nella stessa via a tre numeri civici di distanza hanno ricevuto la rivista con più di 15 giorni di differenza uno dall’altro. Capirete pertanto che c’è chi viene avvantaggiato e chi penalizzato. Personalmente ritengo che piuttosto di fare una sperequazione così evidente è meglio non mandare nulla a nessuno oppure qualcosa di certo per la totalità degli abbonati (anche solo un adesivo), almeno tutti sono trattati allo stesso modo. Detto questo arrivo ai seguenti quesiti: avete in programma un tesseramento per il Motoclub Aquile Desmo o è solo un artifizio giuridico/legale per organizzare la DSW? In merito all’articolo sull’MHR del numero 27/2002, siete sicuri che la numerazione dei telai parta dal numero 900001? A me risulta che alcuni esemplari della prima serie (avviamento a pedale, carena monopezzo...) abbiano una numerazione di telaio del tipo DM 860 SS + un numero a cinque cifre, successivo ai numeri di telaio del modello 900 SS. Grazie e tanti auguri di buon lavoro.

Faulisi Giuseppe (Mantova)

 

Risponde Franco Bartoli

Quella dei regali è in effetti una questione spinosa che, in qualunque modo la si organizzi, porta inevitabilmente a varie lamentele. C’è da dire che il regalo noi lo intendiamo come un modo per velocizzare il rinnovo dell’abbonamento e che è pertanto fondamentale che ci sia un limite, sia esso numerico, come in questo caso, o di scadenza, come per gli altri anni. Il limite di 500, poi, dovrebbe essere sufficientemente ampio per consentire, anche a chi riceve la rivista in ritardo, di effettuare l’abbonamento in tempo e quindi di «conquistare» l’omaggio. Per quanto riguarda il consiglio di smetterla con i regali, o di limitarsi a qualcosa di simbolico, giro la palla a tutti gli altri abbonati. Se la preferenza è questa, è ovvio che noi non abbiamo niente in contrario. Passiamo al Motoclub Aquile Desmo: l’iscrizione è automatica, e compresa nel prezzo, per chi partecipa alla Ducati Speed Week o alle nostre iniziative in pista, che poi sono le uniche iniziative organizzate dal Motoclub. Nessun artifizio, dunque, ma la prassi di tutte le associazioni di questo tipo. Infine, termino con i numeri del telaio: trattasi di problema irrisolvibile, in quanto all’epoca tale numerazione veniva effettuata in modo tutt’altro che «scientifico» per cui è molto difficile dire effettivamente come siano andate le cose.

 


La mia passione motociclistica ha avuto inizio nel lontano 1968. In quel periodo avevo poco meno di 5 anni e mio zio Antonio ebbe la felice idea di farmi salire sulla sua fiammante Vespa 50. Da allora sono passati tanti anni, ma la passione per le due ruote è rimasta. Attualmente posseggo una 750 SS i.e. alla quale ho apportato una nutrita serie di modifiche. Tra queste: fari poliellissoidali, convogliatori d'aria per i dischi anteriori, silenziatori in fibra di carbonio Marving, filtro K&N, plexiglas rosso a doppia curvatura, codone monoposto, portatarga alleggerito, corona da 51 denti, catena racing. Nella speranza di veder pubblicata questa lettera insieme alle foto della mia Ducati, colgo l'occasione per ringraziare lo Staff di Ducati Roma Service di Massimiliano Mattioli. Distinti saluti.

Cucciolo

 

Risponde Claudio Falanga

Caro amico, complimenti davvero per la tua Super Sport. Le modifiche che hai apportato denotano un certo gusto e l'insieme risulta omogeneo e gradevole dal punto di vista estetico. Speriamo che la pubblicazione della sua foto possa essere fonte di ispirazione e spunto per tante altre Special Ducati. Un lampeggio.

 


Ragazzi ancora complimenti per la rivista ve lo dicono tutti (e c'è una ragione, è vero!). Vi scrivo perché mi serve un consiglio da ducatisti... ho letto su ducati.com di uno che ha aumentato i cavalli di un Monster S4 (articolo Monster S4 SPS). Nel testo c'è scritto che lo hanno potenziato montando gli alberi a camme di una 916 SPS. Essendo possessore di una 916 biposto con terminali in fibra di carbonio, volano alleggerito, cinghie in kevlar ecc., mi piacerebbe montare gli alberi della SPS, ma non so se comprometterei l'affidabilità. Non so inoltre cosa si spende e a chi rivolgermi per un lavoro fatto bene (io abito nella bassa modenese e da Lusuardi non ci vado più). Spero mi rispondiate, grazie comunque: av salut dalla basa'!

P.S.: complimenti anche per il Supertwins a Liverani, da mettere in Superbike. Deve essere troppo bello vincere un campionato, anche se non mondiale: soddisfazione a go go!

Lettera firmata

Risponde Stefano Ferrigno

Caro amico, interventi di questo tipo sono molto onerosi, sia dal punto di vista della spesa che della difficoltà meccanica. Spesso chi li effettua ha per le mani diversi motori da cui attingere e soprattutto molta esperienza in materia. Imbarcarsi in simili imprese potrebbe allora rivelarsi esageratamente costoso e non ultimo, un'impresa dal risultato incerto, dato che comunque i due motori da te citati non differiscono solo per i diversi alberi a camme, ma per una messa a punto differente dell'intero propulsore. Qualcuno potrebbe allora consigliarti di cercare direttamente un motore 996...

 


Abbiamo rinunciato alle assolate coste affollate dall'italiano medio (quello raffigurato in vignette sul casco di Valentino Rossi al Mugello nel 2002) optando per un viaggio un po' più scomodo, ma certamente ricco di soddisfazioni, in sella al nostro amato Monster 900. Dopo circa 6.000 Km spesi in giro per Austria, Francia, Germania e Svizzera, il contachilometri ha quest'anno gloriosamente segnato la distanza tra Firenze e Praga. Gli esperti conoscitori di una moto come il Monster penseranno alla sua scarsa adattabilità come veicolo da turismo, ma grazie alle trascorse esperienze abbiamo messo a punto una serie di "accessori" che ci lasciano godere a pieno delle ferie in compagnia della nostra Ducati. Ci riferiamo piuttosto allo slalom che abbiamo dovuto compiere per scansare rulli di tessuto, ballini di cemento, gabbie di polli e lunghi pali di legno che, abbandonando in autostrada il legittimo trasportatore, decidevano di venirci incontro per rendere omaggio a due impavidi motociclisti come noi. In realtà, più che agli oggetti trasportati, il rischio corso era da imputarsi allo stile di guida dei cittadini cechi che stanno "brillantemente" al volante di auto un po' "retrò" senza prestare la dovuta attenzione agli altri utenti della strada, in particolare ai motociclisti. Tutto questo non ha comunque turbato la nostra permanenza nello splendore di Praga, una città bellissima. Se qualcuno, dotato di una "moto comoda", non ha idee per le prossime vacanze può trarre spunto da questi nostri appunti di viaggio. Noi stiamo già pensando al prossimo!

Luciano e Gabriella Nuti

 

Risponde Lorenzo Miniati

Bravi ragazzi, complimenti per lo spirito d'avventura e soprattutto per la scelta del mezzo utilizzato per il viaggio. A conferma del suo grande eclettismo, il Monster si dimostra infatti adatto a un'incredibile varietà di situazioni, turismo compreso, come avete giustamente avuto modo di apprezzare.

 


La mia passione per il modellismo, mi ha spinto a realizzare delle vere e proprie "special". E quale modello si presta meglio a questo scopo se non il Monster? E allora ecco un Monster unico: si parte da un kit Protar 1:9, realizzando la lucidatura del telaio con vernice argento-cromo. Avendo deciso per un forcellone monobraccio ho lucidato come sopra i relativi cerchi. Il motore, che sul Monster è in bella vista, necessita di molti dettagli per renderlo più reale: sono ricorso niente meno che a una unità 996 del kit Ducati-Infostrada '99. Inevitabile l'uso di fibra di carbonio a volontà mediante decal ad acqua e "direttamente dal catalogo Ducati Performance" tutte le tubazioni in kevlar azzurro per i circuiti idraulici; la frizione è in ergal con carter ultraleggero. Ho aggiunto poi i vari cavi elettrici, i tubi carburante e il motorino d'avviamento. I collettori di scarico bruniti sono della 996, ma nel tratto finale hanno un andamento più aperto per raccordarsi ai terminali di una 888, posizionati alti e lateralmente alla sella. Le pedane sono state ridisegnate e alleggerite. Considerata la "potenza esplosiva", il toro va preso per le corna: manubri bassi racing e un bel ammortizzatore di sterzo. Per la verniciatura delle sovrastrutture ho scelto la livrea Ducati Corse. Gli adesivi che ho scelto completano questa Special che vera sarebbe costata un occhio della testa... ma anche in scala... (però non ditelo a mia moglie Katia!). Vorrei ringraziare Massimo Moretti, che è stato fondamentale per la realizzazione procurandomi tutto ciò di cui avevo bisogno, e tutta la Redazione che spero quanto prima di incontrare. Complimenti a voi tutti. Vi prego di pubblicare il mio indirizzo.

Alberto Martellini

Via Casilina Nord 228

03013 Ferentino (FR)

 

Risponde Lorenzo Miniati

Caro Alberto, ti facciamo i complimenti per la cura e la perizia con le quali hai realizzato questo bellissimo modellino. I particolari sono davvero impressionanti, mentre le scelte cromatiche denotano un attento studio a tavolino. Adesso, però, dovrai stare attento a non lasciare in giro questa copia di Mondo Ducati!

 


Ho un Monster 900 che da qualche mese riscontra problemi di carburazione. In sostanza, quando affronto tratti medio lunghi di strada e sostenendo regimi di giri ovviamente elevati, la moto si comporta in modo anomalo, varrebbe a dire che al momento di procedere a velocità costante in sesta marcia ha comportamenti scomposti, si ingolfa e comincia a scoppiettare dagli scarichi, nonché si ferma e non ne vuol sapere più di ripartire lasciandomi a volte per strada. Smontate le candele, mi sono accorto che trasudano benzina. Premetto che monta solamente due scarichi Arrow tutto il resto non è modificato. Sapreste darmi qualche dritta in merito, visto che non so più cosa fare? Ovviamente è inutile dire che non so quante candele, a distanza di pochissimo, (ovviamente Champion) ho dovuto cambiare visto che mi è stato detto dal meccanico Ducati che vanno in massa e che bisogna cambiarle.

Fabio Conti - Lentini (SR)

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Fabio, posso avanzare due distinte ipotesi, peraltro entrambe legate alla mancata alimentazione del motore. Ipotesi queste avallate dal verificarsi dell'anomalia alle alte velocità, ove il motore ha maggiore necessità di carburante. Il problema potrebbe essere legato molto semplicemente ad una tubazione di mandata della benzina strozzata (spesso capita che i tubi si posizionino male nell'apertura e chiusura del serbatoio), ovvero a una ostruzione del circuito ad opera di sporcizia presente nel carburante. Al riguardo un check-up del filtro benzina sarebbe la cosa migliore. Se la tua moto è a carburatori (non lo specifichi) il problema potrebbe risiedere anche nei getti del massimo, che peraltro nel motore 900 sono molto grossi e perciò poco inclini ad otturarsi. La tua moto, poi, risente del mancato adeguamento della carburazione in seguito al montaggio degli scarichi aperti, circostanza che non fa che amplificarne il malfunzionamento.

 


Cari amici, mi piacerebbe vedere pubblicata sulla «nostra» rivista, questa che ho titolato: storiella allucinata di un folle e la sua motocicletta. "E’ mattina presto, scendo le scale apro la porta e la vedo. E’ agosto, l’aria fresca è intrisa di profumo di vacanza. Attorno il silenzio. Lei ha trascorso la notte fuori, è bellissima, un po’ sporca anzi no, vissuta, con le goccioline di rugiada ferme sulla sella che brillano ai raggi di un timido solleone. Ci guardiamo, e senza aprire la bocca ci scambiamo un saluto. Poi... via, tiro l’aria, giro la chiave, spengo le luci e premo lo start. Subito il rumore cupo e sordo si sprigiona dai silenziatori stappati. Parto subito, piano per non svegliare tutti. Prima, seconda, terza... poi dopo qualche chilometro allungo, lei è calda e mentre mi godo questo splendido rapporto mattutino, capisco che è il momento giusto. O.K. giù una marcia e... gas! Un’altra giornata è iniziata..."

P.S.: Questa storiella in realtà l’ho scritta 2 anni fa quando ancora possedevo una gloriosa 900 SS che ho venduto per una Kawasaki ZRX 1100. Infame traditore direte voi... In effetti mi è dispiaciuto molto vendere il Pompone, credevo di essere felice ugualmente perché un motociclista non si identifica per la moto ma per lo spirito ecc, ecc... Balle, quest’estate, passando davanti al Ducati Store di Udine, un fascio di luce gialla ha colpito il mio sguardo. Una settimana più tardi, una stupenda ST4 dormiva sorniona nel mio garage. Auguri di un rombante 2003.

Gianluca Zanmarchi

 


Un saluto a tutta la Redazione, sono un vostro abbonato della Sardegna e ducatista da sempre. Vi invio una mia foto scattata al WDW 2002 che gradirei vedere pubblicata sulla vostra stupenda rivista. Tantissimi complimenti per il vostro lavoro e continuate sempre così.

Andrea Canu - Oristano

 

Risponde Lorenzo Miniati

Caro Andrea, eccoti accontentato. Il motivo della pubblicazione non è certo dovuto alle qualità fotografiche dell'immagine che ci proponi, quanto al coraggio dimostrato nell'affrontare con tuta, casco, guanti e stivali il torrido clima che ha accompagnato l'edizione 2002 della manifestazione Ducati (il nostro "uomini" erano alla perenne ricerca del più piccolo riparo...). Complimenti!

 


Cari amici mi chiamo Jako e sono in possesso ormai da 6 anni di una 900 Super Sport del '93. Ultimamente mi è successo di aver smontato il blocco frizione per una verifica e pulizia dei dischi e, dopo aver rimontato tutto, dopo qualche giorno, ho sentito dei rumori che venivano dal motore (o dalla frizione) e la moto non andava tanto bene. Ricordo che la frizione, dopo averla rimontata, non faceva più quel rumore tipico delle frizioni a secco. Penso di aver rimontato tutto com'era anche se mi è venuto il dubbio che il serraggio delle viti che tendono le molle dovevano essere serrate per bene o lasciate un po’ lente. Un altro dubbio l'ho avuto sul primo disco distanziatore che poggia sul blocco motore, in quanto mi sono accorto che su una facciata c'era un puntino di riferimento.

Jako

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Jako, è possibile che nel rimontaggio del pacco dei dischi non abbia rispettato l'ordine originale degli stessi. Molto probabilmente infatti il mancato "sferragliamento" dei dischi era proprio dovuto al fatto che la frizione non "staccasse" bene, ovvero che i dischi rimanessero in contatto. Al riguardo ti ricordo che (se monti un pacco dischi originale) occorre seguire alcune facili precauzioni nel rimontaggio. Per primi vanno inseriti i due dischi condotti più spessi (2 mm), poi un disco conduttore e poi il disco bombato da 1,5 mm cui faranno seguito i rimanenti dischi (tutti uguali) ovviamente alternati tra guarniti e non. Molta attenzione va applicata ovviamente anche nel rimontaggio dello spingidisco, il cui riferimento, posto a margine di uno dei fori, deve corrispondere con quello praticato all'estremità di uno dei supporti del tamburo. Le viti di serraggio degli scodellini vanno ovviamente portate a battuta e serrate con una coppia di 9 Nm. Il fatto che ti sia sorto il dubbio mi porta a pensare che effettivamente i dischi e lo spingidisco non fossero posizionati correttamente, unica circostanza in cui le viti e i relativi scodellini possono non arrivare a battuta e dunque non essere avvitate a fondo. Il consiglio è ovviamente quello di procedere allo smontaggio e alla verifica di tutti i componenti e della loro posizione.

 


Stavo cercando delle informazioni a proposito di una vernice adatta a colorare il motore della Monster del suo originale grigio metallizzato, ma non conosco né la marca né dove reperire la vernice adatta allo scopo, visto che questa deve resistere alle alte temperature.

Carlo

 

Sono possessore di un Monster Dark 600, a causa di una perdita della batteria mi sono ritrovato la vernice del telaio (bronzo Ducati) vistosamente rovinata. Sapreste darmi qualche indicazioni sul codice colore e sul tipo di verniciatura per poter ottenere il mio telaio come nuovo?

Marco

 

Risponde Lorenzo Miniati

Per questo tipo di richieste, la cosa migliore da fare è senz’altro rivolgersi al Ducati Store più vicino o al Call Center della Ducati.


 

Sono un amante del Ducati Monster. Ho avuto per due anni un 600 e, ad aprile 2002, ho deciso di prendere un 900 nuovo. Dopo aver percorso circa 1.000 Km, ho portato la moto a fare il primo tagliando. Arrivato a 5.000 Km, però, mi sono accorto che la moto perdeva olio dalla base di un cilindro. L'ho portata dal concessionario Ducati di zona (e fiducia), dopo di che il tecnico Ducati e il perito arrivato apposta da Bologna hanno confermato il danno, passando il lavoro in garanzia. Purtroppo da quel giorno è passato già un mese, ma dei ricambi nemmeno l'ombra. Manca la guarnizione di testa e il contachilometri (anch'esso difettoso fin dall'acquisto). Da un mese sono senza moto e mi chiedo chissà quanto tempo dovrò ancora aspettare per far rombare la mia Ducati. A questo punto mi domando: per quale motivo l'assistenza Ducati e la garanzia si fanno pagare così care? Forse non mi sono spiegato. Se un tagliando costa 280 Euro come minimo, quale vantaggio ho se non ci sono pezzi di ricambio in caso di guasto? Quali problemi ci possono essere all'interno della Ducati? Manca un cruscotto? Questo è tutto. Penso che la mia prossima moto sarà sicuramente una giapponese visto il servizio assistenza clienti.

Matteo Faccioli

 


Sono un vostro abbonato e neo-motociclista, che dopo tanti anni di scooter è arrivato finalmente in sella a una moto vera, una Ducati 750 Sport nuova, ritirata il 29 Luglio di quest'anno, di cui sono felicissimo per le prestazioni più che discrete (è la mia prima moto), consumi e comodità. Pochi giorni fa durante la pulizia di routine mi sono accorto che alla base del cilindro verticale è presente dell'olio, probabilmente gocciola dalle guarnizioni, nonché il livello dell'olio presente dall'oblò è probabilmente troppo, perché supera la linea del livello max. Un mio amico ducatista, di esperienza ultra ventennale, mi ha detto che dalla quantità dell'olio perso (comunque esiguo), il difetto dovrebbe essere sorto fin dall'inizio, considerando che la mia Ducati ha circa 2.900 Km. Premetto che ho seguito scrupolosamente le indicazioni suggerite per il rodaggio, evito tutt'ora partenze a freddo e aperture decise del gas finché il motore non è in temperatura.

Manuel Rossini - Jesi

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Manuel, il difetto da te riscontrato è purtroppo molto frequente, in particolar modo su alcuni lotti dell'ultima produzione Ducati. La Casa riconosce la riparazione in garanzia; peraltro, dato che tale intervento richiede lo smontaggio dell'intero cilindro posteriore, a titolo prettamente personale, ti consiglio di non richiederne l'esecuzione a meno che l'entità della perdita non sia veramente rilevante. Procedi dunque alla pulizia della zona interessata e misura la quantità d'olio perduta così da decidere tu stesso sul da farsi. Non esistono controindicazioni per la salute del motore, solo dovrai tenere eventualmente d'occhio il livello del lubrificante, che non deve mai, e dico mai, superare il livello prescritto (la perdita potrebbe essere stata accentuata proprio da questo fattore).

 


Carissima Redazione, nel numero di maggio della vostra spettacolare rivista, compare a pagina 71 un Monster "Made in Espana", che sfoggia un bellissimo tappo dell'olio con tanto di termometro. Vi volevo chiedere se ci fosse la possibilità di sapere chi lo commercializza, visto che non sono riuscito a sapere gran che in proposito. Vi ringrazio anticipatamente, facendovi sempre i più grossi complimenti per questa rivista sempre cosi completa e puntuale! Bravi.

Fabio Conti

 

Risponde Lorenzo Miniati

Caro Fabio, per le informazioni che cerchi puoi rivolgerti direttamente a Jose Rosell, titolare della Radical Ducati: Tel. 0034 91 4049288, radical@radicalducati.com.

 


Si sa ormai da tempo che i migliori piloti del mondiale SBK 2002 sbarcheranno nel mondiale MotoGp: Edwards, Bayliss, Haga, tanto per fare dei nomi. La domanda che sorge spontanea è la seguente: riusciranno a farsi rispettare nel mondiale dei prototipi e riusciranno ad andare forte come succedeva in SBK? Siccome il futuro non può essere previsto facilmente, l'unico modo per potersi avvicinare a una valutazione della situazione odierna, senza togliere alcun merito ai piloti della MotoGp, è quello di guardare al passato e al presente. Il passato ci insegna che piloti passati dalla SBK al Motomondiale 500 (e sottolineo 500 2 tempi) non hanno avuto vita facile: Russell nel '95, Corser nel '97, Haga nel 2001 sono esempi lampanti certo, ma anche piloti che hanno fatto il passo inverso non sempre hanno brillato (Okada nel 2001). A parte questo, non capisco Loris Reggiani, durante la telecronaca delle qualifiche del 2/11/2002, quando ammette che secondo lui i piloti della MotoGp sono più forti dei piloti SBK e che quindi gli ex SBK non avranno speranze per l'anno prossimo nel Motomondiale. Mi domando perché questa forma di "razzismo" nei confronti di quei piloti che a Imola hanno elettrizzato e incantato con le loro doti più di 100.000 persone lungo le rive del Santerno. Penso: "Forse i piloti della MotoGp provengono da un altro pianeta, hanno poteri superiori tipo Superman? Credo proprio di no! Allora perché tanta sicurezza da parte di un maestro come Loris? Mi viene in mente quando tempo fa un giornalista chiese a Carl Fogarty se fosse più forte lui o Mick Doohan. Rispose che se Mick fosse venuto in SBK lo avrebbe battuto, ma se lui fosse andato in 500 sarebbe stato battuto dall’australiano. Quindi diciamo che ognuno è più forte nel proprio regno. Ma se il regno del 2 tempi si trasforma, come è successo, nel regno dei 4 tempi, non vi sembra che il vantaggio vada verso piloti che da anni guidano questa tipologia di motore? Valentino Rossi ha ammesso più volte che la 500 a 2 tempi era più difficile da guidare rispetto alla sua nuova RC211V. Allora un'eventuale inferiorità dei piloti a 4 tempi poteva essere già più accettabile se fossero passati nel Motomondiale quando la classe regina era a 2 tempi, ma adesso? Alla 8 ore di Suzuka, e conosciamo il valore che ha per i giapponesi, mi sembra che Texas Tornado abbia dato la paga a molti ex duetempisti, in sella ad altre 4 tempi, con la sua VTR. Mi sembra, inoltre, che la SBK abbia eguagliato e abbassato in alcune piste i record della classe 500 e dell'odierna MotoGp (ad Assen Ruben Xaus e Steve Hislop a Donington con una Ducati 998 clienti). Perché, dunque, i suddetti e "inferiori" piloti con moto di 20 chili più leggere, con 30-35 cavalli in più, con freni in carbonio e chi più ne ha più ne metta, non dovrebbero riuscire a stare nemmeno dietro agli extraterrestri e alla "razza superiore" dei piloti MotoGp? P.S.: W la SBK! Colin, Troy e Noriyuki: spaccategli il sedere l'anno prossimo e ritornate in SBK!

Ernesto Scarcello, foggy4@libero.it

 

Risponde Gian Maria Liverani

Caro Ernesto, ritengo che i piloti Superbike non abbiano molto da imparare in termini di guida da quelli della MotoGP o 500; la differenza sta nella difficoltà nel mettere a punto le moto. In SBK le possibilità di stravolgere il mezzo sono minori e quando questi piloti si trovano a dover guidare un prototipo con soluzioni di messa a punto completamente diverse vanno in crisi, perché la metodologia di lavoro fra i due mezzi richiede tecniche differenti, perciò impiegano più tempo per trovarne il limite. L'eccezione fu Carl Fogarty nel GP di Donington di qualche anno fa, dove se non fosse stato per la fine del carburante che lo tradì all'ultima curva, sarebbe sicuramente salito sul podio all'esordio con la Cagiva C593. Nella stagione 2003, in MotoGP ci saranno i migliori piloti del campionato AMA e Superbike e, a parer mio, da metà campionato in poi, più di uno si inserirà per la lotta al vertice.

 


Gentilissima Redazione, sono un vostro accanito lettore da diversi anni e ci tengo a farvi i complimenti perché quando arriva Mondo Ducati vado in... trance! Ho 43 anni, da 25 vado in moto, ho sempre avuto moto italiane bicilindriche e siccome sono finalmente riuscito a entrare in possesso di una MHe, ho voluto sottoporvi le foto delle modifiche che ho apportato. Ho iniziato «spessorando» gli specchietti originali in modo da farli risultare più esterni. Ora è finalmente possibile guardarli senza vedere il serbatoio! Poi ho realizzato i carter delle cinghie di distribuzione ricavandoli dal pieno. Dopo averli fresati li ho cartati con tele sempre più fini per poi lucidarli a specchio. Il coperchio della frizione l’ho comprato così com’è. Da poco ho realizzato anche il tappo per l’olio. Non credo di fare altre modifiche perché non voglio alterare oltremodo la struttura della moto, che secondo me è bellissima. Non mi resta che ringraziarvi porgendo cordiali saluti, desmodromici naturalmente!

Danilo Gardella

 


Spettabile Redazione, mi è appena giunto il numero di novembre e volevo farvi i complimenti perché è bellissimo. Ho letto con molto interesse l’articolo intitolato «I love you Mariangela», che ho trovato davvero molto interessante. Le foto della Ducati portata in gara dal pilota Miniati sono molto belle, peccato però che la moto non si veda bene, intendo ferma sul cavalletto, perché è stupenda. Per questo vi chiedo la cortesia, se sarà possibile, di pubblicarne nel prossimo numero un’immagine statica in modo che si possa vedere bene. Mi fareste veramente felice. Ringraziandovi vi invio cordiali saluti.

Sergio Piantanida

 

Risponde Lorenzo Miniati

Caro Sergio, innanzi tutto ti ringrazio per il «pilota», anche se mi sarei accontentato di molto meno... In effetti, a Zeltweg, come avrai potuto leggere nell’articolo, non c’è stato molto tempo per organizzarsi al meglio, così la povera Mariangela non è mai stata immortalata da ferma. Cercheremo comunque di farci perdonare quanto prima.

 


A me sembra la vostra, e delle altre testate giornalistiche, una difesa d'ufficio. Parlo della 999 e delle critiche che ha suscitato. Da parte vostra e sulle altre riviste, non c'è articolo con foto che non si premunisca di dire che la moto va vista dal vivo per giudicarla, ma se ricordo bene, e ricordo bene, quando uscirono le prime foto della 916 o della MV non ci fu bisogno di tale consiglio. Tutt'altro (ho sempre le riviste di allora), per quei due fenomeni costruttivi non servirono troppe raccomandazioni e bastarono le semplici foto a lasciare senza fiato giornalisti e lettori. Io comunque ho seguito il ripetuto consiglio e l'ho vista dal vivo e, come tutte le espressioni e idee tecniche che si materializzano, l'impatto visivo migliora, ma rimane brutta. Che la moto sia tecnicamente migliorata sotto tutti gli aspetti non stento a crederlo (il progetto 916 è del 1993!), ma rimane esteticamente brutta. Terblanche per me potrebbe essere anche toscano, ma è inadatto a realizzare lo spirito di personalità e carattere che le Ducati devono avere. Poi parlano i fatti, senza voler infierire sulla Multistrada (cugina della Multipla!), i suoi progetti ST2-4 e 900 SS non sono stati successi commerciali, quindi non sono piaciuti. Tamburini per me potrebbe anche essere cinese, ma rimane inavvicinabile ed è dalle sue idee che la Ducati ha espresso fino a oggi tanto carisma e fascino. Poi un appunto: sull'articolo di Franco Bartoli c'è un inesattezza colossale quando dice che sulla 999 sia stata la logica, la funzionalità a imporsi sulle scelte stilistiche, e non viceversa come sulla 916 (?!). Dire che Tamburini, che è progettista e non solo designer, fondi il suo sviluppo sullo stile e la forma è totalmente falso. A una domanda sulle forme scelte, lui rispondeva così: "Quando il particolare avrà raggiunto il massimo dell'efficacia e superato tutti i test previsti svolgendo le funzioni per le quali è stato pensato nella maniera più semplice, novantanove volte su cento sarà anche bello". Penso che ciò renda chiara la sua filosofia di lavoro ed andate a controllare i brevetti che ha per conferma. Vostro fedele abbonato.

Paolo Barsotti

 

Risponde Franco Bartoli

Ohibò, sicuramente mi sono espresso male, ma quello che volevo dire era che la 916 nacque come moto senza compromessi dove si privilegiava l’aspetto funzionale all’attività agonistica, piuttosto che quello all’utilizzo quotidiano. Ne risulta una moto di fascino straordinario, ma non sempre «logica» (vedi posizione di guida o forcellone monobraccio). Che poi Tamburini sia insuperabile e che la 916 sia stata una moto che, di colpo, fece diventare antidiluviane tutte le altre, beh, questa è una verità sacrosanta. A dire il vero, anche allora, non furono pochi i nostalgici della 888 a lamentarsi della nuova 916. Che la storia si ripeta?

 


Sono motociclista da circa un anno. Ebbene sì, con 34 anni sul groppone, il Monster mi ha fatto perdere la testa, il tutto senza nemmeno avere la patente per guidarlo! E' stato verso giugno dell'anno scorso, a Madrid, dove lavoro, che mi è venuta la "febbre" e a Maggio di quest'anno ho potuto ritirare il mio 620ie Dark nuovo fiammante dalla Ducati di Genova. Mi sono imbarcato sul traghetto per Barcellona alle 7, e da Barcellona, il sabato, di nuovo in sella alla Duke (in rodaggio!) fino a Madrid (700 Km!), dove finalmente sono arrivato alle 6 di domenica mattina, in stato di semi-congelamento, ma contento come un bambino. Oggi la Duke compie 2.500 Km, e secondo il libretto del proprietario posso esplorare "la zona rossa" del contagiri, anche se qualche strappo alla regola purtroppo l'ho fatto. Ma veniamo al punto: vorrei che il mio Monsterino guadagnasse qualche decibel. Con gli scarichi omologati E2, sappiamo tutti com'è la situazione. Sulle pagine di Mondo Ducati ho letto che con il filtro K&N e gli scarichi Ducati Performance o Termignoni, il sound migliora. Ok, d'accordo. Ma a scapito di che cosa? Leggo dappertutto che i parametri di miscela aria/benzina vengono alterati per l'incremento del flusso d'aria attraverso il motore, e che sarebbe raccomandabile un cambio di centralina. Eppure vedo in giro tantissime moto con terminali racing e non posso credere che abbiano tutte kit di carburazione/centraline speciali! Mi potreste aiutare in proposito? Cari saluti, e complimenti per il vostro sito Internet.

Filippo

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Filippo, l'adozione di uno scarico più libero, tanto più se accoppiato alle modifiche all'aspirazione da te prospettate, modifica in misura rilevante i parametri per i quali il motore è stato tarato in termini di alimentazione. In altre parole per funzionare correttamente necessita di una miscela maggiormente grassa per far fronte alla maggiore quantità d'aria elaborata. Questo sulla tua moto può realizzarsi unicamente modificando i parametri di intervento dell'iniezione elettronica, attraverso una centralina modificata oppure ritarando quella di serie attraverso il montaggio di una centralina regolabile come la Power Commander. Il fatto che si vedano in giro moto con i soli scarichi sostituiti la dice lunga sulle pretese in termini di prestazioni dei rispettivi proprietari, forse più attenti al lato estetico che alla salute della propria motocicletta. Uno smagrimento eccessivo della miscela può infatti danneggiare seriamente il motore arrivando perfino a provocare danni irreversibili ai pistoni e alle valvole.

 


Salve, sono un vostro abbonato. Ho una Cagiva Alazzurra 650 del '85 a cui si è cotto il regolatore. Visto che dalle vostre parti non mancano gli esperti, vorrei chiedervi un consiglio: mi hanno detto che potrei impiegare il regolatore di uno scooterone (ovviamente non mi hanno detto quale) in sostituzione dell'originale Ducati (il cui costo si aggira sui 200 Euro) risparmiando un bel po' di soldi. vi sembra una buona idea? Visto che i regolatori sono aggeggi destinati alla "cottura" ci dovrebbero essere in giro parecchie informazioni (su internet?); potreste darmi qualche indicazione in merito? In attesa di un riscontro vi saluto cordialmente.

Patrizio Pasquali

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Patrizio, purtroppo quella dei regolatori è una faccenda spinosa. Sono componenti soggetti a frequenti rotture e non possono essere aggiustati nonostante siano composti da semplici circuiti elettrici, dato che per protezione vengono generalmente annegati nella resina. La cosa migliore è cercare presso un rivenditore specializzato (e fornito, aggiungerei) di parti di ricambio un componente cosiddetto "di concorrenza", ovvero non venduto tramite la rete ufficiale. Il prezzo è spesso molto inferiore, mentre la qualità è equivalente, dato che spesso si tratta esattamente dello stesso componente, non marchiato per garantire la compatibilità con altri modelli. La tua moto è un'ottima base per una special, richiedendo solo piccole modifiche alla ciclistica troppo turistica e sottodimensionata.

 


Avrei urgente bisogno di sapere a chi mi posso rivolgere per far revisionare motore e centralina della mia moto che ha all'attivo 45.000 Km, in quanto penso sia partito un cuscinetto di banco in seguito alle varie scaldate che ha preso in estate durante le code, dove mi si è fusa la ventola di raffreddamento, mi serve qualcuno che conosca bene la moto e che mi consigli per il meglio. A Napoli non ho trovato nessuno, sono disposto anche a portare la moto fuori regione.

Nicola Albano

 

Risponde Franco Bartoli

Caro Nicola, ci dispiace ma non siamo in grado di aiutarti. La soluzione più logica in casi come questi è rivolgersi al Ducati Store più vicino.


Vi scrivo semplicemente per ringraziare la Ducati per l'opportunità, offertami attraverso l'organizzazione del Ducati Club Sicilia, di poter provare la 999 sul bellissimo tracciato di Pergusa (EN). Premetto che ho all'attivo circa 30.000 Km in moto (tutti in sella alla mia 748S). La patente l'ho presa alla veneranda età di 29 anni, dopo 4 mesi dall'acquisto della suddetta. Detto ciò, la 999 è effettivamente facile da portare al limite: leggera, maneggevole, prevedibile e incredibilmente precisa!  Solo una cosa mi ha lasciato perplesso: la manopola dell'acceleratore ha troppa corsa "a vuoto». La mia 748S ha senz'altro una risposta più pronta da parte del motore. In frenata il discorso si fa più interessante. Alla staccata in fondo al rettilineo più lungo leggevo con una certa facilità oltre 250 Km/h! Con la mia moto riesco al massimo a vedere i 220 Km/h. Il limitatore è prontissimo, anche troppo improvviso. Aerodinamica: voto 10+. Anche distendendomi del tutto (sono alto 1,78 m) non riuscivo a toccare il fondosella! Praticamente enorme nella sua compattezza. Davvero una gran moto... La linea non è eccezionale, ma se ne avessi la possibilità, la 999S non mi dispiacerebbe. Grazie per lo spazio e l'attenzione concessami, spero di "leggermi" presto, magari con accanto la foto che mi ritrae a Pergusa sulla mia "belva"! Saluti.

Ignazio


Ciao, mi chiamo Alberto, sono desmodipendente da vent'anni e vi scrivo per rispondere al Sig. Rosario Casella il quale criticava i soldi americani che hanno salvato la Ducati e il designer sudafricano Terblanche dicendo che non c'era niente di italiano nelle Ducati. Beh, forse dovrebbe vedere chi progetta i motori, chi li gestisce in pista e sopratutto fare un giro in Fabbrica e vedere quanti ragazzi con la benzina nel sangue creano le nostre amate rosse. Meglio i soldi americani senza dipendere dallo Stato Italiano che fare come la Fiat, che appena vende meno chiede i soldi a noi, ma quando guadagna non ce li restituisce, o come Aprilia che casualmente ha come sponsor un marchio statale! Desmosaluti.

Alberto Foresti

 


Cari amici, vorrei che anche la vostra rivista ricordasse la figura di Carlo Talamo, venuto a mancare il 29 ottobre in un tragico incidente in moto. Mi sembra doveroso nei confronti di un vero motociclista, imprenditore geniale animato da grande competenza e passione. A quanto ho capito, il suo entusiasmo stava per dar vita a una clamorosa iniziativa. Si era posto a capo di una cordata di imprenditori italiani che intendeva riportare nel nostro paese la proprietà della Ducati (ne ha parlato anche La Repubblica). Vi chiedo conferma e, se possibile, sapere gli sviluppi di questo progetto. Con viva cordialità.

Mario Leoncini - Udine

Risponde Claudio Falanga

Caro Mario, mi associo al tuo dispiacere per la scomparsa di Carlo Talamo. Carlo era una persona veramente geniale, capace di cogliere gli umori e le tendenze dei motociclisti con largo anticipo. Forse stava inseguendo il sogno di riportare la proprietà del marchio di Borgo Panigale in Italia. In merito non ho alcuna notizia supplementare rispetto a quelle che hai raccolto tu. Poteva trattarsi di una semplice ipotesi di fattibilità, dal punto di vista finanziario, ma a questa avrebbe comunque dovuto far seguito l'intenzione da parte della proprietà americana a cedere le quote di maggioranza.

 


Ho letto l'articolo che avete pubblicato sulla carburazione. La domanda che volevo porvi è: se in rilascio si vede una fiamma che esce dal carburatore, cosa significa? Grazie.

Francesco Domenici

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Francesco, simili anomalie di funzionamento sono abbastanza comuni sui grossi bicilindrici e non hanno grande rilevanza ai fini della corretta carburazione. Si tratta di un rifiuto di benzina che incontra un'onda di contropressione, assai comuni specialmente in fase di avviamento. Per una corretta diagnosi dei problemi di carburazione ti invito a seguire l'empirico ma sempre valido metodo di controllo degli elettrodi delle candele: l'isolante alla loro base non deve presentarsi né troppo scuro né troppo chiaro, ma di color nocciola chiaro, indice di una combustione corretta.

 


La mia domanda è di quelle da un milione di Euro: perché per i telai Ducati viene impiegato l'acciaio al cromo molibdeno? L'acciaio inox non va bene? Dal telaio della mia moto andata distrutta pensavo di tirarci fuori un forcellone per il mio nuovo Monster. Il fatto è che io lavoro l'inox e mi chiedevo se questo materiale può andare bene per realizzare il forcellone.

Otti Luca

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Luca, gli inossidabili sono una particolare categoria di acciai legati a basso tenore di Carbonio, aventi caratteristica di elevata resistenza alla corrosione. La passivazione (caratteristica di protezione) dipende da svariati fattori, tra cui la struttura e la composizione chimica del metallo, nonché dalle sue condizioni superficiali e dall'ambiente circostante. Il limite principale di tali acciai è quello di avere caratteristiche meccaniche scadenti: in particolare rispetto a un acciaio a elevata resistenza legato al CrMo, la resistenza a rottura può essere anche di meno della metà. Ecco perché raramente vengono adoperati per compiti strutturali, dove le caratteristiche meccaniche sono prioritarie rispetto alla resistenza alla corrosione, perseguibile con altri metodi.

 


Vorrei festeggiare con Voi il raggiungimento dei 100.000 Km percorsi in sella ai miei Monster: 33.000 su di un 600, 59.000 su di un 900 ie e 8.000 su di un S4 Cromo (la mia attuale moto); il tutto in 4 anni, con grandissime soddisfazioni e nessun problema. Ci rivediamo a quota 200.000! Tanti saluti. PS: Forza Capirex!

Paolo Pelazzo

 


Vi scrivo per comunicarvi che è finalmente pronto il sito dedicato alla Ducati Indiana. L'indirizzo è http://it.geocities.com/ducati_indiana e vorrebbe diventare una sorta di club virtuale (ma non solo) per tutti i possessori di tale gioiello. Beh, se avete un'Indiana visitate questo sito, iscrivetevi alla Owner List, mettetevi in contatto con me, parliamo delle nostre moto, cerchiamo assieme quello che ci serve per tenerle in efficienza, conosciamoci di persona di fronte a fiumi di spumeggiante birra.

Davide, ducati_indiana@yahoo.it

 

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Buongiorno a tutti e sinceri complimenti per la vostra interessantissima rivista. Sono un motociclista da quando ho compiuto 14 anni e ora che ne ho 31, ho guidato varie marche e tipologie di moto, ma da circa 10 anni sono un ducatista. Oggi ho una SS 750 ie comprata nuova nel 2001. Vi scrivo perché sono rimasto deluso (e con me i miei amici) dal WDW 2002. Questo raduno tanto sbandierato ed enfatizzato ormai non è altro che un'occasione dove in nome dello spirito ducatista si mette in moto un business enorme al puro scopo di lucro. Ho partecipato a tutte le edizioni del WDW: nel '98 ne rimasi entusiasta, nel 2000 indifferente e quest'anno deluso pienamente. Ho pagato ben 34 Euro dopo più di un’ora di fila in tuta sotto il sole di mezzogiorno, per avere un kit di partecipazione (praticamente una maglietta) e l'ingresso per una giornata senza poter partecipare praticamente a niente. Mi sembra un po' troppo considerato che dentro non c'era neanche un mercatino decente dove poter fare qualche acquisto e che lì qualche Euro lo avremmo speso volentieri. In compenso, ci siamo sentiti chiedere 30 Euro per un cappellino. Ormai siamo diventati come gli harleysti: un insieme di fenomeni con moto da sfilata e abbigliamento firmato e costosissimo, guai se non hai la bandana con il logo ecc. Quando ho comprato la moto mi hanno dato una card del D.O.C. (Ducati Owners Club) che sembrava chi sa cosa. Sembrava anche che mi avrebbe dato uno sconto di 10 Euro all'ingresso del WDW, ma mi sono sentito dire che ci voleva la tessera grigia, e non nera come la mia, il che significava pagare l'iscrizione a un ulteriore club DOC. Ma questa tessera che ho non serve proprio a niente?! Alle altre edizioni bastava avere una Ducati (anche usata) per avere uno sconto. Non è per questioni economiche che ci siamo irritati ma per la freddezza generale che abbiamo notato. Stand come DucatiFinance fanno capire tutto... Probabilmente mi sarei goduto maggiormente il raduno se fossi rimasto più giorni, ma ora ho una famiglia e altri impegni. Credo che non tornerò al prossimo WDW, non ne vale la pena. Dopo 4 ore di moto era meglio se eravamo andati al mare visto che di tutta la giornata l'unico bel ricordo resta il viaggio: 700 Km da Rosignano (LI) a Misano via passo del Muraglione in compagnia di 4 amici ducatisti. La Ducati ci sta sempre più “stuccando” dal punto di vista dell'immagine con riviste piene di pubblicità: Desmoquì, Desmolà, ci manca (o forse c'è) il Desmoprofumo e poi siamo sistemati! Fino a qualche anno fa le uniche pubblicità erano le vittorie in gara. Ci sono i Ducati Stores che praticamente sono delle Boutiques (non so se si scrive così) dove ci dissanguano anche per un cambio olio. Ho comprato la moto nuova e faccio la manutenzione regolarmente presso i Ducati Store, ma forse non ne vale la pena. Oggi, con poche migliaia di Euro, si può comprare un’ottima SS 750/900 a carburatori alla quale fare personalmente la manutenzione e con la quale fare giri in pista, vacanze, ecc... evitando di frequentare raduni di dubbio gusto. Sono convinto che le Ducati siano motociclette dall'indubbio carattere e dalla forte immagine sportiva, ma sono preoccupato per il futuro dei ducatisti. Spero tanto che pubblicherete questa mia come sfogo di un gruppo di amici delusi. Tanti saluti a tutti e auguri per la rivista. Continuate così!
Benvenuti Gianluca


Aiuto! Non riesco a settare le sospensioni della mia Ducati S4. Click a destra, click a sinistra. Boh! Ci sto provando da un anno, niente. Nei curvoni veloci la moto si comporta in maniera anomala, non è stabile. Ho un peso di circa 65 Kg. Potete indicarmi la giusta taratura! Compressione estensione e precarico? Cordiali saluti.
Salvatore Catalano

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Salvatore, come abbiamo spesso avuto modo di sottolineare su queste pagine, la taratura delle sospensioni non è una procedura effettuabile “a tavolino”, né tanto meno esiste una taratura ideale valida in assoluto. I parametri in gioco sono infatti moltissimi: oltre al peso del pilota incidono infatti lo stile di guida, le caratteristiche del tracciato, l’aderenza offerta dall’asfalto e i pneumatici installati. Il fatto che la tua moto abbia un comportamento che definisci anomalo nei curvoni veloci mi lascia piuttosto perplesso, facendomi supporre un’eventuale malfunzionamento piuttosto che un’errata taratura delle sospensioni. La ciclistica del Monster S4 è infatti talmente solida che prima di metterla in crisi si arriva a limare abbondantemente scarichi e le pedane di serie. Il mio consiglio è di riportare le sospensioni alla taratura originale, dopo di che, nel caso il problema persista, dovresti controllare scrupolosamente lo stato dei cuscinetti di sterzo, dei cerchi e dei pneumatici.


Sono un abbonato alla Vs. rivista Mondo Ducati e posseggo i tre libri sul Monster oltre ad altre pubblicazione sulla Ducati. Vado in moto dall'età di 9 anni e dopo una parentesi di 20 anni di fuoristrada, anche agonistico nel '98, ho acquistato il mio "primo" Monster che ho sostituito nell'aprile 2000 con un Dark 900 ie. Ora vengo alle domande: siccome in poco più di due anni ho percorso circa 57.000 Km, volevo chiedere a un esperto qualche informazione sulla durata del Pompone a 2 valvole. Ho sostituito a 30.000 la trasmissione secondaria e anche i dischi frizione e penso di rifarlo ai 60.000 Km (purtroppo). A parte una incertezza di carburazione sui 4.000 giri fissi (mai scomparsa) la moto va bene e io percorro solo strade con molte curve (o autostrada) senza tirare troppo il motore, ma consumando marmitte, leva del cambio e cavalletto. Volevo anche chiedere se il motore della Multistrada (che mi attira parecchio) verrà montato anche sul Monster e quando. Vi ringrazio e vi porgo cordiali saluti. 
Paolo Pelazzo 

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Paolo, se continuerai a rispettare gli interventi di ordinaria manutenzione come stai già facendo, credo che potrai verosimilmente percorrere altrettanti chilometri senza dover ricorrere a particolari accorgimenti. A tal proposito cito volentieri l’esperienza di un caro amico che ha venduto un’Alazzurra perfettamente marciante con la bellezza di 170.000 Km all’attivo... Per quanto riguarda invece il bicilindrico due valvole che equipaggia la Multistrada non sappiamo darti notizie certe, visto che la tuttoterreno Ducati non è ancora stata messa in produzione.


Gentile Redazione, io sono in possesso da molti anni di una Ducati 350 GTL e mi ha fatto molto piacere leggere la vostra risposta data ad Andrea da Palermo sul n. 23. Io desidero ricevere informazioni circa la mia Ducati 350 GTL, e sapere perché l'Ing. Taglioni "Alla domanda quale fosse la miglior moto prodotta dalla Ducati" rispose che non si sentiva di eleggere la favorita, ma ha saputo dire qual era la peggiore: "I bicilindrici paralleli GTL e GTV 350 e 500". Certo della vostra risposta vi ringrazio già da ora.
Marco - Vicenza

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Marco, credo che non ci voglia molto a capire per quale motivo Taglioni si fosse espresso in quel modo; evidentemente, rispetto ai suoi amati desmo, i bicilindrici paralleli non erano certo all’altezza.


Cara Redazione, sono abbonato a Mondo Ducati da sempre ed è la prima volta che vi scrivo per avere un chiarimento sul mio 996. Ho venduto il mio 888 per acquistare usata quest’altra meravigliosa moto che ha la centralina priva dell’adesivo di sicurezza: In poche parole il precedente proprietario aveva cambiato l’eprom ma mi ha anche assicurato che prima di cedermela ha reinstallato l’originale. Il colore degli scarichi invece che nocciola è molto scuro e la moto presenta dei vuoti nelle aperture decise del gas. Vorrei quindi sapere prima di fare il CO se la eprom sulla quale è stampigliato MID MI 16M B1 CHK 3B3B è veramente quella originale. In attesa di leggervi per mettere finalmente a punto il mio Ducati vi invio saluti desmodromici. 
Renato tellnet@virgilio.it

Risponde Gianpaolo Riva
Caro Renato, la tua Ducati monta sicuramente una IAW 16M della Magneti Marelli. Questo si capisce dalla sigla che hai riportato e dal fatto che sulla centralina era presente l’adesivo antiviolazione. Tra i dati che mi fornisci è indicato il CK SUM del programma inserito nella centralina. Non so se questo è identico a quello che si può rilevare con la EPROM originale, ma comunque il dettaglio ha poca importanza infatti anche se i dati all’interno della memoria sono diversi dagli originali è possibile che il CK SUM non vari. Il consiglio che ti do è quello di rivolgerti ad un Ducati Store e di acquistare una EPROM originale. Non costa molto e sarai sicuro della sua provenienza. Per quanto riguarda i vuoti che lamenti durante l’uso della moto, non è detto che siano provocati solo dai dati non idonei inseriti nella memoria. Bisogna infatti vedere se la tua moto ha gli scarichi e i collettori originali, se gli alberi a camme non sono stati cambiati e se non è stato fatto qualche lavoro sulle parti termiche (pistoni, teste ecc., ecc., ecc.). Anche i sensori e gli attuatori dell’impianto dell’iniezione devono essere in perfetto stato e il potenziometro farfalla deve essere regolato come indicato dalla Ducati. Come vedi un controllo generale sulla moto è comunque necessario prima di attribuire certi inconvenienti solo alla Eprom.


Gentilissima Redazione, buongiorno. Forse sono approdato a ciò che da tempo sto disperatamente cercando. Sono un appassionato Ducati, anche se fin ora non sono possessore di alcuna moto. Un mio amico vuole vendermi la sua 907 I.E. Paso causa inutilizzo (8.000 Km dal 1992), ma vista l'antica data di produzione e in considerazione al fatto che necessita di un approfondito intervento di manutenzione, mi/vi chiedo: potrei avere problemi nel reperire i ricambi? Inoltre, dove posso trovare documentazione tecnica e non, possibilmente in italiano? Qual è il reale valore commerciale del mezzo? Nell'attesa di un riscontro, colgo l'occasione per porgere distinti saluti, nell'attesa di diventare ducatista anche io. 
Maurizio Siragusa - Palermo

Risponde Stefano Bianchi
La moto che hai intenzione di acquistare, nonostante la sua età, è sempre molto divertente, specialmente come sport tourer. Per quanto riguarda gli 8000 Km percorsi, si può dire che ha appena terminato il rodaggio, ma ricordati che è opportuno, prima di metterla in strada, sostituire, oltre a olio e filtro, anche le cinghie dentate della distribuzione. Al raggiungimento dei 10.000 Km, inoltre, è previsto il secondo tagliando con registrazione valvole e verifica del sistema di iniezione con il Mathesis. Mi raccomando di affidarti sempre alla rete ufficiale Ducati, per trovare ricambi originali, attrezzature idonee e personale professionale. Per la valutazione della moto si possono ipotizzare dai 1600 agli 1800 euro.

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