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LE LETTERE PERVENUTE ALLA REDAZIONE
N. 41
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Ho appena acquistato una stupenda 748 R che avrò in casa già dalla settimana prossima. La suddetta monta un kit Eprom più scarichi Termignoni. Quello che volevo sapere è se questi scarichi, seppur aperti, sono omologati e, in caso contrario, se la Termignoni produce i Db killer per poter un minimo (ahimè) attenuarne il rombo, dato che l'utilizzo della moto non sarebbe solo su pista e in strada mi sentono arrivare da mezzo Km, con conseguente alt da parte delle Forze dell'Ordine. So bene che con i Db killer gli scarichi non sarebbero comunque omologati, ma almeno è più probabile che non mi fermino, cosa, allo stato attuale, praticamente certa.
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Risponde la redazione
Gli scarichi e l’eprom montati sulla tua moto sono probabilmente quelli che Ducati stessa allegava (e allega tuttora) ai modelli della serie R, come kit “racing”. Tale kit non è omologato, ed è previsto per un utilizzo su strade chiuse al traffico (leggi pista). Al momento non sappiamo se Termignoni produce dei Db killer specifici per quel tipo di scarichi, ma in commercio ne esistono di universali facilmente adattabili a tutti i modelli (basta conoscere il diametro del foro d’uscita). Come giustamente fai notare, l’installazione dei Db killer non rende omologati i silenziatori, ma almeno fa sì che la tonalità di scarico dia decisamente meno nell’occhio, anzi, nell’orecchio!

Vorrei sapere la quotazione della mia moto dato che sui giornali non è precisata: posseggo una 748 SPS del 1997 con 16.000 Km e anche trattamento in ceramica.
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Risponde la redazione
Innanzitutto, non ci è affatto chiaro che cosa tu intenda con “trattamento in ceramica”... Ad ogni modo, per l’esemplare in tuo possesso, riferendosi naturalmente a un esemplare in perfette condizioni, si può chiedere fino a un massimo di 7.500-8.000 Euro.

Vi invio un paio di collage fatti con le foto della nuova Multistrada 620. Fin da quando provai la 1000 sulla collina torinese avevo in mente questa modifica, e se avessi avuto 12.000 Euro da spendere me la sarei già comprata e avrei tentato la trasformazione. Insomma, a star seduti sulla Multi fa un gran caldo, specie quando ti fermi: non oso immaginare il passeggero... Ho immaginato quindi di mettere gli scarichi dell'S4R, che le donano tra l'altro un bel look. Ho anche pensato, in occasione della prova, che un po' meno roba lì davanti avrebbe reso la moto decisamente più aggressiva per una guida in stile supermotard. Certo, va a scapito della protezione all'aria, ma io l'aria la voglio sentire...
Luigi Mancuso

Risponde la redazione
Caro Luigi, che dire, la tua interpretazione della Multistrada è alquanto personale, ma di fatto trasforma la tuttoterreno Ducati in una sorta di Monster con le sospensioni a corsa lunga. Insomma, secondo noi la Multi, come la chiami tu, “funziona” proprio perché si distingue dal resto del panorama motociclistico, e poi non credi che, così disposti, i collettori di scarico andrebbero a interferire con il forcellone a due bracci?

Dopo quasi un anno di frenetico lavoro (quasi sempre notturno come la tradizione del motociclista impone), vi invio le foto finali della mia special, cogliendo l'occasione per promuovere a pieni voti questo incompreso modello di Casa Ducati. A mio parere, infatti, la ST4s possiede grandi doti di adattabilità a tutti i percorsi, non rinnegando la spiccata sportività del suo propulsore. Gli interventi che sono stati effettuati sono sia di carattere estetico (tra cui spiccano i particolari in carbonio, la sostituzione del cupolino, il coprisella, il portatarga con gruppo frecce, le leve regolabili ecc), che di carattere meccanico (scarichi Sil Motor, centralina Power Commander 3 con mappatura dedicata, filtro dell'aria più aperto, modifica alla frizione, dischi freno flottanti ecc). Ringrazio Valerio, mio fidato preparatore di Meda, per la pazienza e la professionalità con cui ha eseguito le modifiche al motore (in programma c'é anche la lucidatura delle teste). Tengo a precisare che tutte le modifiche sono reversibili.
Arch. Marco Ballare

Risponde la redazione
Caro Marco, complimenti per la cura con la quale hai trasformato la tua ST4s. L’unica modifica che non ci convince del tutto è il nuovo cupolino, al quale preferiamo quello originale, ma per il resto la moto è davvero gradevole ed equilibrata. Sul fatto che questo modello non abbia riscosso il successo che probabilmente meritava hanno influito vari fattori: l’estetica non particolarmente accattivante (nonostante sia tutt’altro che una brutta moto), la sovrapposizione di prestazioni con le supersportive (che emanano da sempre un fascino superiore alle tourer) e, non per ultimo, il prezzo d’acquisto non alla portata di tutti (anche se va detto che a quest’ultimo corrisponde un’appropriata dotazione di serie).

Vorrei sostituire i silenziatori della mia ST4 con altri in titanio presenti nel catalogo Ducati Performance. Mi piacciono molto quelli alti con le protezioni in carbonio. Potrei montarli sostituendo le pedane del passeggero con quelle previste per gli scarichi alti oppure devo optare per silenziatori ovali bassi "puntandoli" più verso l'alto? E cosa dovrei fare per non rischiare di far perdere prestazioni al motore? Voglio sottolineare che la scelta è puramente estetica e non finalizzata a incrementare le prestazioni e inoltre intendo anche montare silenziatori omologati.
Franco

Risponde Stefano Bianchi
Caro Franco, per quanto riguarda la tua moto, Ducati propone nel proprio catalogo vari tipi di scarichi, ma solo con una inclinazione che può essere variata di pochi gradi se non utilizzi le borse. Nel tuo caso, però, se non porti passeggeri, potresti far fare delle apposite staffe per alzare di qualche ulteriore centimetro gli scarichi. Per quanto riguarda il rendimento, poi, usando il tipo omologato avrai un leggero incremento senza perdere l’erogazione in basso, mentre la musica e la resa in generale cambierà notevolmente, soprattutto se fai montare anche l’eprom che ti viene proposta sul catalogo stesso.

Vi propongo alcuni argomenti che mi piacerebbe venissero trattati in futuro: modelli Cagiva motorizzati Ducati (possiedo una Gran Canyon); caratteristiche tecniche della serie 851-888; regolazione delle valvole desmo; aggiornamenti sui risultati della Ducati nel campionato AMA. Inoltre, vorrei sapere perché in Italia non viene commercializzato il Monster 400 destinato al mercato giapponese. Venendosi a trovare nella fascia “oltre 125 cc - fino a 400 cc”, rispetto al 600, avrebbe il vantaggio di un’assicurazione del 40% più bassa, il che, in particolare per un neo-patentato, sarebbe un buon risparmio.
Davide Richieri

Risponde la redazione
Caro Davide, per quanto riguarda gli argomenti che vorresti venissero trattati ecco la situazione: i modelli Cagiva motorizzati Ducati sono ormai fuori produzione da diversi anni, quindi la pubblicazione di articoli a essi relativi è vincolata alla reperibilità di un esemplare in perfetto stato da poter fotografare. In ogni caso, la prova della Gran Canyon è stata pubblicata sul numero 9 del 1999. Per quanto riguarda la serie 851-888, in effetti non abbiamo mai fatto una trattazione dal punto di vista tecnico delle varie versioni, pertanto vedremo di prendere spunto dal tuo suggerimento. Sulla regolazione delle valvole, trovi invece un articolo dedicato in questo stesso numero. Sul fronte AMA, infine, ti consigliamo di iscriverti alla newsletter del nostro sito www.motoitaliane.it che aggiorna, in tempo reale, sui risultati dei vari campionati dove è attiva Ducati. Per quanto riguarda il Monster 400, infine, si parlava di un suo inserimento nel listino italiano, cosa che poi non è accaduta.

Vi invio la foto della mia piccina con la speranza di vederla pubblicata nella vostra rivista, così solo per semplice soddisfazione personale. Non è certo una special blasonata, ma qualche modifichetta c’è, visibile e non. Varie parti in carbonio (air-box, parafanghi ecc), un vestito leggero in vetroresina, pompe radiali freno anteriore e frizione , ammortizzatore di sterzo WP e molti altri particolari autocostruiti per limitare i costi e aumentare la soddisfazione a lavoro finito. Perché come sostiene il mio meccanico di fiducia, un certo Luca Galeotti delle Officine Desmoquattro di Firenze: “le motociclette a volte si fanno solo con i soldi, ma altre volte con il cuore”. Vi saluto: continuate così.
Paolo Baccani

Risponde la redazione
Caro Paolo, purtroppo l’immagine che ci hai mandato non è proprio il massimo della qualità, comunque, dalle tue parole e da quello che si intravede, si capisce che dentro alla tua moto c’è senz’altro “del buono”, così come è evidente la tua grande passione per i bicilindrici di Borgo Panigale.

Vi mando una foto che sintetizza tutta la mia passione: peccato che in questa scala non ho potuto infilarci le mie due belve (vere): una 996 pronto gara e un Monster 620 Dark. Con questa colgo l'occasione per farvi un saluto e complimentarvi con voi per il lavoro che portate avanti.
Mauro

Risponde Massimo Moretti
Caro Mauro, complimenti per la tua passione e per l’ottima qualità dei tuoi lavori. Continua così. Se avessi bisogno di consigli e suggerimenti puoi contattarmi attraverso il sito www.moromodel.it.
Ho 28 anni di cui 6 da pilota amatore e 5 da licenziato. Ho corso in Coppa Italia e in altre competizioni minori. Corro da sempre su Ducati. Nonostante gli elevati costi di manutenzione e di gestione rispetto alle concorrenti giapponesi, la gioia di cavalcare la “Ferrari” delle moto è indescrivibile. Vi scrivo per sapere se è tra i vostri progetti quello di dare spazio a noi pseudo-piloti nazionalisti che, su Ducati, Aprilia, Benelli, MV ecc. prendiamo parte alle sopra citate competizioni. Sapete, pubblicazioni cartacee o internet delle nostre piccole imprese ci aiuterebbero a tirar fuori qualche piccolo sponsor in più e a far proseguire il sogno impossibile di cui siamo i protagonisti.
Marco Pascetta #14

Risponde la redazione
Caro Marco, in effetti, a parte qualche recensione passata, risulta difficile, per una rivista come la nostra, occuparsi con periodicità dei piloti privati nei campionati, tra virgolette, “minori”. Comunque, proprio per alimentare la tua passione, vai a leggere a pagina 30 e scoprirai che mamma Ducati non si è dimenticata dei suoi piloti che corrono in pista.

Possiedo una Ducati 999S monoposto acquistata nuova il mese di marzo 2003. Sino ad ora ho percorso circa 17.000 Km, incontrando non pochi problemi. Cercherò di descriverli brevemente: luglio '03 rottura telaietto sottosella; aprile '04 sostituzione della strumentazione; giugno '04 sostituzione centralina; ottobre '04 rottura telaietto sottosella (seconda volta). Per una moto nuova, e oltretutto di un certo costo, mi aspettavo di meglio. Sono preoccupato per la continua rottura del telaietto perché ho incontrato altre persone cui è successa la stessa cosa. Per ora le varie sostituzioni sono state effettuate in garanzia, ma da marzo 2005 la garanzia scadrà. Dalla prima alla seconda sostituzione del telaietto sono trascorsi 14 mesi, quindi dubito che si possa rompere prima del termine della garanzia, ma se dovesse rompersi in seguito cosa succederà?
Mauro Camisasca

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Mauro, purtroppo non posso risponderti altro che se ci fosse la rottura successivamente al decadimento della garanzia dovresti acquistare il pezzo a tue spese. Ciò a meno che Ducati, nel frattempo, non abbia riconosciuto un problema strutturale nella progettazione o costruzione del componente. Ci sono dei precedenti in tal senso (come i forcelloni in alluminio della Super Sport) che hanno portato alla copertura extra garanzia e senza limiti di tempo di particolari riconosciuti come difettosi o soggetti a deterioramento e tali da pregiudicare la sicurezza. Probabilmente, la cosa migliore da fare sarebbe quella di contattare Ducati e informarla dell’accaduto: è possibile che il problema venga già monitorato. Per quanto riguarda gli altri componenti elettronici, ci sono stati episodi analoghi tra i primi esemplari immatricolati.

Vi comunico che non intendo rinnovare l'abbonamento alla vostra rivista. La mia passione per Ducati è stata notevolmente messa in crisi dall'acquisto di una Multistrada e dal licenziamento di Troy Bayliss. Non può più trasmettere passione una società che fa sperimentazione dei suoi nuovi prodotti coi clienti e tanto meno caccia un campione usandolo come capro espiatorio per la mancanza di competitività della Desmosedici. Questi i problemi avuti con la mia Multistrada: strumentazione sostituita 2 volte; centralina sostituita; perdita di olio dalla testa; perdita di olio dai tubi del radiatore olio; vibrazione cupolino. Non dimentichiamo, inoltre, quelli mai risolti: vibrazione in frenata, segnalazione carburante con errore del 40%.
Massimo Sala

Risponde Stefano Bianchi
Caro Massimo, proverò a rispondere nel modo più imparziale possibile. Cominciamo da Bayliss: pensa a chi veramente ha licenziato il nostro beniamino. Pensa che Ducati ha lo sponsor più importante e ambito negli sport motoristici, col potere di dettar legge proprio sulla scelta dei piloti. Pensa poi alla nazionalità del sostituto di Bayliss... Per quanto riguarda i problemi sulla tua Multistrada posso cominciare dicendo che Ducati ha inserito molte novità tecniche su questa moto, soprattutto elettroniche, quindi sono possibili alcuni problemi di gioventù (come il segnalatore benzina). Per quanto riguarda la perdita del tubo radiatore dell’olio, Ducati sta facendo una campagna di richiamo per sostituire i tubi (che non corrispondevano alle caratteristiche richieste al proprio fornitore), mentre un guasto anomalo ritengo sia la perdita d'olio dal cilindro, di cui non ho mai avuto notizie. Un altro caso cui c’è già una risposta, infine, è la vibrazione dell’avantreno, che dipende da un problema ai raccordi dell’impianto frenante. Recati pure dal tuo Store e vedrai che risolveranno tutto.

Possiedo una 749 base, nuova (modello 2004) con attualmente circa 5.300 Km. La moto va bene ma, sin dall'inizio, si è manifestato un problema che non sono riuscito a risolvere: a motore caldo, stando fermo al minimo, a volte capita che, senza preavviso, il motore si spenga. I controlli fatti hanno confermato che i valori rilevati dalla centralina sono a posto e, durante detti controlli, il motore non ha manifestato alcunché. Il contagiri indica che, al minimo, il motore gira a circa 1.100 giri (non è troppo basso?). Può esserci qualcosa a livello elettronico che non va bene e che potrebbe essere controllato? La centralina è dotata di una sorta di "memoria" dove si immagazzinano le disfunzioni per poter essere rilevate con apposite apparecchiature?
Gennari Alessandro

Sono possessore di una 749 acquistata ad aprile di questo anno, sin dall'inizio ho avuto molti problemi, tutti risolti tranne uno: la moto, spesso in città, si spegne durante la classica attesa al semaforo. Un Ducati Service non è riuscito a risolvere questo problema. Sapete dirmi da cosa può dipendere e se qualche altro vostro lettore ha avuto il mio stesso problema?
Ray77

Risponde Stefano Ferrigno
Rispondiamo brevemente a entrambi. Sono numerosi i casi di inconvenienti simili sulle 749 di ultima immatricolazione. Dando per scontato che ogni parametro della moto sia correttamente regolato (il minimo di 1.100 giri non può essere considerato troppo basso), è probabile che circoli una partita di centraline difettose sulle moto distribuite durante il 2004 (non risultano inconvenienti simili sulle precedenti 749). L’interfacciamento col sistema Mathesis dovrebbe permettere di risalire al cattivo funzionamento della stessa; in caso contrario è indispensabile la sostituzione della centralina elettronica, operazione che un centro autorizzato non avrà difficoltà a espletare.

Sono felice possessore di un Monster S4R che va veramente bene, solo che quando mi capita di accelerare e sono in terza marcia, intorno ai 3.000/3.500 giri, la moto strattona fino a quota 4.000, regime oltre il quale scatta come una furia. Per non parlare di quando vado a velocità codice in autostrada. La sesta marcia sembra che non ce la faccia a essere tirata, perché il motore gira troppo basso. Quale rimedio suggerite?
Fabrizio - Firenze

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Fabrizio, alla stregua di altri modelli Ducati, la S4R ha un rapporto di trasmissione finale piuttosto lungo, adeguato alle grossissime potenzialità del motore, un po’ meno adatto a una moto nuda. Alle andature più tranquille questo fatto può costituire un fastidio, combinandosi la lunghezza del rapporto finale con la non proverbiale fluidità del motore 996 ai bassi regimi. Se il tuo utilizzo predilige un uso più disteso, ti consiglio di montare una corona con un dente in più, che parallelamente aumenterà anche le doti di accelerazione. In ogni caso, l'incertezza intorno ai 3.500 giri è dovuta a una cattiva messa a punto dell'iniezione elettronica, in particolare del famigerato "CO", la cui regolazione interviene proprio in quell'intervallo. Una visita dal tuo meccanico potrà facilmente risolvere l'inconveniente.

Voglio congratularmi per la splendida rivista, una vera "Bibbia" per noi Ducatisti. Sarei molto grato se voleste pubblicare questa fotografia dei miei due gioielli. Il Vostro fedele abbonato.
Massimo Di Vito – Chieti

Ho deciso di scrivervi in merito alle polemiche sulla Desmosedici stradale. Sinceramente non capisco il motivo di tanto accanimento: la decisione di intraprendere tale progetto da parte di Ducati è frutto della passione che da sempre caratterizza l’azienda. Siamo i primi a desiderare che le nostre moto siano fedeli repliche dei gioielli da gara che tanto ci fanno sognare, e allora perché non capire che la Desmosedici stradale rappresenterà un premio per quella passione che ci guida nella ricerca della perfezione, del dettaglio sia tecnico che estetico? I puristi contestano il fatto che la Desmosedici sia un "quattro cilindri”, ma sappiamo benissimo che non si tratta di un “semplice” quattro cilindri e, soprattutto, che è pienamente nello spirito della Casa bolognese trasportare sulla strada le esperienze della pista! Beh, anche il Supermono stradale non sarebbe male (a quanto sembra è un sogno collettivo!).
Luca Cagnoni

Sono il presidente del Ducati Club Bari, nonché vostro abbonato, e vorrei che certi atteggiamenti venissero resi pubblici. Mercoledì 3 novembre 2004 si è tenuta a Binetto la sessione di prova della 999 MY '05. In tale occasione, uno dei miei soci, nonché mio amico, ha subìto una caduta dovuta non si sa ancora a cosa. Dopo il tardivo intervento dell'ambulanza, la persona interessata è stata portata all'ospedale, senza che nessuno degli organizzatori si preoccupasse di accompagnarlo. L'interessato ha riportato la frattura di una spalla e di una mano e ha subìto un ricovero di 4 giorni. Ora è ingessato, in attesa che i medici decidano se intervenire chirurgicamente. L'amico ha ribadito che, a tutt'oggi, nessuno dell'organizzazione si è fatto sentire in merito all'accaduto. A me dispiace per quello che è successo e soprattutto mi meraviglio che nessuno dello staff Ducati si sia preoccupato di informarsi.
Giampiero Chinnì

Risponde Annalisa Dimonte
Direttore della Community di Ducati
Caro Giampiero, un mio collaboratore e una mia collega erano presenti in circuito e posso garantirti che la loro prima preoccupazione è stata quella di sincerarsi delle condizioni del tuo amico. Un addetto alla pista li ha informati che le sue condizioni non erano critiche e che dopo il trasporto in ospedale e i successivi accertamenti, sarebbe stato dimesso senza complicazioni. Mi dispiace che la discrezione dei miei colleghi sia stata scambiata per disinteresse. Sono sicura che come presidente di club saprai spiegare al tuo amico le motivazioni di tale atteggiamento.

Invia le tue lettere a: FBA - Opinioni Desmodromiche - Via del Larione, 11a - 50126 Firenze, oppure, tramite e-mail lettere@motoitaliane.it.

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