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LE LETTERE PERVENUTE ALLA REDAZIONE
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Ho appena finito di leggere l’articolo di Lorenzo Miniati dal titolo “A volte ritornano” e non ho potuto fare a meno di scrivervi. Sono in età abbastanza avanzata, esattamente 65 anni, e vado in moto da quando ne avevo 16, quindi ho una certa esperienza. Le Sport Classic le ho trovate a dir poco stupefacenti, anche se attualmente guido una 748S (moto eccezionale). Ritornando ai tre prototipi, vorrei però fare un paio di appunti: sulla Paul Smart e sulla Sport metterei i due scarichi uno per lato, some sulla GT, mentre per tutte e tre opterei per dei semimanubri meno inclinati, un po’ più dritti, come usavano negli anni ‘70. Per il resto è tutto OK. Salutissimi e avanti così.
Visano Danilo

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Danilo, a noi piace pensare che i motociclisti siano come il vino, che invecchiando, migliora... Ad ogni modo, le Sport Classic rappresentano senz’altro un’idea valida, come testimoniano le numerose lettere ed e-mail giunte in redazione, anche se alcune scelte tecnico/estetiche, sulle quali, giustamente, hai voluto dire la tua, sono destinate a far discutere gli appassionati. Come si dice, de gustibus...

Vi scrivo dalla Sardegna mentre… sogno! E' ormai da un mese che mi trovo in questa situazione, cioè da quando ho visto le Ducati Sport Classic su Mondo Ducati. Il mio sogno è la Paul Smart: mi vedo mentre la guido o intento a lavarla amorevolmente. Spero solo che alla Ducati nessuno mi dia un brusco risveglio proponendola a un prezzo esorbitante o, peggio ancora, non mettendola in produzione! Avete qualche dritta? In attesa di buone nuove vi mando una foto che mi ritrae su strada con la mia adorata "Tweety".
Massimiliano Ciabotti

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Massimiliano, come puoi leggere a pagina 18, Ducati ha finalmente deciso di trasformare in realtà il tuo sogno, mettendo in produzione i modelli della famiglia Sport Classic. I prezzi, sui quali giustamente poni l’accento, non si possono tuttavia definire a buone mercato (siamo sempre sopra dei 10.000), ma è anche vero che verranno prodotti solo pochissimi esemplari.

Spett.le Redazione, qualche tempo fa vi chiesi la cortesia di fornirmi l'indirizzo di un altro vostro lettore che possedeva una moto come la mia, una 750 Sport, che lamentava lo stesso problema di perdita d'olio dal cilindro posteriore ed era mio concittadino (di Jesi, come il mitico Giancarlo Falappa). Volevo solo dire che grazie a voi, ci siamo messi in contatto quella volta per parlare della suddetta magagna e adesso siamo soliti "lasciare virgole nere" tra le stupende curve di Bocca Serriola, Bocca Trabaria e anche del passo di Via Maggio. Siamo tra i vostri più fedeli lettori e, scommetto, tra i primi a rinnovare ogni anno l'abbonamento!
Lettera firmata

Risponde Lorenzo Miniati
In un mondo sempre più virtuale, fa un gran piacere quando, oltre a intrattenere i propri lettori attraverso gli argomenti in essa contenuti, una rivista come la nostra riesce a creare incontri di questo tipo. Ecco, perciò, che accogliamo volentieri la richiesta di pubblicazione della tua foto.

Sono un ducatista da poco più di un anno. Ho comprato, usata, una SS 900 ie e sono entusiasta della scelta fatta. A tal proposito vorrei potenziare la mia desmo, tralasciando la meccanica originale. Cioè vorrei sostituire i terminali, la centralina e il filtro. Vorrei ottenere più cavalli possibili, senza prendere in considerazione il kit Ducati.
Alessio da Nettuno

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Alessio, ottima scelta, sia per la moto che per la filosofia con cui intendi portare avanti la preparazione... Anzitutto lo scarico: ne esistono di svariati tipi sul mercato, tutto dipende dalle tue preferenze e dal budget. Se vuoi guardare principalmente alla sostanza piuttosto che all'estetica ti posso consigliare un paio di semplici terminali bassi in alluminio. L'importante è che non abbiano il corpo di diametro superiore ai 50 mm e che abbiano la componentistica realizzata in acciaio inox, a garanzia di durata. Qualora preferissi il carbonio (una scelta personale) andrai a spendere un po' di più, ma sarà necessario badare bene alla qualità del tubo, per evitare di ritrovarsi in breve con un silenziatore scolorito e invecchiato precocemente; altrimenti puoi optare per il ben più nobile titanio che però ha il suo costo... Personalmente ti consiglierei di restare sul tipo "basso", dato che gli scarichi ad uscita "alta" hanno per forza di cose un andamento più tortuoso dei collettori. Per quanto concerne il filtro c'è poco da girarci intorno: i modelli più diffusi sono quelli prodotti dalla K&N e dalla BMC, praticamente identici e dalla ottima resa. Per l'iniezione, invece, c'è da scegliere. Lasciando da parte le centraline sostitutive dell'originale a mappatura fissa, te ne consiglierei principalmente tre a mappatura variabile. La migliore di tutte dal punto di vista delle potenzialità è senza dubbio la Power Commander della Dynojet. Esiste, poi la centralina della DBtronic, commercializzata anche da Silmotor e, infine, la EVR. Tutti questi componenti permettono di ottenere buoni incrementi di potenza, anche dell'ordine del 10%, ma solo dopo una accurata messa a punto.

Sono un ex monsterista attuale possessore di una Super Sport 900 del 2003, amante del tuning e con una discreta esperienza acquisita in varie discipline motoristiche. Ho infatti montato sulla mia moto il kit Ducati Performance (scarichi, centralina, filtro dell'aria con scatola aperta e volano alleggerito). La mia domanda è: posso spostare il limitatore di giri? Se sì, in che maniere intervenire? Con quale strumento? L'officina presso la quale normalmente mi rivolgo, mia ha detto che non è possibile.
Matrix

Risponde Stefano Ferrigno
Purtroppo quello che ti hanno detto è vero: non è possibile spostare il limitatore di giri sulla Ducati 900 SS. Anche le centraline aggiuntive, come la Power Commander, non possono risolvere il problema dato che agiscono in serie all'originale, dunque patiscono esse stesse il taglio da essa effettuato. L'unica soluzione al problema sarebbe quella di aprire la centralina originale e modificarla, dato che tutta l'elettronica è sigillata e non ne è previsto lo smontaggio o la modifica. Si tratta di un intervento di microelettronica molto delicato che dovrebbe essere effettuato da un laboratorio esperto e attrezzato per questo tipo di interventi onde evitare danni irreversibili. Mi risulta che qualcuno sia riuscito in questo intento, tuttavia mi sentirei di sconsigliarti questa elaborazione al fine di conservare la centralina originale e integra per ogni evenienza futura.

Vi invio alcune foto della mia “creazione”, sperando che susciti in voi un po’ di curiosità. Per realizzare questo esemplare ho speso piacevolissime ore rubate al sonno e che ora mi sono state ridate con un primo test effettuato al Mugello. La soddisfazione avuta nel guidare una moto interamente assemblata da me, con “insoliti” accostamenti, è stata di pura libidine. La “Veleno”, così ho voluto battezzarla, è un insieme di tantissimi particolari, non tutti evidenti in foto, che con pazienza immensa ho configurato in modo da ottenere una grande compattezza d’insieme, caratteristica che ha sempre contraddistinto le moto in mio possesso e i miei gusti personali.
Andrea Maffei

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Andrea, complimenti davvero per la passione e l’ingegno con i quali hai dato vita a questa interessantissima realizzazione. Purtroppo, come giustamente fai notare, le foto non rendono merito ad alcune soluzioni tecniche, che sono molte, e sarebbe pertanto interessante realizzare un servizio più approfondito che desse la possibilità di apprezzarle meglio. I nostri recapiti li conosci...

Possiedo un 350 SS del '92 e sto usando un motore che ha il banco del 350, ma monta termiche del 750, così come il cambio, che è a 5 marce. Secondo voi posso montare il cambio del 350 che è 6 marce? La domanda sorge dal fatto che con la rapportatura originale la moto sembra lunga (sopratutto in prima e seconda). Col sei marce non sfrutterei meglio il motore? Volevo trasformare il suddetto motore in Twin Spark, ma un mio amico ingegnere mi ha detto che limitarsi ad aggiungere una candela non apporta risultati significativi e che per avere dei riscontri apprezzabili bisogna modificare tutta la camera di combustione. Secondo voi?
Pierpaolo

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Pierpaolo, non mi è molto chiaro come sia stato assemblato il tuo motore. Questo perché, se fosse come dici, il tuo propulsore avrebbe una cilindrata di 620 cc (88 mm di alesaggio per 51 mm di corsa, piuttosto superquadro direi...), e comunque avrebbe già avuto al suo interno il cambio a 6 marce (chi mai nel realizzare un simile ibrido avrebbe rimosso il cambio originale, riducendolo di un rapporto?). Inoltre supponendo che le misure da te riportate siano esatte, per recuperare la corsa mancante sarebbero presenti dei pistoni con una altezza di compressione maggiorata di ben 10,5 mm, che non è poco; come minimo ti ritroveresti con dei pistoni oltremodo pesanti. Sarebbe interessante sapere se è stata montata la primaria del 350 o quella del 750; da quello che dici potrebbe essere presente quest'ultima, il che spiegherebbe la difficoltà per un motore con 130 cc in meno a tirare i rapporti originali del 750 e i pistoni con alesaggio abnorme. In tal senso il cambio a sei marce potrebbe sicuramente venire in aiuto. Per quanto riguarda la seconda candela, non è vero che non ci siano vantaggi conseguenti al suo montaggio: questo tipo di modifica era già nota agli appassionati molti anni fa quando il 1000 Dual Spark era ancora un miraggio. Certo se vogliamo valutare l'eventuale incremento di prestazioni a fronte dell'onere di una simile modifica, il discorso, ovviamente, cambia...

Ho letto con interesse il bellissimo articolo sulla 999 preparata da Gianfranco Bursi e avrei una domanda da rivolgere al preparatore: dovendo realizzare un'analoga bordatura esterna rossa sui cerchi della mia ST4s volevo sapere come ottenere lo stesso risultato, se verniciando direttamente sui cerchi o applicando un riporto di qualche materiale. Ringrazio fin d'ora per la cortesia.
Arch. Marco Ballare'

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Marco, l’effetto al quale ti riferisci può essere ottenuto in due modi, o tramite la verniciatura o attraverso dei filetti adesivi. La prima è senz’altro quella che assicura il risultato estetico migliore, ma è anche la più costosa e lunga da effettuare, mentre la seconda ha il pregio di essere rapida, piuttosto economica e, soprattutto, reversibile! In quanto alla qualità, poi, recentemente sono stati messi in commercio dei filetti espressamente dedicati a questo tipo di utilizzo e che presentano caratteristiche di aderenza e durata assolutamente ottime. Li puoi reperire presso un carrozziere specializzato o una ditta di insegne e cartelloni pubblicitari.

Vorrei mi aiutaste a fare chiarezza su una questione che spesso viene mal consigliata, la scelta dei pneumatici giusti. Avrei una domanda specifica, spesso per le nostre amate bicilindriche ci viene consigliato di montare un pneumatico posteriore di mescola più dura rispetto al pneumatico anteriore. Ma in questo modo non rischiamo di avere due pneumatici con caratteristiche diverse, che raggiungono la temperatura di esercizio in condizioni diverse. Oltre tutto, i pneumatici anteriori di mescola morbida che ci vengono consigliati, non è che essendo progettati per condizioni racing, raggiungono le migliori condizioni di esercizio in pista, quindi sono meno prestazionali nell'uso stradale?
Alessandro Lombardi

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Alessandro, a mio avviso la pratica di montare due gomme differenti all'anteriore e al posteriore è quanto di meno consigliabile. Chi effettua una simile modifica sulla propria moto probabilmente guarda alle corse, dove i piloti dispongono di pneumatici in diverse mescole, da scegliersi in relazione al tipo di circuito affrontato e alla prestazione ricercata. Tuttavia le gomme stradali, anche quelle supersportive, sono su un altro pianeta. Le pur raffinate motociclette moderne sono molto più pesanti dei mezzi da competizione e hanno sospensioni ovviamente meno performanti. Ciò per dire che le case produttrici realizzano i pneumatici accoppiati tra anteriore e posteriore per ottimizzarne il rendimento, ma soprattutto in previsione che questi vengano accoppiati correttamente.

Ho avuto la sorpresa di ricevere quale regalo di Natale l’abbonamento alla vostra rivista. Essendo anch’io un entusiasta sostenitore del marchio emiliano, e aspettandomi la vostra attenzione, ho pensato di inviarvi alcune immagini di un concept appena realizzato: si tratta di una Ducati "Testastretta" di impostazione simile alla nuova Multistrada, che quindi cerca di inserire nel prodotto i connotati delle odierne Supermotard. Questo non solo per alcune soluzioni quali l'impostazione di guida, il manubrio e le sospensioni, ma anche a riguardo della caratterizzazione estetica del mezzo. Quelle che vi mando sono alcune viste del modello 3D che ho realizzato, non pretende di essere una reale proposta di motoveicolo, ma solo uno “schizzo 3D” di un modello teorico.
Salvatore Pagani

Risponde Lorenzo Miniati
Che dire, caro Salvatore, in effetti ci vuole un po’ di fantasia, ma l’idea di base sembra decisamente valida. La Multistrada ha lasciato tutti a bocca aperta per le sue straordinarie doti dinamiche, vedi ciclistica facile e straordinariamente efficace, magari un domani potrebbe farlo anche grazie a un motore dalle prestazioni maiuscole...

Carissimi amici di Mondo Ducati, il 20 settembre dell’anno appena trascorso, io e la mia fidanzata Roberta (motociclista patentata) ci siamo sposati! Indovinate chi c’era ad aspettarcu fuori dalla chiesa? Ma certo, lei, la nostra Ducatona ST2, inseparabile compagna di tanti viaggi. Ci piacerebbe tanto vedere pubblicata la foto che vi inviamo su uno dei prossimi numeri della rivista cui siamo abbonati da sempre. Cogliamo l’occasione per salutare anche gli amici del Ducati Store di Arezzo, persone competenti e sempre disponibili ad ascoltare i loro clienti.
Gabriele e Roberta

Ho come seconda moto un Monster 600 del 1999. Secondo me, ha la forcella troppo frenata in ritorno. Salta sullo sconnesso ravvicinato; in curva, addirittura, la moto tende ad allargare, anche se solo ad andature sostenute. Mi sapete dire se avete sentito di questo comportamento ed eventualmente se è risolvibile con un olio per la forcella più fluido? Sapete anche quanto e quale c'è in origine?
Grisoni Gianfranco - Como

Risponde Stefano Bianchi
Caro Gianfranco, per quanto riguarda la nostra esperienza diretta, il modello in tuo possesso non presenta comportamenti anomali come quelli da te descritti, neppure nell’utilizzo in pista. Inoltre, non dici se tale comportamento si verifichi in fase di frenata, a gas costante, o magari in accelerazione. Nel primo caso, il problema potrebbe essere dovuto a un carico delle molle troppo basso (non specifichi quanto pesi), che permette alla forcella di arrivare a fondo corsa troppo facilmente, delegando il compito di elemento ammortizzante al pneumatico anteriore. Nel secondo, invece, il problema potrebbe essere legato, come giustamente ipotizzi, ai freni idraulici, che vanno settati in modo da permettere alla forcella di tornare nella sua posizione di equilibrio tra un’asperità e l’altra dell’asfalto (pena il fenomeno del cosiddetto “pumping down”). In ogni caso, ricordati che l’adozione di un olio meno denso comporta, nel caso di forcelle prive di regolazione idraulica come la tua, una eguale diminuzione di smorzamento, sia in compressione che in estensione (pertanto potresti migliorare un aspetto e peggiorarne un altro, come, ad esempio, il comportamento della moto nelle frenate repentine). In accelerazione, infine, se la moto allarga, potrebbe essere dovuto a un problema di inserimento statico. Se il precarico è troppo alto, infatti, quando la parte anteriore della moto tende ad alzarsi, la forcella non può “allungarsi” a dovere per spingere la ruota verso terra, non assicurandone il costante contatto con l’asfalto e innescando così i saltellamenti di cui parlavamo. Ad ogni modo, l’olio originale è un SAE 10 e ogni stelo ne contiene 400 grammi. Un’ultima raccomandazione: controlla che le viti che assicurano i foderi della forcella alla piastra di sterzo inferiore non siano troppo serrate: potrebbero compromettere la scorrevolezza degli steli.

Sono possessore di un Monster 1000S del 2003 con circa 9.000 Km, su cui ho già montato scarichi liberi, ma omologati, relativo filtro K&N e un bel monoammortizzatore Öhlins completamente regolabile. Ora la mia bimba è quasi perfetta, entra in curva come fosse una 999 (si fa per dire), ma a me piacerebbe avere anche una decina di Cv in più... Potrei avere da voi qualche consiglio? Vorrei trovare un giusto compromesso tra spesa e resa. Gli amici mi consigliano di cambiare pistoni/alberi ecc, ma io non vorrei stravolgere il motore, anche perché farei prima a passare a un S4R. E poi, il 2 valvole è sempre il 2 valvole.
Paolo

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Paolo, anzitutto complimenti per la motocicletta che hai acquistato, sicuramente gratificante come prestazioni anche da originale. Sinceramente, credo che nella tua opera di "tuning" del motore abbia trascurato un particolare molto importante, ovvero l'adeguamento della carburazione del motore. Sia gli scarichi che il nuovo filtro aria, per offrire il massimo rendimento, necessitano della modifica della mappatura di iniezione, dato che quella di serie è espressamente dedicata ai componenti originali, dalla minor permeabilità. In secondo luogo, la centralina originale è dotata di un limitatore di giri tarato piuttosto in basso, che non permette di cercare potenze più elevate a regimi superiori quello attuale. Occorrerebbe pertanto sostituirla, o modificarla, sia nella legge di attuazione degli iniettori che nel taglio dell'accensione. In più, aggiungerei che è piuttosto difficile ottenere grossi incrementi con dei terminali che non siano completamente liberi, specie nell'ipotesi di cercare la potenza a regimi più elevati. Dovendo intervenire sul motore, infine, personalmente agirei in direzione di un affinamento globale della meccanica, eventualmente con la rifinitura di tutti i particolari (condotti, collettori, etc) che per esigenze costruttive non vengono sottoposti a lavorazioni troppo accurate.

Su una rivista, ho letto la prova del Monster 620 ie S, così in Primavera decido di vendere la mia 748S, a causa dell'età avanzata, per un più tranquillo M620. Ritiro a maggio 2003, al costo di 8.200 Euro, il mio M 620 IE S e, a settembre, scopro al Salone di Milano che il mio Monster è già obsoleto per via delle modifiche 2004, ovvero frizione APTC antisaltellamento, 6° marcia e specchietti rivisti, tutto al prezzo di 7.996 Euro. Ora, cosa ne faccio di questo modello ormai svalutato? E' possibile cambiarla con il nuovo modello o apportare le stesse modifiche sul vecchio e, soprattutto, mi costerebbe qualcosa? Mentre vi scrivo mi è arrivata la rivista Mondo Ducati di questo mese e leggo lo stesso problema della 999R del Signor Rodolfo Barbagli, cosa pensare?
Antonio Salerno

Risponde Ducati Motor alla lettera del Sig. Barbagli (pubblicata sul numero precedente e valida anche per il Sig. Salerno)
Egregio Signor Barbagli, grazie per aver scelto Ducati e per aver comunicato con franchezza la sua opinione relativamente alla nostra politica commerciale. Abbiamo fatto una scelta e siamo aperti sia alle critiche, sia l'approvazione dei nostri clienti. Sono effettivamente intercorsi solo alcuni mesi fra la distribuzione della 999R, edizione limitata, prodotta nel 2003 e la presentazione della nuova versione che verrà consegnata nel 2004, siamo consapevoli che, in questo specifico caso, alcuni dei nostri clienti non hanno apprezzato la velocità con cui abbiamo presentato l'aggiornamento della nostra offerta. Accogliamo pertanto le sue osservazioni rassicurandola che le stesse non cadranno nel vuoto: ne faremo tesoro per il futuro.
Annalisa Dimonte, Community
Director Ducati Motor Holding S.p.A.

Sono sempre lì a fantasticare su come potrebbe essere la Ducati dei miei sogni e, perché no, anche dei sogni altrui... 916, 998, 999, SP, SPS, R... Sì, va bene, ma in fondo per sentirsi in paradiso può anche bastare una bella 748, anche se ovviamente preparata a dovere! Lo so, qualcuno già vede migliaia di euro volare via come foglie al vento, ma in fondo eravamo a fantasticare, no? Ed è proprio fantasticando che ho deciso di dar vita alla mia ultima creatura in scala, per ricordare un modello che sicuramente ha dato tante emozioni ad altrettanti ducatisti. La speranza, ovviamente, è di vederla pubblicata sulla mia rivista preferita...
P.S.: a quando un raduno Ducati in scala?
Alberto Martellini

Risponde Lorenzo Miniati
Caro Alberto, complimenti davvero per la tua piccola belva, perfetta in ogni dettaglio e frutto di un lavoro davvero certosino. Per quanto riguarda il raduno in scala, giriamo il tuo invito a tutti i nostri lettori appassionati di modellismo.

Da pochi giorni sono in possesso di un Monster che voglio trasformare radicalmente in moto da pista. Ricordo che anche il vostro team ne ha usato uno e soprattutto ricordo che il telaio del vostro Mostro era stato irrigidito in due o tre punti. Dal momento che la moto in mio possesso é attualmente completamente smontata, ritenete sia il caso di saldare e irrigidire o mi accontento del telaio originale? E se devo saldare, c'é qualche accorgimento particolare da seguire?
Claudio Zanoni "ZANO"

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Claudio, indubbiamente per l'attività cui hai intenzione di destinare la moto, sarebbe il caso di modificare almeno marginalmente il telaio nelle zone più sollecitate. La nostra Monster, oltre alle migliorie meccaniche volte ad aumentare le prestazioni, è stata modificata nel telaio, come giustamente facevi notare. Per quanto riguarda la struttura tubolare, la stessa è stata lasciata come l'originale, fatta salva l'aggiunta di un traversino di rinforzo sotto il cannotto, esattamente nella parte del telaio conformata a "V". In più, sul motore sono stati alesati i fori di fissaggio del carter, portandoli al valore di 12 mm. Ugualmente si è agito sul telaio sostituendo ovviamente gli stessi perni con altri di diametro maggiorato. Queste modifiche hanno il compito di rinforzare i punti nevralgici della struttura, ovvero il cannotto di sterzo e il propulsore, che svolge un'azione strutturale su questo tipo di moto.


Sto sistemando uno Scrambler 450 con accensione elettronica Ducati di un amico che non carica più la batteria. Dopo aver sostituito la centralina raddrizzatore senza risultati, ho smontato il carter lato frizione per andare al generatore vero e proprio. Il generatore in questione è a 6 bobine, 70 W, dal quale escono 5 fili, 2 gialli e uno rosso, che vanno al raddrizzatore, uno verde che va alla "bobina" e uno bianco. Il mio problema è che il generatore ha una bobina bruciata e io ne ho rimediato una con 3 fili, 2 gialli e uno rosso, che suppongo sia di un 450 con accensione a puntine. Sono intercambiabili, o posso modificare i collegamenti interni per farlo funzionare sul motore in questione? Non riesco a trovare lo schema di collegamento delle sei bobine nella versione con 5 fili. Mi potete aiutare?
Nicola Marchetti

Risponde Lauro Micozzi
La tua moto è un modello elettronico al quale hai messo un generatore con 6 bobine uguali con 3 fili in uscita, anziché 5 bobine che generano corrente per la batteria più una che manda corrente alla candela (i generatori non sono intercambiabili). Per rimettere in funzione il tutto, o ritrovi il generatore originale elettronico (con 5 bobine più una per la candela), oppure tieni quello che hai a puntine, sostituendo la bobina esterna e il piattello con le puntine, visto che il generatore ce l’hai. Questa è la soluzione migliore e anche la più economica. Ti voglio confidare una cosa, i primi tempi che andavo in Scrambler mi succedeva spesso che dopo un breve periodo che la moto era ferma (2 o 3 settimane circa), quando andavo per partire mancava sempre la corrente, in quanto la batteria da 6 Volt si scaricava troppo presto. Così un giorno, con il mio amico Vincenzo, esperto elettrauto, decidemmo di provare una batteria da 12 V con relativo regolatore di tensione, bobina e lampade, che per il motore a puntine possono essere anche da 45 W. Da quel giorno di circa 10 anni fa, vado in moto quando voglio senza arrabbiarmi e tutti gli Scrambler da me restaurati vanno a 12 V con il piacere dei loro proprietari.
P.S. se non riesci a sistemare la moto fammi sapere. In mezzo alle mie scartoffie dovrei avere lo schema dell’impianto elettrico. Puoi contattarmi tramite www.micozzimotostoriche.it o laurettamicozzi@virgilio.it.

Sono appena venuto in possesso di una mitica Ducati Pantah SL 500 immatricolata nel 1982 colore azzurro. Nell'accingermi a effettuare la revisione, e dovendo cambiare i pneumatici, mi sono accorto che il libretto di circolazione riporta la seguente numerazione: ant. 3.25H18 S41 post.3,50 V18 M45, misure che al giorno d’oggi non sono più reperibili sul mercato. Ho chiesto a vari gommisti e meccanici della zona, ma ho avuto versioni discordanti circa le nuove misure, dopo di che ho trovato su internet una brochures sul sito www.bevelheaven.com, nel quale è riportata la seguente numerazione: ant. 100/90 H18 (3.25H18) e post.110/90 H18 (3,50 V18). Si tratta delle misure esatte?
Biondani Massimiliano - Verona

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Massimiliano, quella delle gomme per le moto "anzianotte" è una questione annosa, che ovviamente in Italia non ha trovato ancora una giusta e definitiva soluzione. Gli pneumatici con nomenclatura in pollici sono stati ormai quasi totalmente abbandonati a favore di quelli con misura nel sistema metrico. Il problema è che non esiste una esatta corrispondenza (matematica) tra le due nomenclature. I vecchi pneumatici erano infatti con profilo non ribassato, mentre quelli da te citati lo sono, seppur leggermente. In più, normalmente, ad un 3,50'' si fa corrispondere un 100 e non un 110; non è da escludere però che la Casa abbia indicato come opzionali proprio quelle misure, a sua discrezione. In ogni caso, il nocciolo della questione è che l'unico tipo regolare è quello annotato sulla carta di circolazione, onde per cui necessiteresti del nulla-osta della Ducati all'aggiornamento della carta di circolazione per essere comunque in regola, in modo da scongiurare spiacevoli sanzioni in vista di un controllo da parte delle Forze dell'Ordine.

Sono un fedele abbonato alla vostra rivista sulla quale spero di vedere la foto della mia 851 del 1991. Sono rientrato in Italia a settembre, dopo due anni di lavoro a Parigi. Avendo poche occasioni per utilizzare la mia Ducati sul posto, ho approfittato del soggiorno per dare una rinfrescatina alla carrozzeria. L'idea era quella di attenersi strettamente all'originale, ma con l'officina Paris Nord Moto (agente Ducati) abbiamo pensato di realizzare qualcosa di diverso ed ecco i cambiamenti. Per concludere, vorrei far presente che, in Francia, non ci sono stati problemi nel reperire i particolari sostituiti (tra cui anche cuscinetti di sterzo, perni ruota, catena corona e pignone ecc.), nonostante la moto abbia 12 anni, mentre mi sembra di capire che qui da noi si trovano solo accessori di moto recenti, dopo di che… meglio rinunciare alla personalizzazione, oppure, meglio cambiare moto.
Adriano Ciani

Risponde Lorenzo Miniati
Beh, che dire caro Adriano, innanzi tutto complimenti per la tua realizzazione, davvero molto particolare. In effetti, in Italia, la serie 851-888 non ha un mercato degli accessori particolarmente ricco, costringendo i suoi proprietari a lasciare il mezzo originale o, tutt’al più, a realizzare le modifiche artigianalmente. Ciò non toglie che, nonostante siano passati più di dieci anni da quando venivano prodotti, questi modelli siano sempre molto apprezzati.

Ho da poco acquistato una 998 biposto del 2002. Un sogno finalmente realizzato, fino a quando non l'ho messa in moto! Orrore! Le mie orecchie non percepivano alcunché, perciò ho montato, d'occasione, un bel paio di Termignoni con collettori da 45/50 mm acquistati su Internet. Ora sì che si ragiona! Il sound è quello giusto, ma un dubbio mi assale: non vorrei che così “aperto” il motore subisca dei danni, poiché non ho cambiato la centralina, come tanti raccomandano. I miei amici dicono che così si "smagra" la miscela aria benzina e il motore non va bene. E' vero? Non vorrei toccare l'elettronica dato che, così come è, la moto va bene e non ho notato alcuna anomalia, eccetto qualche sporadico "starnuto" del motore quando vado in città a un filo di gas. Cosa devo fare?
Alessandro - ducalex@virgilio.it

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Alessandro, sappiamo bene come sia difficile abituarsi al mortificato suono degli scarichi originali, specie se a cavallo di una Superbike-replica. Però, abbiamo più volte ribadito su queste pagine come sia indispensabile adeguare la carburazione dopo qualsiasi modifica allo scarico o all'aspirazione. Questo per due motivi: uno prestazionale (non potrai mai sfruttare a pieno il potenziale del motore così configurato senza modifiche all'iniezione), e uno cautelativo, dato che, aumentando l'efflusso dei gas di scarico, si smagrisce conseguentemente la carburazione su tutto l'arco di erogazione. Questo è particolarmente pericoloso agli alti regimi, dove si possono avere i maggiori problemi, data l'elevata quantità di miscela elaborata. Ti consiglio, quindi, di non "tirare troppo il collo" alla tua 998, almeno finché non provvederai alla modifica supplementare. Le stesse irregolarità che lamenti nella marcia a bassa velocità sono il sintomo di una erogazione "sporcata" da picchi di miscela non nel corretto rapporto stechiometrico. Per tenere sotto controllo la situazione, butta spesso un occhio ai terminali di scarico, che devono presentare il fondello di colore non troppo chiaro, specie dopo un bel giro fuori città.

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