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LE LETTERE PERVENUTE ALLA REDAZIONE
N. 46
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Ho riscontrato una perdita di olio della frizione dal carterino posto sul motore della mia 996 biposto del 2002, dove termina il tubicino che porta alla leva. Mi sono rivolto a due Ducati Service, entrambi mi hanno riferito che bisogna sostituire tutto il carterino, poiché la Ducati non fornisce le guarnizioni. Tuttavia, ho notato che sul libretto di uso e manutenzione Ducati evidenzia lo smontaggio di questa guarnizione. Vi chiedo gentilmente se voi ne sapete qualcosa e se potete aiutarmi circa la sostituzione (sempre che sia una cosa che posso fare io personalmente), o a chi posso eventualmente rivolgermi.
Domenico

Risponde Stefano Bianchi
Caro Domenico, innanzi tutto dovrei capire se il pistoncino (che tu chiami carterino) è del modello smontabile, oppure si tratta di quelli di ultima generazione, chiusi, e quindi da sostituire per intero. Nel primo caso, si può far uscire il pistoncino dall’interno, e quindi si può sostituire anche semplicemente la guarnizione del suddetto, fornita regolarmente dalla rete Ducati. Nel secondo, il pistoncino risulta chiuso da un tappo svitabile con una grossa chiave torks (chiave francese tipo brugola a più punte), per cui secondo Ducati non ci sono ricambi separati se non il pistoncino completo. Puoi comunque provare a smontarlo e cercare in commercio la guarnizione da sostituire presso ricambisti di auto e moto, oppure in negozi di forniture industriali. In ogni caso, se sul libretto di istruzioni vedi le parti staccate del pistoncino, vuol dire che hai un libretto del pistoncino vecchia serie. Per eseguire l’operazione puoi fare sicuramente da solo, basta che tu sappia eseguire correttamente lo spurgo del circuito idraulico.


Dal 2002 sono in possesso di una Superlight 1992. Volendola utilizzare nelle vacanze estive, mi sono recato presso un'officina autorizzata per effettuarne la revisione formale. Con grande disappunto, però, mi sono accorto che i codici di modello e omologazione sul telaio e sul libretto presentano delle incongruenze. All'officina revisioni mi hanno detto che il libretto deve essere coerente con il cannotto di sterzo (e non con la piastrina di cui vi mando una foto) e che la moto non risulta in regola. Il meccanico dove ho comprato la moto sostiene che Ducati costruiva un telaio unico per SS e SL e poi modificava il codice del modello e l'omologazione per la SL, applicando detta targhetta. E’ verosimile la spiegazione datami dal meccanico o è più probabile che si sia trattato di un caso unico (o raro) in cui è stato usato un telaio SS per allestire una SL?
Davide Simoventi

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Davide, la Ducati Superlight nasceva come modifica della Super Sport, dalla quale si differenziava per pochi tratti, in particolare per la presenza di scarichi alti e codone monoposto (e dunque veniva omologata per il solo pilota). È evidente che, per realizzare la 900 SL, Ducati usasse dei telai prelevati direttamente dalla linea SS, ed è quindi assai probabile che (cosa frequente in quel periodo) ci sia stato un errore in fabbrica. La tua motocicletta avrebbe dovuto riportare da libretto le stesse sigle punzonate sul cannotto di sterzo (quelle della serie SS) più l’eventuale sigla aggiuntiva dell’estensione di omologazione. Questa pratica non è rara quando si hanno dei modelli derivati da altri: nelle fiches di omologazione disponibili presso la Motorizzazione (quelle della SS) nelle ultime pagine, dopo la descrizione tecnica degli impianti e delle geometrie, troverai una aggiunta con riportato in fac-simile il telaio punzonato sulla tua moto e le relative variazioni (scarico e monoposto). La confusione è stata ingenerata dalla famosa targhetta rivettata recante la sigla SC3, che si riferiva alla serie Superlight, ma non all’effettiva denominazione del telaio. La risoluzione del problema dovrebbe arrivare dall’emissione da parte della Casa di un documento comprovante l’errore e l'effettiva denominazione della moto, con successiva visita presso la Motorizzazione ed emissione di un nuovo libretto.


Ho acquistato una Multistrada 15 giorni fa e, uscendo dal concessionario, la gamba sinistra dei pantaloni mi si é agganciata alla valvola di "spurgo" dell'olio facendomi rovinare a terra, per un danno di 100 Euro e un fermo di 3 giorni. Ho pensato che l'incidente fosse stato causato dalla mia distrazione o da causa fortuita. Oggi, però, andando a lavoro, a un semaforo è capitato nuovamente! Mi chiedo come sia possibile mettere in circolazione un mezzo che può causare questo inconveniente e, comunque, possieda parti meccaniche che possano agganciarsi al vestiario anche in considerazione della mia non elevata statura (un metro e sessantanove)?
G. Spigoli

Risponde la Redazione
Caro amico, non mettiamo assolutamente in discussione la veridicità del tuo racconto, ma ti garantiamo che, da una nostra indagine, non ci risulta che un simile inconveniente sia capitato a nessun altro. Lo classificheremo pertanto come un incidente dovuto a una serie sfortunata di circostante, vedi appunto la tua particolare statura e il tipo di pantaloni usati. Altrimenti non si spiegherebbe il fatto che a nessun altro sia capitato prima. Comunque sia, cogliamo volentieri l’occasione per segnalare a Ducati tale episodio.


Possiedo una 748R del 2000. Monta corpi farfallati da 50 mm e scarichi liberi da 50 mm della Marving, ma in questa configurazione il motore tende a “impuntarsi” dai 4.500 giri fino a 6.000, dopo di che tira abbastanza bene. La moto è stata portata da un meccanico Ducati il quale, dopo aver controllato tutto, mi ha detto che mi devo abituare a questo comportamento, dal momento che la 748 R del 2000 è così. Capisco che la moto giri in alto, ma non poter dare gas in uscita di curva perché inizia a borbottare penso sia molto strano. Vorrei sapere quale intervento dovrei effettuare per eliminare questo guaio.
Lettera firmata

Risponde Stefano Ferrigno
Caro amico, la 748 R del 2000 non è così. È evidente che la moto ha qualcosa che non va; supponendo che il meccanico abbia effettuato correttamente tutte le verifiche all’alimentazione, occorre senz’altro verificare la parte elettrica ed eventualmente che la mappatura della eprom montata sia adatta alla attuale configurazione della moto. Vero è che si tratta di un modello molto prestante e quindi con erogazione appuntita, nonché suscettibile anche alle piccole difformità di carburazione. Per questo è senz’altro necessaria una revisione successiva al montaggio della nuova eprom e dell’impianto di scarico.


Da circa 3 anni possiedo un Monster 900 del 1995 di cui sono innamorato. Adesso, mi è venuta voglia di montare un monobraccio, così ho trovato, a un prezzo accettabile, il monobraccio di una 748, compreso di tutto (il bilanciere, l'asta di rinvio e l'ammortizzatore). So che devo fresare l'attacco del carter motore perché il mono della 748 ha l'attacco più piccolo, ma ha anche dei rinforzi sul telaio.
Nicola Paolini

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Nicola, come al solito l’intervento non è impossibile, ma nemmeno così immediato come potrebbe sembrare. Il motore 900 due valvole della tua moto è diverso, a livello di attacco del forcellone, rispetto ai quattro valvole ed ha i cuscinetti nel carter motore. Una soluzione è quella di modificare il basamento del propulsore, l’altra, complementare e più sicura, di lavorare il forcellone, fresandone una porzione in misura tale da permettergli di abbracciare il carter e poterci bloccare il perno, cosa che prevede evidentemente di recuperare lo spazio occupato in origine dai cuscinetti.


Negli anni che seguirono la vittoria di Hailwood del '78 all'Isola di Man, le coppie coniche rappresentavano, insieme alla distribuzione desmo, la massima espressione della tecnologia applicata ai motori dell'Ingegner Taglioni. Cosa poteva sognare, in quel periodo, chiunque desiderasse una Ducati per emulare le gesta del mitico Mike? Ma una 900 desmo a coppie coniche, magari vitaminizzata dalle sapienti mani dei signori della scuderia NCR! A distanza di 25 anni, ho pensato di riprodurre questo sogno, in scala 1:12, grazie all'utilizzo di due kit Tamiya ormai introvabili, che mia moglie Katia mi ha regalato per il mio compleanno. Ho cosi realizzato una 900 NCR per le gare di endurance, sulla quale ho dato sfogo alla mia fantasia, cercando di rimanere fedele ai canoni dell'epoca. Un ringraziamento a mia moglie, complice di una passione senza fine per le Ducati grandi... e piccole!
Alberto Martellini - martellinialberto@yahoo.it

Risponde la Redazione
Caro Alberto, ti ringraziamo per averci inviato le foto del tuo modellino. Da esso traspare infatti grandissima cura per i particolari nonché grande passione per i modelli che hanno fatto la storia della Casa bolognese. Continua così!


Ho un Monster 600 con scarichi aperti in fibra di carbonio. Qualche mese fa ho ricevuto la tessera del D.O.C. completa di toppa e adesivi. Curioso di sapere a quali vantaggi desse accesso la tessera, telefono al Numero Verde, dove una signorina mi risponde che la tessera non è altro che un mezzo di riconoscimento, che non porta a nessun vantaggio economico. Mi tornano in mente le parole dell’amministratore delegato Ducati quando disse che: “Non si diventa ducatisti con una tessera. Non si diventa ducatisti con una maglietta. Ducatisti si è nella mente e nel cuore.” Quello che voglio dire è: ducatisti state uniti, riprendiamoci la Ducati. La vita non è fatta solo di soldi, ma di amicizia e aiuto reciproco! Colgo l’occasione anche per chiedere un consiglio sulla gloriosa 916. Quanto è quotata? A cosa devo stare attento nell’acquisto di un usato? Perché non create una pagina dedicata ai fumetti desmodromici? Magari quelli proposti dai lettori stessi? Secondo voi, per la moto in questione, è meglio il giubbotto in pelle o quello in cordura? Perché il tagliando della Harley Davidson 1.200 costa 160 Euro, mentre quello del Monster 600 ne costa 345? Un saluto a tutti, continuate così.
Alessio Tricani – Catania

Risponde la Redazione e Stefano Bianchi
Caro Alessio, comprendiamo come certe tue aspettative siano state in parte deluse dopo essere entrato in possesso della tua tessera Doc. Tuttavia, come giustamente hai ricordato tu stesso, quella per Ducati è una passione e una passione spinge, talvolta, a compiere anche qualche gesto irrazionale. Se stessimo a guardare soltanto la convenienza nell’acquisto di una motocicletta, ragioneremmo come un automobilista o, peggio ancora, come uno che deve acquistare un frigorifero. Per fortuna, le moto sono diverse... Per quanto riguarda le altre domande, la valutazione della 916 può variare dai 4.000 Euro di una monoposto del ‘94 tenuta così così, ai 12.000/13.000 Euro di una versione SP o SPS con molti accessori. Il quesito che ci poni sul giubbotto vede il capo in pelle più sicuro in assoluto ma meno versatile, mentre la cordura ha il vantaggio di essere meno impegnativa da indossare, meno costosa e più resistente agli agenti atmosferici. Non sappiamo cosa comprenda il tagliando di una Harley-Davidson, ma quello del Monster 600, oltre al cambio olio, filtro olio e filtro benzina, prevede la registrazione di tutta la bulloneria, della tensione delle cinghie, della tensione catena, la registrazione della carburazione con verifica dei gas di scarico, più altri controlli che portano a circa 3 ore di mano d’opera. Basta tirare le somme per arrivare al totale. Grazie, infine, per l’idea sulla pagina dedicata ai fumetti, vedremo di tenerne conto.

Sono uno di quelli che, quando vide per la prima volta la Cagiva Freccia C12, gli piacque perché era identica alla Ducati Paso. Sentivo tuonare gli scarichi delle varie 851/888 e, affascinato, mi fermavo a osservare quei tori rossi fermi carichi di passione, che al posto del faro anteriore avevano un televisore 14 pollici. Poi, mi sono trovato davanti prima alla 916 e poi al Monster. Che spettacolo! Ora vado a giro orgoglioso della Ducati che possiedo, tuttavia, quanto trovo per strada i nuovi modelli, mi viene da dire: ma che cosa è successo? Mi riferisco alle Multistrada, 999 e 749, per non parlare della serie Sport Classic. Mi sono davvero sentito tradito: come è possibile che siano così strane, piene di fronzoli estetici inconcepibili? Non me ne vogliano i possessori dei nuovi Ducatoni, anzi aiutatemi e convincetemi a cambiare idea, vi supplico.
Paolo

Sono preoccupato perché di novità Ducati non si parla e da quanto si capisce leggendo e sfogliando in giro, tra Parigi e Milano non dobbiamo aspettarci niente in quanto a novità. Di un nuovo Monster non si parla, di Super Sport nemmeno, la Superbike è un categoria un po’ di nicchia per i prezzi che ha e va bene, la serie Sport Touring mi spiace dirlo, andrà bene, ma non attrae proprio per niente e la Multistrada potrebbe anche piacere, ma trovo che a 13.500 euro forse si è un po’ fuori prezzo. Oltretutto, si dice che la proprietà dovrebbe cambiare, con tutte le incognite che ne seguono. Leggo che nel periodo gennaio-luglio 2004 e lo stesso del 2005 la differenza in negativo è di 1.655 moto su un totale di circa 8.000. Per concludere con la serie Sport Classic, che trovo bella, ma nostalgica e di nicchia, sulla quale non ci si può basare per fare dei numeri seri perché sono moto da amatori e collezionisti. Non sono pessimista di natura, ma non vedo un futuro roseo per le nostre ben amate "Rosse".
Edoardo Macchiarulo - Torino

Risponde la Redazione
Cari Paolo ed Edoardo, l’intervista pubblicata sull’ultimo numero (che probabilmente non avevate ancora letto quando avete scritto le vostre lettere) è, almeno in parte, la risposta alle vostre preoccupazioni. Claudio Domenicali è stato da poco eletto nuovo responsabile dello sviluppo dei prodotti Ducati e, conoscendo le capacità e la determinazione del personaggio, gli effetti si faranno ben presto sentire. Non sappiamo al momento se, oltre alle Sport Classic e al Monster S2R 1000, ci saranno altre novità, ma è certo che a Borgo Panigale si sta lavorando al rinnovamento della gamma.


Possiedo una Paso 906 del 1989 e mi si è bruciata la pompa elettrica della benzina. Ducati dice che il pezzo è esaurito, ma mi ha comunque inviato una pompa pneumatica del Monster 900, affermando che avrebbe funzionato. Il mio meccanico l'ha montata, ma ho continui problemi di alimentazione. Spesso non passa abbastanza benzina e la moto si spegne. Abbiamo provveduto a fare tutti i controlli del caso, ma il problema è rimasto. Potreste dirmi come posso fare per trovare una pompa originale o, al limite, simile, che garantisca un funzionamento regolare?
Moreno

Risponde Stefano Bianchi
Caro Moreno, posso consigliarti di prendere la tua vecchia pompa elettrica e recarti presso un centro assistenza Weber Marelli, oppure Bosch, dove puoi trovare qualcosa di adattabile per il tuo caso, poiché la maggior parte dei ricambi riguardanti l’alimentazione e l’iniezione delle Ducati degli anni ‘80 e inizio anni ‘90 è di derivazione automobilistica.


Ieri, dopo aver scaldato il motore della mia 998 del 2003, mentre stavo partendo da fermo, mi si è troncata di netto la catena di trasmissione! La moto l'ho comprata da un privato lo scorso mese e purtroppo la garanzia è scaduta da poco. C'e da dire, però, che la moto ha solo 4.000 Km, tutti tagliandati dalle officine Ducati. La catena si è rotta proprio nel punto di unione, la famosa falsamaglia. Mi domando: dopo solo 4.000 Km, può la catena di una moto di "non poco valore" sia economico che qualitativo rompersi in questo modo? Come mi posso comportare al riguardo?
Francesco Monaldi - La Spezia

Risponde Stefano Bianchi
Caro Francesco, il tuo caso è alquanto anomalo. Per prima cosa dovresti (visto che la moto è usata) stabilire se i 4.000 Km sono reali o meno e se la catena non fosse stata sostituita con una usata o di qualità inferiore a quella prescritta per la tua moto. Accertato tutto ciò, non resta che chiedere una verifica tecnica, anche tramite il tuo concessionario di fiducia, presso l’azienda produttrice della catena o presso Ducati stessa se la catena era originale. Il fatto che la catena si sia rotta in corrispondenza della falsamaglia, come dici tu, suona strano, visto che quest’ultima, detta anche maglia zoppa, non viene più impiegata sulle moto di serie da tanti anni, quindi può trattarsi della maglia di congiunzione con la forchetta, ma anche questa non è più usata sulle Ducati da tempo, quindi credo si tratti di una maglia giunto ribattuta, dove potrebbe essersi rotto un rullo, la maglia interna oppure quella esterna. Ti consiglio, in ogni caso, di far effettuare una perizia tecnica.


Leggo che la nostra eccelsa Federazione scrive, scrive, scrive... Per chi avesse dimenticato, nel lontano 1992, il "simpatico" governo Amato (che per inciso è ancora purtroppo in circolazione) mise una simpatica tassa di 5 volte superiore al bollo sulle moto. Io scrissi una raccomandata all'allora presidente Zerbi (che nel frattempo ha fatto carriera), restituendogli la mia tessera promozionale enduro e, di fatto, ho dovuto smettere di fare competizioni (perché è obbligo essere tesserati). Lui mi rispose con una mielosa lettera, restituendomi la tessera e pregandomi di restare. Sono arrivato a 44 anni, continuo ad andare in moto, la tessera, con dispiacere, l'ho buttata nel cesso e la Federazione continua a scrivere, scrivere, scrivere… Intanto, però, i motorini e le moto in genere lo prendono in saccoccia. Bisogna organizzarci tra noi motociclisti e contattare direttamente i politici che scrivono queste leggi assurde. Possibile che nelle loro famiglie, parenti, conoscenti, non abbiamo persone che usano le due ruote? E' così difficile arrivarci per parlare e spiegare che un guard rail per una moto è una ghigliottina e che un bimbetto in due sul motorino si potrebbe evitare di lasciarlo a piedi per sempre con questa nuova legge del cavolo?
Vittorio Cucurnia

Risponde la Redazione
Caro Vittorio, immaginiamo tu ti riferisca alla legge, di recente approvazione, che prevede la confisca del veicolo, solo per gli utenti delle due ruote, a chi compie certe infrazioni, come guidare senza casco, con il casco slacciato, con una mano sola o trasportando carichi privi di fissaggio adeguato. In realtà, c’è ben poco da aggiungere a quanto già scritto da moltissime altre riviste e su tutti i siti internet a tema moto. Si tratta di una legge che discrimina clamorosamente i motociclisti dagli automobilisti, senza contare l’assoluta arbitrarietà che concerne la sua applicazione (se uno stacca una mano dal manubrio per salutare un altro motociclista o per abbassare la visiera rischia di vedersi portar via la moto, che verrà poi messa all’asta). Per fortuna, sembra che le tantissime proteste sollevate abbiano avuto i loro effetto e, a quanto pare, la legge verrà presto modificata.


Vi scrivo per farvi sapere di un fantomatico raduno, organizzato dal Club Ducati Life di Bolzano. Detto Club ha organizzato una festa motociclistica, pubblicizzata anche dal giornale regionale. Arrivo tutta contenta, della serie “finalmente un raduno vicino a casa mia”, ma la sorpresa è grande. Piove, ma il fatto è che non c’è una moto. La Desmosedici di Capirossi è rimasta dentro un furgone e non c’è verso di farla scaricare. Della festa nemmeno l’ombra. Io, il mio ragazzo e altri amici ci siamo rifatti partecipando alla festa del Pompone a Pedavena. Quello sì che è un Motoclub. Una fedele ducatista.
Paola

Risponde la Redazione
Cara Paola, non siamo a conoscenza dei fatti specifici che denunci nella tua lettera, tuttavia, è il caso di ricordare che, in caso di condizioni meteo sfavorevoli, normalmente gli organizzatori si riservano il diritto di cancellare l’evento.


Vi ho già scritto in precedenza per un problema di usura avuto ai bilancieri di chiusura della mia 748S del 2002. Ho chiesto in assistenza perché questo non avviene sulle 916 e sulla 996. Un ispettore Ducati mi ha detto che dipende dalle alte temperature che raggiunge l'olio nel motore della 748 e dalla mancanza di radiatore. Non so se sia il caso di installarlo e, magari, fare un trattamento ceramico (visti i 37.000 Km) anche se Ducati lo sconsiglia, forse per gli spessori minimi nel gioco valvole. Inoltre, sul libretto di uso e manutenzione, non si parla di revisione dell'ammortizzatore posteriore e del famigerato "allineamento" catena, corona, pignone, obbligati da un'unica possibilità di regolazione di tensione dettata dall'eccentrico del monobraccio.
Carlo


Risponde Stefano Ferrigno
Caro Carlo, il problema dei bilancieri non è isolato sulle 748: se ne sono visti anche su 916, 996 e persino sulle ST4. Pare che tutto fosse riferibile a un lotto di bilancieri difettosi. Certo è che la 748 sia più soggetta a usure disastrose a causa delle maggiori temperature raggiungibili dal propulsore, che gira più in alto (il radiatore dell’olio non può che essere indicato in quest’ottica). Per il trattamento ceramico, non credo sia necessario e in effetti potrebbe creare qualche problema nella distribuzione, dove si lavora molto vicino all’interferenza. La regolazione della catena non dovrebbe mai modificare l’allineamento, garantito dalla planarità della campanatura del pignone e del mozzo corona, chiaramente anche al variare della angolazione dell’eccentrico.


Oggi ho assistito a un evento terribile: arrivo a Duino, quando mi fermo in coda, dietro a una ventina di macchine, a causa di un incidente. La scena che vedo è una di quelle che penso nessun motociclista vorrebbe mai vedere. Sento delle grida, “Papà, papà.. non morire, papà...”, un bambino con il casco in testa per terra vicino sul ciglio della strada, il padre in mezzo, con un carabiniere e altre persone che tentano di rianimarlo, a terra uno scooter grigio. Più in là, una moto completamente distrutta contro un muretto di pietra e un corpo immobile con il casco. Quanti pensieri mi sono passati per la testa. E’ mai possibile che la nostre amate moto ci facciano questo? Chi sbaglia? Noi che compriamo moto con tanti cavalli, con tante gomme, con tante sospensioni? Siamo in grado di gestire tanta roba? E’ possibile che nel nostro Motoclub, il Pino Medeot di Gorizia, con 170 soci, non è mai morto nessuno dal 1950 a oggi? Sono anni che chiediamo un impianto che permetta ai ragazzi della nostra zona di poter correre in sicurezza, ma la pubblica amministrazione non muove un dito. Sarebbe bello poter fare qualcosa. Aiutateci: www.motoclubpinomedeot.it.
 

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