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LE LETTERE PERVENUTE ALLA REDAZIONE
N. 51
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Vi scrivo per chiedervi una consulenza riguardante un grosso problema che mi è capitato dopo aver fatto sostituire le cinghie del mio 748. A 19.000 Km mi sono recato presso un'officina della mia città, che fino a pochi anni fa era ufficiale Ducati e della quale ho sempre avuto molta stima, dato che è sul mercato da oltre 40 anni, chiedendo una revisione completa, oltre che la sostituzione delle cinghie di distribuzione. Dopo aver speso per tali lavori la cifra di 810 Euro, la moto ha fatto solo 4.000 Km prima di fermarsi definitivamente a causa della rottura di entrambe le cinghie, con conseguenze facilmente immaginabili. A venirmi in aiuto per primi sono stati i gestori del Ducati Store ufficiale della mia città che, non appena hanno aperto i coperchi delle cinghie, sono rimasti increduli vedendo un errore nel rimontaggio dei tendicinghia eccentrici che, con tutta probabilità, hanno causato il danno. Ho avuto la conferma di quanto detto non appena abbiamo aperto i coperchi di un Monster presente in officina, che presentava gli eccentrici dei tendicinghia posti esattamente al contrario rispetto a quelli sulla mia moto. Abbiamo visto, infatti, che la distanza dei denti della cinghia tra una parte e l'altra è nettamente superiore rispetto alla mia, che invece risulta essere di pochissimi millimetri (2-3 al massimo). Probabilmente il montaggio errato dell'eccentrico ha fatto sì che la cinghia, ruotando ad elevato regime, potesse "strofinare" su se stessa fino a impuntarsi causando, oltre alla rottura delle stesse, una sfasatura di tutto il sistema di distribuzione. Ora vorrei avere un vostro parere per sapere se tutto ciò è stato causato dal montaggio errato degli eccentrici o se il danno è da imputare ad altre cause. Probabilmente verrà nominato un perito Ducati che verificherà il tutto, ma quanto "peso" può avere la sua parola per un lavoro eseguito da un'officina non più ufficiale? Allego alcune foto che ritraggono le condizioni delle cinghie e la posizione dell'eccentrico così come è stato trovato all'apertura dei coperchi.
Maurizio Bracco - Imperia

Risponde Stefano Bianchi
Caro Maurizio, premetto che, per ritirare correttamente le cinghie di tutti i quattro valvole Ducati, l'eccentrico che hai fotografato va girato verso l'alto, per far allontanare le cinghie tra loro, altrimenti, girandolo verso il basso, le cinghie si avvicinano talmente tanto che quasi si toccano. Quindi, visto che dalle foto sembra che gli eccentrici siano girati verso il basso, direi proprio che la causa della rottura è da imputarsi all'errato montaggio delle cinghie stesse. Comunque, prima che un tecnico autorizzato prenda visione del motore, ti consiglio di non toccare niente.

Sto facendo un po’ di manutenzione alla mia 900 SS del 1991 e ho deciso di controllare il gioco valvole. Premetto che sono un progettista meccanico e ho dimestichezza con questo tipo di operazioni, purtroppo non sui desmo: comunque dispongo del manuale di officina. La domanda è questa: come si fa a cambiare il registro? Bisogna estrarre, come dice il manuale, l'albero del bilanciere superiore e togliere il bilanciere stesso? Io speravo che bastasse togliere la molletta a pinza che si trova a fianco del bilanciere e spostarlo assialmente, ma poi il bilanciere va a sbattere contro la pista dell'albero a camme e non permette di accedere al piattello. Sto sbagliando qualcosa? Se così fosse, a cosa serve la molletta?
Marco Pintus-Torino

Risponde Stefano Bianchi
Caro Marco, ciò che chiedi dovrebbe essere ben specificato sul manuale, comunque cercherò di spiegartelo il più chiaramente possibile: dunque, su tutti i motori Ducati dal 1998 in poi è stato accorciato il bilanciere di apertura, compensando tale spazio da una molla, facilmente rimovibile facendo leva con un cacciavite. Una volta fatta saltare fuori la molla, è possibile spostare il bilanciare verso lo spazio riservato a quest’ultima, e quindi, con il bilanciere in tale posizione, si ha libero accesso per togliere il primo piattello (quello di apertura), mentre per togliere quello di chiusura si consiglia, innanzi tutto, di mettere il pistone in questione al punto morto superiore (per evitare che la valvola cada nella camera di scoppio) e di mettere due delle viti del coperchio valvole dentro i fori uscita dell’olio (due sul verticale e uno sull'orizzontare). Solo a questo punto, spingendo sul piattello di ritorno, si possono togliere (magari con l'aiuto di una calamita) i due semianelli di fermo per il piattello di chiusura.

Sul numero di maggio, Lady Ducati ha dedicato un bellissimo articolo a Roby Rolfo. Condivido pienamente quanto detto a proposito delle doti umane e professionali di Roberto che, ingiustamente, molto spesso vengono ignorate. Ritengo che Rolfo non abbia avuto, fino ad oggi, la giusta opportunità per mettere in mostra la sue vere potenzialità. Ammiro in questo ragazzo il professionista serio, appassionato e umile. Un segno di questa ammirazione è quello che vedete riprodotto nella foto che vi mando. Si tratta del modello in scala 1/12 della Ducati Desmosedici GP4 del Team D'Antin, con la quale Roby ha corso la stagione 2005, con i sacrifici e le frustrazioni a noi note. Dallo stesso kit di montaggio, dopo aver navigato nella photo gallery del suo sito ufficiale, ho ottenuto la riproduzione fedele della moto che Roberto ha utilizzato a Barcellona, nei Test IRTA 2005. Vorrei avere il piacere, insieme ai miei amici del Club Le Rosse Formula Model di Salerno, di regalare questa bella e unica “perla nera” a Roberto, insieme a un grosso in bocca al lupo per il futuro!
Tonydesmo

Risponde la Redazione
Caro Tony, complimenti davvero per i modelli che hai realizzato, identici in ogni dettaglio alla moto del pilota torinese. Per la tua richiesta ti consigliamo di contattare il Lady Ducati Doc, che tutti gli anni organizza una festa sul Col del Lys dove dovrebbe partecipare senz'altro anche Roberto Rolfo.
E’ strano - mi dicevo tempo fa - siamo nel ventunesimo secolo, eppure i maschi ancora strabuzzano gli occhi quando da sotto un casco integrale vedono spuntare ciocche di lunghi capelli mechati. E’ che, ancora oggi, varcata la soglia del terzo millennio, c’è da stupirsi se qualche coraggiosa fanciulla decide di “invadere” un campo (ingiustamente) costruito intorno al maschio. Siamo sempre di più. Tante che già da anni si cimentano alla guida (naked, sportive, enduro, turistiche), e altrettante che sognano di farlo. E’ soprattutto per queste ultime che abbiamo deciso, con il presidente del Ducati Club Terni, di organizzare un mini corso di guida solo per donne. Lo scenario di fondo non poteva essere migliore: il Ducati Desmo Challenge. Il rombo dei motori scesi in pista ha fatto da colonna sonora all’esperienza delle circa 35 ragazze che, tra sabato pomeriggio e domenica mattina, si sono cimentate (quasi tutte per la prima volta) alla guida delle due Ducati Monster 620 (c’era anche un 695, per le più esperte), sul tracciato appositamente approntato in un’area dedicata esclusivamente a loro, sotto l’occhio attento dei due istruttori FMI. Denominatore comune: il sorriso stampato sui volti delle ragazze, alla fine di questa esperienza… Scoprire che non è poi così difficile guidare una moto le ha fatte ricredere su tutti i dubbi e le paure che fino a quel momento le avevano scoraggiate. Qualcuna ci ha dato l’impressione di non voler scendere più, ed è questo l’effetto che speriamo abbia fatto il mini corso: che la passione di queste ragazze per la moto possa finalmente trovare sfogo. Questo è l’augurio con il quale ci siamo salutati scottati dal sole, sudati e stanchi, ma felici di aver dato il “la” alla nascita di qualche nuova centaura e, chi lo sa, magari anche di qualche futura campionessa!
Laura – Ducati Club Terni

Sono abbonato a Mondo Ducati dal 1997 e da sempre leggo le entusiasmanti avventure pistaiole del vostro grande pilota Gian Maria Liverani. Lunedì scorso sono stato ospite del mio Motoclub al DRE Ducati ad Imola e sono stato inserito nel corso Master guidato da Gian Maria. Voglio pubblicamente ringraziarlo perché è andato molto oltre il suo ruolo istituzionale di insegnante, è stato un amico e un compagno di pista, competente e bravo come pochi. Con un maestro come lui, subito dopo il primo turno di guida, era come se a Imola ci avessi girato da sempre, mai un’indecisione e mai un problema, se escludiamo un'uscita sull'erba sintetica alla variante alta, ben risolta con ritorno leggermente di traverso sull'asfalto. Alla fine, ho ridotto il mio "gap" da Gian Maria a soli 4 secondi (nel giro telerilevato). Insomma ragazzi! Bravissimo Gian Maria, Grande Ducati e arrivederci a presto!
Stefano Roli - Motoclub Pompone

Risponde Gian Maria Liverani
Caro Stefano, chi deve fare ringraziamenti sono io, per i complimenti e per la soddisfazione di averti visto guidare in pista migliorando turno dopo turno, fino ad arrivare ad essere un buon interprete del circuito di Imola. Devo essere sincero, in occasione dell'escursione sull'erba sintetica ho temuto il peggio, ma al contrario ne sei uscito con grande padronanza. Grazie ancora, spero di rivederti presto al DRE.

Sono un fortunatissimo possessore di una 888 SP4. Volevo chiedervi se è vero che questo modello non sta subendo svalutazioni, ma che al contrario si sta rivalutando di anno in anno. Per oltre 10 anni non ho mai avuto noie meccaniche di rilievo, ma adesso è subentrato un problema (credo al 90% elettrico). Quando la moto i 95°, dopo pochi chilometri perde colpi, come se l'erogazione dei due iniettori primari venisse progressivamente a mancare, fino a che il motore non muore del tutto. Sopra i 5.000 giri, quando quindi entra la seconda coppia d'iniettori, la moto riesce comunque a tirare avanti, anche se sembra "depotenziata". Una volta fermi, il motore riparte per fare 100/200 metri e ripresentare il problema. Se poi si fa raffreddare il motore, la moto riparte senza problemi. Che sia il regolatore di tensione che va e non va? Oppure sono i sensori di fase o numero di giri che subiscono alterazioni con la temperatura? I moduli di potenza? Ho controllato le uscite deche, che risultano tutte dentro i range, ma questi controlli non riesco a farli durante il malfunzionamento.
Mario Pappalardo

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Mario, indubbiamente la 888 SP4 è una moto di grande valore storico e negli anni a venire incontrerà una rivalutazione economica rilevante; perché ciò si verifichi anche sull’esemplare in tuo possesso è però indispensabile che venga mantenuta il più possibile l’originalità dell’insieme, senza eccessivi rimaneggiamenti della componentistica. Anche nel tuo caso, suggerirei il controllo dei sensori facenti capo alla centralina di iniezione: si tratta di componenti elettrici soggetti a condizioni estreme, per cui dopo tanti anni possono facilmente andare in avaria. Il regolatore di tensione provocherebbe una serie di problemi anche per tutto l’impianto elettrico, in particolare per quanto concerne la ricarica della batteria. Si potrebbe perciò escluderne il malfunzionamento, nonostante si tratti comunque di un componente dalla salute cagionevole.

Sono un appassionato di moto. Dopo 10 anni ho deciso di rifarmi una moto "come si deve". E non posso pensare ad altro che ad una Ducati. Ho trovato una 900 SS i.e. del 2002 ad un buon prezzo (penso io). 9.500 Km scarichi racing eprom rimappata. In cosa potrebbe esser consistita la rimappatura? Cosa dovrei guardare per capire se vale la pena di acquistarla? A 4.000 Euro (con gomme da sostituire) pensate sia una buona occasione? Qual è il costo dei tagliandi? Scusate per le troppe domande ma sono come un bimbo che deve decidere il giocattolo!
Giovanni

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Giovanni, purtroppo la SS i.e. è un modello che non ha incontrato il favore del pubblico, almeno non quanto avvenne per le versioni precedenti a carburatori. Per questo motivo, la valutazione di questo modello è piuttosto bassa e capita di imbattersi in modelli recenti a prezzi interessanti. Però, occorre considerare che se in un prossimo futuro si decidesse di venderla, ci si imbatterebbe nello stesso problema, ricavandone ben poco in termini di denaro. In ogni caso, dato il chilometraggio e la componentistica, il prezzo sembra equo, magari potresti contrattare qualcosa in meno visto i pneumatici da sostituire. La centralina è stata rimappata in funzione degli scarichi aperti: ciò ha permesso di ottenere le migliori prestazioni, ma occorre considerare che, in caso di ritorno a scarichi omologati (necessari, tra l'altro, per superare la revisione periodica), la carburazione risulterà ovviamente alterata, con minore rendimento del motore ed emissioni anomale. I tagliandi, se effettuati presso un’officina autorizzata, sono piuttosto cari, però garantiscono senza dubbio un controllo più accurato del mezzo. Diversamente, per la normale manutenzione (olio, filtri, regolazioni varie) la spesa del fai da te è piuttosto contenuta, trattandosi di un mezzo dalla meccanica semplice.


 
 

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