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LE LETTERE PERVENUTE ALLA REDAZIONE
N. 45
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Possiedo una ST4s del 2001: una moto pensata per il turismo, diciamo pure esteticamente bruttina, dalla quale però, con un po’ di ingegno, è possibile trarre grande divertimento. Ho volutamente escluso la possibilità di portare il passeggero, potendo quindi alzare le marmitte, ora in titanio, che toccavano l’asfalto in piega. E' stato sostituito completamente il codone/sella, utilizzando e modificando un’unità aftermarket in fibra di vetro, nella quale è stato integrato il gruppo ottico posteriore originale, a parte le frecce. La frizione antisaltellamento STM è l'unico "regalo" che ho concesso a una moto che, in origine, non mancava certo di componentistica di prim'ordine e che comunque, oltre a portarmi per i passi dolomitici, viene utilizzata volentieri anche in pista. Il tutto è stato condito dalla pazienza di amici che mi hanno "sopportato" e consigliato, senza dimenticare l’aiuto di un mito della nostra zona, Piero Gianesin e del suo gruppo di tecnici. La moto è in continua evoluzione e, vista la voglia di correre, non è da escludere che per il prossimo anno, finalmente, non partecipi pure io alla DSW. Spero che riusciate a pubblicare almeno una delle foto che allego, giusto per accontentare le fan più pazienti e stupende che un pilota possa avere: mia moglie Lina e le mie due figlie Alessia e Arianna. Un lampeggio a tutti. Nunzio Leccese

Risponde la Redazione
Caro Nunzio, complimenti davvero per la tua moto. Sempre più spesso si vedono i proprietari della serie ST Ducati trasformare i loro mezzi in modo ancora più sportivo, segno che ogni modello partorito in quel di Borgo Panigale sente inesorabilmente il richiamo della guida in pista.


Il mio M600 è del 2000 e sono arrivato al punto che ho tante cose da cambiare tipo pneumatici, frizione, kit catena pignone/corona e volevo farmi un’idea di cosa montare per avere una moto più adatta alle strade di montagna. Per il momento ho montato degli scarichi alti Termignoni in carbonio, ma penso di aver guadagnato solo in sound. Se tolgo anche i cornetti di aspirazione mi dicono che guadagno ancora qualcosa... Per i pneumatici sono orientato sui Pirelli Diablo: è vero che sono anche un po’ più alti rispetto agli altri? Per quanto riguarda la frizione, gli amici mi sconsigliano l'antisaltellamento sulla 600 (principalmente per il costo). Per il kit catena/pignone voglio diminuire di qualche dente il pignone o forse è meglio aumentare la corona per non caricare l'asse motore? Un ultimo dubbio sul freno anteriore: conviene passare al doppio disco o è meglio potenziare il mono? Tino

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Tino, iniziamo col ripetere che ogni modifica allo scarico o all’aspirazione deve essere seguita dall’adeguamento della carburazione: nel tuo caso un kit di spilli e getti è indispensabile. La forma dei Pirelli Diablo è leggermente più appuntita rispetto ad altri prodotti concorrenti, il che regala un po’ più di agilità e velocità di discesa in piega. Sul 600 la frizione antisaltellamento si può dire sia superflua: sicuramente potresti sopperire al problema operando sul monoammortizzatore di serie (che non è proprio il massimo). Ok per il doppio disco, visto che tra l’altro sulla tua moto il disco singolo induce una certa torsione della forcella. Per la trasmissione ti sconsiglio di accorciare i rapporti finali, già molto corti per una 600.


Vi mando tanti saluti insieme alle foto di due nuove ducatiste con la mia 750S del 1990 ancora in forma. Le nuove ducatiste sono Ilenia e Giulia e già sanno cosa vogliono, ovvero una 999! Per ultimo vorrei chiedervi se avete intenzione di ristampare i primi numeri di Mondo Ducati e se sì quando? Continuate così. Biagio Vitelli

Risponde la Redazione
Caro Biagio, complimenti per le tue ducatiste, oltre che per la tua 750S. Per quanto riguarda la ristampa dei primi numeri, purtroppo non ci sono novità. Chi è interessato a qualche articolo in particolare può comunque richiedere delle fotocopie in bianco e nero al prezzo di 5 Euro per ogni argomento.


Vi scrivo per un problema sorto sulla mia 749. Di ritorno da un fantastico viaggio all’Isola di Man, dove ho percorso circa 5.200 chilometri quasi tutti in autostrada a velocità di codice senza mai effettuare brusche frenate, dopo aver effettuato una profonda pulizia del mezzo ho notato che in frenata (e solo in quel frangente) la ruota anteriore accusava un leggero saltellamento. Ho provveduto a verificare le pastiglie dei freni e i dischi, che però mi sembrano in perfetto stato. Preciso che ho provveduto a sostituire le gomme montando una 190/50 dietro e una 120/70 davanti, anche se la carta di circolazione prevede la 190/70 e la 120/65. Da cosa può dipendere questo comportamento? La moto ha 9.000 chilometri ed è stata immatricolata a gennaio 2005. Gianluca Vacca

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Gianluca, direi anzitutto che il problema, non molto chiaro invero, non può dipendere dalla misura delle gomme da te montate (tra l’altro la 190/70 non esiste...). Direi invece che può essere un problema di forcella, forse dovuto a una minore scorrevolezza insorta col tempo, visto il lungo tragitto percorso. Provvederei a una verifica dei paraolio e quindi eventualmente dell’intera forcella, le cui prestazioni sono fondamentali per il buon funzionamento della moto.


Scrivere ciò che state per leggere è per me molto triste, ma da ducatista orgoglioso quale sono è un obbligo e un dovere! Ma che succede, ragazzi? La Ducati sta affondando nella MotoGP, dopo i test invernali che facevano sperare in un 2005 ricco di soddisfazioni. Si può dare la colpa al nuovo fornitore di gomme, è vero, ma forse c’è bisogno di qualcosa di più per portare la Desmosedici al ruolo di protagonista insieme a Honda e Yamaha. Lo scorso anno, una moto stravolta rispetto a quella che, nel 2003, ci aveva fatto sognare, ha reso la vita di Capirossi e Bayliss un vero inferno sulle piste. Alla fine, poi, Troy è stato incolpevolmente buttato fuori... Dentro Carlos Checa, ma la musica non è cambiata. Nonostante la grinta che i 2 piloti stanno dimostrando, la Ducati è al quarto posto nel mondiale costruttori. Il prossimo anno su chi ricadrà la scelta dei piloti? Beh, non crederete che, tolto Valentino Rossi (snobbato dall’Ingegner Domenicali) Melandri, Biaggi o Gibernau siano disposti a lasciare la Honda per la Ducati? Rimangono i pur bravi Hopkins, Roberts, Hoffmann e Byrne... Cari miei, la scelta è obbligata, anzi le scelte: ritornare alla Michelin e avvicinare, anche attraverso la Marlboro, perché no, un certo Valentino Rossi. Forse i miei sono soltanto sogni, o peggio, deliri, però sono convinto che sia questa l’unica strada da percorrere affinché Ducati possa diventare ciò che tutto il popolo ducatista sta sognando da quel fantastico 2003. Il ruolo detenuto attualmente da Ducati in MotoGP non si addice a questo marchio straordinario, pensateci. All’Ingegner Domenicali vorrei ricordare che le vittorie e i piloti che le conseguono fanno il blasone e non il contrario: HRC e Honda insegnano! Ducati è malata, Rossi è la cura... Stefano Zoppi

Risponde la Redazione
Caro Stefano, in effetti molti appassionati del marchio Ducati sono un po’ delusi per come stanno andando le cose in MotoGP in questa stagione 2005. Di sicuro, il cambiamento sul fronte pneumatici è stato più difficile del previsto non tanto per demeriti della Bridgestone (se andiamo a vedere i tempi di Capirossi di quest’anno sono comunque migliori rispetto a quelli del 2004), ma perché Michelin ha fatto un ulteriore grande passo avanti, come hanno sottolineato tutti i piloti, Valentino Rossi in testa. Per quanto riguarda l’arrivo di quest’ultimo in Casa Ducati, sembra che il fenomeno di Tavullia non se la senta di ricominciare tutto da capo, così come fece due anni fa con la Yamaha, ma il fatto che abbia abbandonato l’idea di dedicarsi alla F1 fa ben sperare per un suo eventuale ripensamento.


Leggendo l’ultimo numero di MD ho visto a pagina 79 un articolo molto interessante. Io posseggo una 900SS del 2002 e, come tutti, la vorrei un po’ più aggressiva. Mi chiedevo se qui in Italia c’è qualcuno presso il quale ci si può rivolgere per eseguire dei lavori analoghi a quelli dell’articolo. Inoltre mi chiedevo se gli scarichi per il Monster S2R possono essere adattati alla mia moto (o se, eventualmente, ne conoscete qualcuno da indicarmi). Altra domanda: un trapianto di motore con quello di una ST2 è fattibile? A me hanno detto che non entra nel telaio per colpa del cilindro posteriore. Ho trovato una persona che vende la strumentazione del Multistrada: posso montarla sulla mia moto? Ultima domanda: se passo i semi manubri sotto la piastra di sterzo superiore comprometto la stabilità della moto? Danilo - Roma

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Danilo, come spesso rispondo, nulla è impossibile, la questione è verificare l’effettiva convenienza di una certa modifica. Forse il montaggio di due scarichi a passaggio alto è l’operazione più semplice sulla tua moto: in ogni caso sarebbe certamente più economico rivolgersi a qualche artigiano per crearne di nuovi piuttosto che adattarne due del Monster S2R. Il motore della ST2 ha gli stessi ingombri del 900: il problema sono tutti gli organi accessori, come il radiatore e le tubazioni del liquido di raffreddamento, di non facile sistemazione su una moto snella come la Super Sport. Infine la strumentazione: la MTS è equipaggiata con un moderno impianto elettrico di tipo CAN, non compatibile con quello montato sulla tua moto. Molto meglio acquistare una delle tante strumentazioni aftermarket proposte sul mercato.

Scrivo in merito alla lettera del Sig. Piero che era indeciso sulle gomme da montare sulla sua Multistrada. Sicuramente le Dragon Super Corsa saranno fenomenali, però 2.000 Km sono un po’ pochini se penso che devi tirar fuori almeno 300 Euro per montare un treno di gomme. Io sulla mia Multistrada ho appena montato le Pirelli Diablo e posso dire che rispetto alle originali ho notato la differenza fin dalle prime curve. Emiliano

Risponde Gian Maria Liverani
Caro Emiliano, rispondo solo per precisare una cosa. Forse mi sono espresso male quando dicevo, rispondendo al Sig. Piero, che con le Dragon Super Corsa sono riuscito a percorrere solo 2.000 Km. Intendevo dire che fino a quel momento non avevo avuto occasione di andare oltre quella soglia e non che le gomme erano già finite dopo tale percorrenza. In ogni caso confermo che anche le Pirelli Diablo (sia in versione Corsa che standard) rappresentano un ottimo prodotto per l’utilizzo stradale sportivo.

Vi scrivo questa lettera per segnalare un difetto della mia moto che potrebbe interessare altri compagni motociclisti. Possiedo un Monster S4 del 2003 che, sfortunatamente, mi ha lasciato a piedi a soli 13.950 Km, a poco più 2 anni di vita. Risultato: rottura di un perno di sostegno del tendi cinghia che regola la distribuzione. Una banale vite, ma di vitale importanza, perché se si rompe crea disastri. Il mio meccanico, il buon Gianluca di Cornedo Vicentino, con oltre 20 anni di esperienza sulle Ducati, mi ha detto: “Mai visto una cosa simile. Fortuna che la cinghia ha tenuto ed è rimasta in sede, altrimenti se saltava un dente e andavano fuori fase le valvole spaccavi tutto.” Il che significa 4.000-5.000 Euro di danni, che a casa mia sono tanti. Ciò che mi brucia è il fatto che potevo spaccare tutto per una banalità. Queste sono rotture che possono interessare moto con oltre 50.000 Km e con manutenzione irregolare. Ma una moto con 14.000 Km di 26 mesi, ragazzi: è nuova! E’ evidente che la rottura è di tipo a fatica, causata dalla presenza di una cricca all’inizio della filettatura del perno. Basta osservare la sezione del pezzo rotto. Le cause possono essere: acciaio con eccessiva tempra, e pertanto troppo fragile; un difetto della filettatura del perno; il fissaggio errato del perno stesso in fase di assemblaggio; un controllo di qualità approssimativo. Per concludere: posso fidarmi in futuro della mia moto? Mi rivolgo all’ufficio tecnico per invitarlo a fare un’analisi per essere sicuri che altri clienti non abbiano lo stesso problema, perché è poco ma sicuro che la rottura che ha subìto la mia moto sia dovuta a un difetto di produzione. La qualità e l'affidabilità sono aspetti importanti. Spero inoltre di avere nei prossimi giorni buone notizie dal mio meccanico, visto che la moto resta ferma qualche giorno; il blocco motore va sotto “i ferri” per cercar di togliere il pezzo di vite rimasto bloccato nella sua sede. Mi spiace dirlo, ma sono veramente perplesso dalla scarsa qualità Ducati. Dagli eventi dei prossimi giorni vedrò se rimarrò ducatista o meno, perché gradirei che il lavoro mi fosse risarcito completamente. Dovrebbe essere un diritto dei consumatori in casi simili. Al momento, pur avendo evidenziato il mio problema al Ducati Service di zona, non ho ricevuto alcuna risposta. So per certo che, pur essendo fuori garanzia per 1 o 2 mesi, potevo farmi veramente male. Nella vita faccio sospensioni per camion… Se dovessero durare 14.000 Km avrei la fila di camionisti fuori dalla fabbrica incazzatissimi, e se si verificano anomalie corriamo in ufficio… Sono deluso. Grazie per l’attenzione. Ing. U. Retis

Risponde la Redazione
In merito alla lettera dell’Ing. Retis, abbiamo contattato direttamente Ducati Motor Holding, la quale ci ha informati che, nel frattempo, il caso dell’Ing. Retis è già stato risolto con soddisfazione da parte del cliente
.

Sono possessore di una 998 biposto. Recentemente, concluso un turno di prove libere, mi sono accorto di un’abbondante fuoriuscita di olio proveniente dalla zona del pignone. Portata la moto dal meccanico, questo mi dice inizialmente che era fuoriuscito il paraolio del pignone. Poi, da un esame più approfondito, dice che la causa (a suo dire insolita) è dovuta alla rottura del cuscinetto del pignone, con conseguente disallineamento. Il danno di per sé non è grave, ma purtroppo va aperto il motore e per fare questo mi viene chiesta la modica cifra di 1.200 Euro. Vi pongo due domande: avete notizie riguardo a un eventuale difetto di questo genere sul modello in questione? Come vi sembra il preventivo che mi hanno fatto? Fabrizio

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Fabrizio, diciamo anzitutto che la cifra richiesta mi pare un pochino troppo elevata, considerando che non occorre smontare completamente il motore per effettuare questo intervento. Quella spesa sarebbe giustificata, ad esempio, nel caso di una completa revisione del propulsore, con lo smontaggio dei manovellismi. Il difetto non è frequente, ma può dipendere da un non corretto allineamento della catena, oppure dall’eccessivo tensionamento della stessa.

Volevo porre all'attenzione di tutto il popolo ducatista barese e della provincia limitrofa la nascita del nuovo Ducati Service di Gioia del Colle per mano della ditta Fiorente Moto. La presente è per sottolineare la disponibilità del capo officina Franco nonché la sua capacità e conoscenza tecnica, che ho avuto modo di appurare personalmente sulle mie moto. Finalmente la provincia di Bari si arricchisce di un bravo e meritevole tecnico Ducati. Ringrazio inoltre il Dott. Fiorente della concessionaria Ducati di Gioia del Colle per aver messo a disposizione del popolo ducatista della zona di Bari una persona qualificata, seria e competente, nonché umana e appassionata come lui. Giampiero Chinni - Presidente Ducati Club Bari

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