LE
LETTERE PERVENUTE ALLA REDAZIONE
N. 48
(per ricercare un argomento premere Ctrl+F)
Mi scuso in anticipo per la non-attualità
dell'argomento. Possiedo da poco un ST2, acquistata nuova da un amico
nel 1998. Questa moto ha percorso 15.000 Km in due anni, poi è stata
messa in garage. Da 6 mesi, ossia da quando l’ho comprata, ha ripreso a
circolare. La moto va complessivamente bene, ma due problemi mi
affliggono. Il primo è un occasionale black-out del freno posteriore. A
volte, la pinza tende a rimanere serrata e, dopo questo fenomeno, la
pompa si svuota. Non sono ancora riuscito a capire con precisione la
"regola" di questo inconveniente, che capita più o meno in occasioni
molto diverse. Il secondo problema è la carica della batteria. Premetto
che la moto ha subìto nel '99 la sostituzione del generatore in
garanzia, come molte sue sorelle. La batteria, nuova, si scarica mentre
cammino e finché non la ricarico a casa, non si carica più. Neanche se
procedo a luci spente. Inoltre, a conferma di problemi elettrici, il
contagiri a volte "sfarfalla" leggermente tra i 4 e i 6.000 giri, dopo
un'oretta di marcia il clacson non suona più e la moto perde colpi. Ho
contattato vari meccanici, ma ho l'impressione che nessuno abbia memoria
di questi difetti e che si tratti più che altro di avviare una sessione
di esperimenti. Avete qualche idea in proposito?
Cristiano Grilli
Risponde Stefano Bianchi
Caro Cristiano, il tuo primo problema riguarda sicuramente l'olio, che
ormai ha perso le sue caratteristiche visto che ne viene consigliata la
sostituzione ogni anno. Comunque ti posso dire di non andare oltre i due
anni al massimo, quindi se in questo periodo non è mai stato sostituito,
ti consiglio di farlo al più presto, non solo sul freno posteriore, ma
anche sull'anteriore e sulla frizione, magari con un olio di qualità
superiore a quella prescritta, facendo i vari spurghi dei circuiti.
Riguardo il tipo di olio, per la mia esperienza potrei consigliarti un
DOT 5.1 della Shell, che dopo svariate prove ritengo sicuramente uno dei
migliori, specialmente sul freno posteriore. Altri tipi di olio,
infatti, si scaldano molto prima, causando il problema che hai
riscontrato tu. Per il secondo problema posso dirti che se è stata
effettuata correttamente la modifica che riguardava la campagna di
richiamo dell'alternatore e del distanziale, che in questo caso aveva un
foro per il passaggio dell'olio che avrebbe dovuto raffreddare
l'alternatore stesso, e se il fusibile posto a lato della batteria e il
cablaggio proveniente dall'alternatore sono intatti, il problema viene
sicuramente dal regolatore di tensione posto dentro alla bocchetta della
presa d'aria, dislocata sulla parte bassa del cupolino, che sicuramente
va sostituito. Per la sostituzione posso consigliarti di montare uno di
quelli di nuova generazione, fornito da Ducati in un kit di modifica per
il Monster, con tanto di cablaggi che, nel tuo caso, sono da modificare,
ma con cablaggi facilmente reperibili in commercio nei negozi di
elettronica o presso normail elettrauti. Un'altra modifica da fare per
montare tale regolatore è quella relativa ai fori di fissaggio, in
quanto hanno un interasse diverso. Tutto ciò può sembrare complicato, ma
il regolatore di cui sto parlando ha un'affidabilità molto superiore al
vecchio, oserei dire quasi totale, visto che dei nuovi non ho mai avuto
notizie di successive sostituzioni. Per quanto riguarda il
malfunzionamento del claxon e il cattivo rendimento del motore dopo un
po' di chilometri, credo sia tutto collegato al discorso fatto fino ad
ora, dal momento che la batteria, senza ricaricarsi, si esaurisce e
visto che la pompa della benzina è elettrica anche il motore ha bisogno
della batteria per alimentare la centralina e, di conseguenza, far fare
la scintilla alle candele.
Leggo, a pagina 65 del numero 47, l’inchiesta a firma di Lorenzo Miniati
dal titolo “Piloti che gente…”. Prendo spunto dall’intervista a Bruno
Spaggiari e sottolineo quanto da lui affermato, peraltro in maniera
molto soft, a proposito della nuova moto della serie Sport Classic, che
la Ducati ha dedicato a Paul Smart. Spaggiari suggeriva, infatti, di
fare un kit di adesivi per personalizzare le nuove Sport Classic, in
modo da permettere, a chi ne avesse fatto richiesta, di allestire una
Bruno Spaggiari Replica, oltre a quella di Paul Smart. Non era meglio
chiamare il nuovo modello “Ducati Imola” o “Ducati 200 Miglia”,
lasciando poi al cliente la possibilità di personalizzare la moto con il
kit e la grafica del pilota preferito, come suggeriva Spaggiari? Perché
la Ducati, che tanto sbandiera l’importanza del proprio passato per
proiettare le nuove generazioni verso il futuro, è poi la prima a
trascurare i personaggi che l’hanno resa famosa? Paul Smart era un
pilota che veniva dalla concorrenza, conquistò una vittoria alla 200
Miglia grazie a un errore di rifornimento di Spaggiari e, dopo una o due
corse, tornò a correre per la concorrenza. Spaggiari ha dedicato quasi
tutta la sua carriera alla Ducati, entusiasmando gli appassionati di
motociclismo con i successi di Alessandria e Monza e le vittorie nei
diversi campionati italiani. Dopo aver corso per MV Agusta, rinunciò in
seguito a restare nel reparto corse MV, che pure gli riservava grandi
prospettive, per tornare alla Ducati, che Spaggiari considerava una vera
e propria famiglia. Dopo 25 anni di corse, Spaggiari si è ritirato con
gattopardiana dignità, in punta di piedi, senza un minimo
riconoscimento. Altro personaggio che ha reso famosa la Ducati, senza un
adeguato riconoscimento, è l’Ingegner Fabio Taglioni: il Dottor T, che
tutto il mondo ci ha invidiato, non è ricordato in Azienda né da un
monumento, né da una semplice targa. In Inghilterra, Mick Walker ha
addirittura scritto un libro sulla carriera di Taglioni, volume che
nessuno si è premurato di far tradurre o pubblicare in italiano. E posso
ricordare ancora tanti altri protagonisti come Farné, braccio destro
dell’Ing. Taglioni, che ha dedicato alla Ducati tutta la sua carriera
sportiva e tecnica, Degli Antoni, che ha conquistato le prime vittorie
della Marianna e del Desmo, e ha perso la vita durante le prove,
Gandossi, con il suo stile irruente e travolgente. La mia lettera non
vuole essere una critica, ma un invito a riflettere per valorizzare
meglio tutti i personaggi che hanno fatto la Ducati e la sua storia.
Pasquale Spadola
Risponde la Redazione
Caro Pasquale, avendo pubblicato integralmente il contenuto
dell’intervista a Spaggiari e avendo addirittura anticipato la questione
nella prova delle Sport Classic, il nostro parere non può essere che
concorde con il tuo. Si poteva certamente gestire la faccenda in modo
diverso, lasciando la possibilità a chi acquista la moto, di
personalizzarla come meglio crede (del resto, trattandosi di una
tiratura limitata, ci sembra anche legittimo). Tuttavia, è innegabile
che l’Albo d’Oro del motociclismo attribuisca a Smart il trionfo nella
200 Miglia. E’ la dura legge delle corse.
Sono un vostro abbonato da sempre, e seguo come posso
anche le vicissitudini del vostro/nostro team corse (mitici Gian Maria,
Tedioli e tutti gli altri). Sono un felice possessore di una Ducati
SS750 del 1994, ottima moto per quanto riguarda la ciclistica, ma un po’
scarsina se parliamo di potenza pura, soprattutto una volta “prese le
misure”. Patito di special, mi diletto in piccole modifiche estetiche
alla mia desmodue, soprattutto lavorando le fibre composite, copiando e
poi modificando i pezzi originali. Ora vorrei fugare un dubbio che
riguarda la parte meccanica e cioè il perché alla mia motoretta sono
accreditati circa 64 Cv a 7.500 giri, mentre alla precedente serie F1,
con versioni speciali Santamonica, Laguna Seca ecc, sono accreditati 95
Cv a 10.000 giri (sito ufficiale Ducati). Ora mi chiedo se questi ottimi
31 Cv in più siano da accreditare solamente ai carburatori “separati”
Dell’Orto, cosa che non credo! Cos'altro c'è, altrimenti? Camme diverse,
bobine/centraline diverse? Potrebbero essere utili alla mia SS quelle
della Ducati Performance? Potrei installare delle valvole maggiorate?
Proprio non capisco: la cilindrata è uguale, corsa e alesaggio sono
uguali, da cosa può dipendere questa consistente differenza in termini
di cavalli?
Fabrizio Donadel - Francenigo (TV)
Risponde la Redazione
Caro Fabrizio, la risposta alla tua domanda è molto semplice: le potenze
di cui parli riferendoti ai modelli della serie F1 sono relative alle
versioni da gara (e per di più ai mezzi ufficiali), oggetto quindi di
una notevole serie di migliorie e accorgimenti mirati a ottenere la
massima resa indipendentemente da problematiche quali frequenza di
manutenzione, costi legati alla produzione (da cui l’impiego di
materiali costosi e di difficile reperibilità), facilità di utilizzo e
rispetto dei parametri necessari all’omologazione stradale (vedi
rumorosità, inquinamento ecc...). Per la tua moto, puoi quindi procedere
nell’elaborazione secondo le classiche procedure, tenendo presente che a
un aumento delle prestazioni corrisponde quasi sempre una diminuzione
delle doti di sfruttabilità del propulsore.
Ho una vecchia moto Ducati 125 TS del '62 e sto cercando di reperire,
senza successo, il numero della vernice celeste metallizzata originale
per riverniciarla. Avete indirizzi o suggerimenti da darmi in merito?
Ringrazio Anticipatamente.
Massimiliano Atzeni
Risponde Enrico De Nart
Il colore si chiama azzurro comb metalizzato, codice ASI Lechler 486.
Con questi riferimenti, qualsiasi bravo verniciatore può effettuare il
lavoro a regola d’arte.
Vorrei acquistare un Monster usato, ma ho dei dubbi per quanto riguarda
i blocchi del traffico nelle città. Dato che è la mia prima moto, vorrei
spendere poco e quindi comprarne una del 2001 o 2002, quindi Euro 1.
Vorrei sapere, però, se sono previsti nelle grandi città blocchi totali
per le moto Euro 1, come è avvenuto per gli Euro 0 dal 1 gennaio 2006.
Sapreste dirmi, per favore, anche il periodo di produzione del Monster
Euro 1, in quanto non vorrei prendere a mia insaputa un esemplare Euro
0. Vi ringrazio della vostra disponibilità.
Niccolò
Risponde Stefano Bianchi
Caro Niccolò, posso dirti ben poco riguardo il tuo problema, visto che
forse non ne sanno molto neanche le autorità. Alla luce dei fatti, ormai
in Italia ogni regione, ogni città, ogni comune ha una sua normativa...
Comunque, quasi sicuramente, molte città d'Italia hanno già escluso
tutti i veicoli Euro 1 dai centri abitati, perciò, quello che posso
consigliarti è di recarti presso il più vicino ufficio di Polizia
Municipale con una fotocopia del libretto della moto che intendi
acquistare, chiedendo chiarimenti sulle possibilità di circolazione di
tale veicolo. Ritengo che sia il modo migliore per ottenere delle
spiegazioni, visto che nei suddetti uffici dovrebbero essere informati
non solo sulle normative nazionali, ma anche su quelle locali.
SOS Ducati Club! Cosa si fa per creare un nuovo club alternativo a
quello ufficiale, crocevia per persone senza stimoli, che non sanno cosa
significhi "desmo", che non tifano, che poco prima parlavano della
propria jap come la migliore in assoluto e che torneranno a farlo fra un
po'. Un club tenuto da dirigenti che sfruttano la situazione per
impinguare le proprie tasche (e tanto)! Ho in mente gente comune,
motociclisti e motocicliste, anziani nostalgici, tutti motivati da una
sola unica grande passione per questa splendida moto. Questa moto che
frulla, dà problemi, non è potente, che a volte fa discutere per le
linee, ma che, proprio per questo, ha un'anima a differenza delle
giapponesi, che non attirerebbero l'attenzione neanche in un centro
commerciale accanto agli elettrodomestici. Ho conosciuto persone
invidiabili per le iniziative e l'organizzazione del proprio Vespa Club,
viceversa, nel club dove ero iscritto si parlava solo di affari. Attenti
ragazzi, attenti!
Carlo
Volevo farvi i complimenti per il vostro lavoro, chiedendovi, se
possibile, di pubblicare la foto di mio nipote Lorenzo, al suo primo
anno da ducatista. Grazie e continuate così.
Alessandro Lombardozzi
Si può amare un oggetto meccanico? Si può dividere la vita tra lui e il
resto? Si può soffrire per lui? Si può, se l'oggetto meccanico in
questione è una motocicletta. Lei ti porta e si fa portare, ti invita a
tirare fuori tutto quello che hai dentro e se ne frega se hai deciso di
ucciderti. Lei viene con te fino alla fine. Non tradisce, lei, a meno
che non sia stato tu a tradirla per primo. Basta poco, per lei: vuole
bere se ha sete, riposarsi un po' se l'hai mandata su di giri,
rinfrescarsi se è accaldata. Guai a farle mancare anche una sola di
queste attenzioni: lei tradisce. Ahimé le volte che avrei dovuto
dedicare il mio tempo a qualcos'altro! Mentre ero in sella si compivano
eventi inaspettati che solo la mia presenza avrebbe lenito. Eppure...
Troppa la voglia, troppo il bisogno... Troppa la passione. Anche ora che
la mia bambina è davanti ai miei occhi, brillante ma dismessa, io non
posso non pensare a tutto quello che mi ha dato. Mi acciglio nel
guardarla lì, muta, mi eccito al pensiero di portarla di nuovo in piega,
poi mi angoscio: il destino ha voluto ch'io barattassi l'opportunità di
vivere la mia vita sui cordoli con la necessità di non morire di dolore!
Un dolore forte, lacerante, barbaro e meschino, paragonabile appena alla
perdita di un braccio o di una gamba. Ma pur di combattere contro la
privazione di un pezzo stesso del mio cuore, beh, io posso tutto! Eccola
qui, la mia bambina: donatami dallo stesso Padre Eterno al quale l'ho
offerta insieme alle sue sorelle in cambio di una briciola d'attenzione.
Non si prega Dio, no... Non fino a che non ti senti perduto. Ho avuto
tutto! Ora persino la benevolenza del cielo che ha voluto la salute in
casa mia di nuovo. Sono felice. O almeno... Penso.
Daniele Amoroso
Invia
le tue lettere a: FBA - Opinioni Desmodromiche - Via del Larione, 11a
- 50126 Firenze, oppure, tramite e-mail lettere@motoitaliane.it.
Per
consultare l'archivio con le altre lettere pervenute alla redazione
CLICCA
QUI