LE
LETTERE PERVENUTE ALLA REDAZIONE
N.
50
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Sul numero di novembre 2005 avete
pubblicato la foto del modellino in scala 1:12 della 900 NCR realizzata
da Alberto Martellini. Voglio fare anch'io i miei complimenti ad Alberto
per la bella e particolare idea e la perfetta realizzazione. Alberto
indirettamente ha stuzzicato la mia passione di ducatista e di
modellista al tal punto da innescare una sfida per realizzare uno dei
prototipi di 900 SS. Anch'io come Alberto ringrazio mia moglie per la
collaborazione, perchè mi ha concesso di utilizzare (solo dopo Pasqua
però), il tegame di alluminio della pastiera di grano (tipico dolce
della Campania). Infatti, la carena è stata realizzata utilizzando il
cupolino originale della 900 racer e ricavando i pezzi delle pance dal
tegame di alluminio, dopo averli convenientemente sagomati e stuccati
Qualche piccolo suggerimento per chi volesse mettere in atto l'idea di
Alberto oppure la mia. Prima del montaggio, sui componenti del Kit
andrebbero fatti i seguenti interventi. Forare i dischi con una punta da
0,3 mm. Forare le piastre portadisco con punta da 2,5 o fresa. Eliminare
su entrambi gli steli della forcella le pinze freno posteriori.
Utilizzare del plasticard per costruire la parte interna delle pinze dei
freni che è mancante. Eliminare su entrambi i lati del telaio i tubi di
sostegno delle pedane posteriori. Appiattire e ridurre a mo' di piastra
il pezzo di tubo di aggancio della marmitta, la cui parte posteriore va
leggermente troncata. Forare con punta da 0,3 piastre aggancio
ammortizzatori e piastre di chiusura inferiore del telaio. Con punta da
0,3 forare leve del freno posteriore e del cambio. Con punta da 1 forare
piastre di sostegno della carenatura al telaio. Utilizzate spilli e tubo
sottile in neoprene per costruire il circuito dell'olio per il
raffreddamento. Usate carta argentata adesiva per avvolgere gli steli
degli ammortizzatori posteriori e gli astucci delle aste delle coppie
coniche. Utilizzate una corda di chitarra per la realizzazione
dell'impianto frenante. Per l'impianto elettrico utilizzare fili molto
sottili di componentistica elettronica. Utilizzate teste di spillo per
realizzare i punti di aggancio della carena e del cupolino.
Tonydesmo - 100% Puro Ducatista
Possiedo una Ducati 350 GTV del 1981, il mio problema riguarda la
candela sinistra che dura pochissimo, devo sostituirla ogni 3/4 giorni e
non riesco a capire a cosa sia dovuto. La candela non fa scintilla,
almeno in punta, mentre all'interno dell'elettrodo sembra di sì, come se
andasse in autoaccensione. Non so se sia il condensatore, le bobine o le
puntine? Datemi dei consigli su cosa possa essere, grazie.
Introcaso Pierluigi
Risponde Stefano Ferrigno
Caro Pierluigi, ovviamente la prassi in questi casi prevede il controllo
di tutto l’impianto di accensione. Visto che il problema si manifesta su
un solo cilindro, puoi effettuare un controllo incrociato, scambiando
uno alla volta i vari componenti (bobine, cablaggi etc...) tra i due
cilindri e verificando se il problema permane. Potrebbe trattarsi anche
di un guasto ai captatori: in questo caso occorrerà aprire il motore dal
lato accensione per una verifica del loro funzionamento ed eventuale
regolazione. Per effettuare un primo semplice controllo potresti provare
a sostituire le candele con altre di gradazione più calda (un numero più
basso se NGK, più alto se Champion). Potrebbe trattarsi infatti anche di
un problema di temperature dipendente dalla carburazione o dall’uso
prevalente che fai della moto.
Sono appena entrato in possesso di una bellissima 749R del 2004, dopo
anni di moto giapponesi. Vorrei montare un terminale di scarico della
Ducati Performance che ho trovato usato e che fa parte del "kit
asimmetrico". Posso farlo lasciando i tubi originali? Il codice del
terminale è 96112403b e il kit di cui fa parte è il 96436403B. Il mio
dubbio, in particolare, riguarda il tubo di scarico del cilindro
orizzontale, che potrebbe non entrare nel cono del silenziatore. Dopo
aver montato il terminale e i filtri aria Ducati Performance è
necessario far rimappare la centralina originale per ingrassare la
carburazione? Oppure basta un Power Commander? Si può rimappare una
centralina già montata su una altra moto?
Sabino
Risponde Stefano Ferrigno
Caro Sabino, ti sarai reso conto di avere acquistato un mezzo esclusivo,
che nulla ha a che vedere con i pur ottimi mezzi di grande serie della
produzione giapponese. Purtroppo le ultime Superbike Ducati offrono
qualche problema per lo scarico, data la sua particolare architettura e
la non grande offerta di sistemi alternativi sul mercato. In
particolare, per la versione R, sulla quale non sono compatibili i
sistemi concepiti per le versioni base, come quello da te citato. Ducati
per la 749R propone il kit 96443204B, costituito da silenziatore in
titanio e collettori in acciaio, centralina iniezione e filtri aria
racing. Tale complesso ben si adatta alle potenzialità del mezzo,
superiori a quelle delle versioni più semplici: ciò grazie al diametro
maggiorato dei collettori (57 mm contro 54 mm) e al collettore centrale
a geometria variabile, appositamente studiato per il forcellone
scatolato della 749R. Il kit offre inoltre il necessario per intervenire
correttamente sulla carburazione, operazione indispensabile all’atto
della modifica dell’impianto di scarico.
Possiedo una bellissima Ducati 900 Superlight del 1992 della quale sono
molto soddisfatto, anche se comincia però ad accusare qualche acciacco.
Infatti, in accelerazione fuori dalle curve, la moto perde qualche colpo
e in rilascio fuma un pochino. Consuma circa mezzo Kg di olio ogni 4.000
Km. Quando raggiungerò i 38-39.000 Km, ho programmato una rinfrescata al
motore. Dove mi consigliate di intervenire?
Ciao Nicola
Risponde Stefano Ferrigno
Caro Nicola, anzitutto complimenti per la moto: credo che ogni ducatista
vorrebbe nel suo garage quantomeno “anche” una SL900. Purtroppo, i
motori 900 di quegli anni avevano qualche lacuna di affidabilità e col
tempo avevano la tendenza a perdere progressivamente compressione e a
consumare olio. Ciò pare contraddistinguere anche la tua SL, a giudicare
dai sintomi che ci descrivi. Sicuramente, a parte le ovvie operazioni di
rito, dovrai mettere in conto alle soglie dei 40.000 km un controllo
della compressione e la sostituzione delle fasce. Mi auguro ovviamente
di no, ma è molto probabile che ciò non sia sufficiente: dovrai infatti
verificare la geometria dei cilindri che potrebbero essere ovalizzati,
come si è spesso visto su quella serie di 904 ad aria. Potrebbe essere
l’occasione per aumentare la cilindrata a 944 cc? Direi di sì,
ovviamente previa verifica di tutti i componenti meccanici del
propulsore.
Ho un problema con la centralina della mia 999 base del 2003. La
centralina funziona bene se accendo la moto con il codice ad
acceleratore manuale, invece, se la metto in moto normalmente, mi va in
blocco il motore. In Ducati non sono riusciti a risolvere il problema e
mi hanno detto che devo cambiare la centralina. C'è nessuno che sistema
le centraline?
Angelo Sartori
Risponde Gianpaolo Riva
Gentile lettore, il problema da lei lamentato è sicuramente da imputare
al dispositivo antiavviamento e in prima battuta non alla centralina
controllo motore. Con il nuovo strumento di diagnosi (DDS) è possibile
verificare i possibili guasti a questo sistema, individuando le parti
difettose. Il malfunzionamento che lei indica è molto probabilmente
dovuto al fatto che non viene recepito il codice trasmesso
dall'emettitore inserito nella impugnatura della chiave o il
trasmettitore stesso non funziona. Provi a fare l'avviamento con la
chiave di colore rosso che deve assolutamente avere in dotazione. Faccia
comunque controllare l'antiavviamento a un servizio esperto che saprà
senza dubbio individuare la causa del malfunzionamento.
Vi invio le foto della mia Supersport 900 del 1994 che ho provveduto a
ringiovanire con svariati interventi di lifting. Ho cominciato con la
sostituzione del parafango posteriore, delle cartelle copricinghie della
distribuzione e del carter frizione originali con particolari in fibra
di carbonio (il carter frizione è poi diventato in ergal rosso come i
registri della forcella, il tappo dell’olio e la viteria della carena).
Successivamente ho deciso di stravolgere la parte estetica e la scelta è
caduta su quelli che per me rappresentano i più belli esempi di design
motociclistico e cioè la carena della 916 e il codone della MV F4 (molti
storceranno il naso perché non è un pezzo originale Ducati, però Massimo
Tamburini sarà nel cuore dei ducatisti per sempre). Mentre per le altre
modifiche ho fatto da solo, per queste ho richiesto l’aiuto di alcuni
stimati specialisti del settore. Per le strutture di sostegno e per il
montaggio di carena, cupolino e codone è intervenuto Roberto Totti.
Tutto questo lavoro è stato enfatizzato dalla verniciatura della ditta
ColomboCorse. Ovviamente, non mi sono fatto mancare i terminali in
carbonio Arrow, il filtro aria della BMC e il kit per i carburatori
della Dynojet, il tutto montato e accordato da Claudio Lusuardi,
titolare del Ducati Store di Modena. Tutte queste modifiche hanno reso
una moto di dodici anni d’età un mezzo attualissimo, che cattura
tantissimi sguardi di motociclisti incuriositi da questo ibrido che tra
l’altro non è costato neanche cifre iperboliche per essere realizzato.
Spero che la mia passione trovi spazio sulle splendide pagine della
vostra rivista, vero oggetto di culto per noi ducatisti incalliti.
Luca Pozzati
Ho una Ducati 748 del 2000 e ho dovuto cambiare completamente la
frizione originale dopo 14.000 Km, in quanto sia i dischi, sia il
piattello che la campana erano completamente "mangiati"! Ho montato un
piattello in ergal fuso in un blocco unico e i dischi in alluminio per
provare ad allungargli la vita... Tuttavia, vorrei sapere se esistono
molle antiruggine o in materiali particolari, dato che le 6 originali
sono piene di ruggine e ho paura che non lavorino più bene... Grazie
mille.
Manu
Risponde Stefano Ferrigno
L’usura dei componenti della frizione è inevitabile: spesso addirittura
i dischi sono da sostituire perché i denti si rovinano prima ancora che
sia esaurito il materiale d’attrito. Certamente dipende molto da come la
moto viene adoperata... Sicuramente non lesini un trattamento “deciso”
alla frizione, dal momento che problemi simili sul 748, che non è
particolarmente dotato di coppia, difficilmente insorgono prima dei
20.000 Km. I componenti in alluminio garantiscono più leggerezza e
silenziosità, ma la resistenza meccanica di questo metallo è inferiore a
quella dell’acciaio... Le molle, qualunque esse siano, sono realizzate
in acciaio armonico, l’unico metallo che permette di avere il giusto e
duraturo comportamento elastico. Difficilmente la ruggine potrà
inficiare in maniera rilevante l’efficacia delle molle: al limite puoi
munirti di pazienza e ripulirne la superficie (e poi montare il
coperchio originale in modo da proteggerle dagli agenti atmosferici!).
Mi piacerebbe vedere pubblicata una foto del mio primo amore, una Ducati
900 del 1994, modificata dal sottoscritto con l'aiuto del mio amico
Simone. Purtroppo un automobilista che non ha rispettato una precedenza
ha distrutto tutto. Ora, mentre mi sto risistemando, sono alla ricerca
di una Ducati Superlight, quella con i cerchi scomponibili che, a mio
avviso è una delle Ducati più belle prodotte fino a oggi.
Nicola Pupulin
Ho montato il kit Ducati Performance composto da scarichi, filtro e
centralina per il mio Monster S4R del 2005. L'ho comprato usato da un
mio amico. Il problema è che la centralina è stata codificata con la
chiave rossa sulla sua moto e quindi non riconosce il codice immobilizer
della mia. Mi sono rivolto all'officina Ducati della zona, ma dicono che
la centralina è da buttare e devo comperarne una nuova a 900 Euro. Devo
rassegnarmi oppure esiste il modo di ripararla con una spesa minore?
Vanzin Christian - Treviso
Risponde Stefano Ferrigno
Caro Christian, in effetti l’intervento è fattibile, in linea teorica,
con una spesa minima, dal momento che non richiede manodopera né
materiali, ma solo la disponibilità delle attrezzature necessarie (che
però sono molto sofisticate e praticamente nessuna officina ufficiale
possiede). Il problema è allora trovare degli specialisti del settore
disposti a fare questo tipo di servizio in cambio di una spesa
ragionevole. Inoltre, tieni presente che una centralina non può essere
riprogrammata parzialmente, ma solo per quanto riguarda tutte le
informazioni in essa contenute, quindi si tratta di un'operazione
davvero complicata e che può portare via anche molto tempo.
Da appassionato di Desmodue a carburatori mi piacerebbe conoscere
l'evoluzione e le differenze dei motori 900 montati, nel corso degli
anni Novanta, sui modelli Monster, Supersport e Superlight. In
particolare, vorrei sapere se solo l'annata '93 ha visto l'impiego di
valvole particolarmente grandi e se il 900 montato sulla serie IV delle
Superlight 1995 era lo stesso che equipaggiava Monster e Supersport di
quell' anno.
Marco Lombardo
Risponde Stefano Ferrigno
Caro Marco, se pazienterai, a breve su queste stesse pagine potrai
leggere dell’evoluzione completa del grosso due valvole, nelle sue
diverse versioni. Per ora, in estrema sintesi, ti ricordo che il 904
desmodue ha visto la luce alla fine degli anni ’80 ed è stato dotato dal
principio delle cosiddette “valvole grandi”. Tutte le versioni
Supersport hanno mantenuto tale caratteristica, e solo il Monster
“base”, dal 1997, ha avuto le teste con la medesima geometria del 750,
con le famigerate “valvole piccole”. Soluzione abbandonata solo con
l’arrivo, nel nuovo millennio, delle versioni a iniezione elettronica.
Negli anni, il propulsore ha visto notevoli modifiche al sistema di
lubrificazione e raffreddamento, per risolvere le problematiche delle
prime versioni, così come variazioni nella definizione di fusioni e
organi accessori al fine di migliorarne l’affidabilità e ottimizzarne il
rendimento. Nel 1995, il motore montato sulle Monster, SL e SS era
sostanzialmente lo stesso, con un più potente alternatore rispetto al MY
94 e una diversa colorazione. L'unica differenza era nella fasatura
delle camme di aspirazione e scarico e nella taratura leggermente
diversa dei carburatori Mikuni a depressione: la versione montata sul
Monster aveva camme meno spinte, più adatte alla destinazione d’uso
della moto.
Sono il possessore di una Ducati 65 T nel classico colore rosso
amaranto. Vorrei procedere al restauro e vorrei avere da voi indicazioni
circa la vernice, dove recuperarla oppure, nel caso dovessi rivolgermi a
un carrozziere, che colori deve abbinare per riprodurre l'originale
amaranto. Dove posso trovare lo schema elettrico e altra documentazione
utile al mio restauro?
Giacomo Bonaventura
Risponde Enrico De Nart
Il colore del 65 T si chiama rosso ciliegia, codice Asi-Lechler /8278+.
Non vi sono altri colori o filetti, ma solo la scritta “Ducati 65 T”
color oro posta al centro del serbatoio. La moto è dotata di accensione
con volano magnete che eroga anche la corrente per l'illuminazione e il
segnalatore acustico. Non è prevista batteria, quindi per realizzare
l'impianto elettrico basta acquistare in qualsiasi rivendita di
motoricambi un impianto elettrico per ciclomotore standard al costo di
circa 10 Euro. Ulteriori notizie sui 65 si possono trovare
sull'interessante sito: http://xoomer.virgilio.it/siataducati/cucciolo/foto3basso.htm,
in cui è narrata tutta la storia del Cucciolo, dal 48 ai 60-65,
corredata da interessanti foto e notizie sui vari modelli prodotti.
Sono un dipendente Ducati appassionatissimo dei motori a 2 valvole e
vorrei rendere un omaggio alla mia SS 1000. Partendo dalla base
originale è stata montata una coppia di silenziatori in titanio Ducati
Performance, il volano alleggerito, la frizione antisaltellamento e l’attuatore
della frizione in ergal, così da rendere il comando più morbido. E’
stato spostato il radiatore dell’olio, montandolo al posto del fanale e
usando i tubi della Multistrada e il radiatore della ST. Così ho
abbassato le temperatura d’esercizio e ho quasi 500 grammi di olio in
più nel motore. L’impianto frenante anteriore è stato sostituito con le
pinze usate sulla 999. La carenatura originale è stata sostituita con
un'altra, tagliata nel frontale per dare aria al radiatore.
Marco Berti
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