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LE LETTERE PERVENUTE ALLA REDAZIONE
N. 53
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Essendo intenzionato ad acquistare una ST2, ho molto apprezzato l'articolo apparso sul numero 51 di Mondo Ducati. A tale proposito, avendo trovato una ST2 del 2000, vi scrivo per chiedere quali sono le magagne più frequenti e i particolari da controllare in una moto di quella annata.
Gianluca Mori

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Gianluca, la ST2 è in effetti una delle moto meglio e peggio riuscite del recente corso Ducati. Lo so, è un paradosso: ma lo è anche il fatto che una moto con tante qualità intrinseche abbia sofferto negli anni di tanti problemi legati a numerose scelte discutibili, sia dal punto di vista progettuale che commerciale. Le versioni dal 2000 in poi sono certo tra le più appetibili se si vuole la certezza di schivare le problematiche tipiche dei primi modelli. L’unica grossa limitazione viene dal reparto sospensioni, in particolare la forcella, che su queste serie era di qualità inferiore. Ti posso raccomandare i soliti controlli su trasmissione, freni e sospensioni, con un occhio particolare alle perdite sia dall’attuatore frizione che dalla base del cilindro verticale: in caso queste siano notevoli è bene preventivare un intervento meccanico a breve scadenza.

Sono un felicissimo possessore di due Multistrada: la prima, una 620 Dark acquistata nuova l'anno scorso, e la seconda una 1000 acquistata quest'anno. Facendo un giro assieme con degli amici mi è stato fatto notare la forma del cupolino della 1000 e il cavalletto di sostegno. Mi hanno detto che quei particolari erano del 2004. Ho deciso di controllare la serie del telaio e con mio massimo rammarico ho constatato che era del 2004. E' possibile che un concessionario abbia tenuto in magazzino una moto per così tanto tempo? Questi particolari possono essere sostituiti in garanzia? Ricordo che il cavalletto laterale era stato un problema affrontato da Ducati con un richiamo in garanzia e anche il cupolino, che è di quelli bassi che vibrano come ossessi. Posso rivalermi in qualche modo sul concessionario? La moto che ho acquistato è una Km 0 immatricolata dal concessionario e rivendutami. Ultima domanda: le gomme, dopo quasi tre anni di fermo, sono diventate di legno?
Gian Luca Lombardi

Risponde Stefano Bianchi
Caro Gian Luca, innanzi tutto penso sia difficile per chiunque, se non per il tuo Concessionario, rispondere al primo quesito, cioè sul perché la moto sia rimasta invenduta per due anni. Sulla seconda domanda ti posso dire che il nuovo cavalletto, rispetto a quello montato sulla tua moto, ha una pianta più larga, una diversa inclinazione ed è più confortevole: ti verrà sostituito gratuitamente presentando una semplice richiesta. Invece, ciò non sarà possibile per il parabrezza, ora più protettivo e confortevole: non mi risulta però (avendo provato moto con entrambe le versioni di parabrezza) che uno vibri più dell'altro. Prova quindi a verificare il corretto serraggio della bulloneria e il corretto montaggio dei gommini antivibranti. In caso d’insuccesso potrai far presente al tuo Store il problema, il quale in caso di anomalia sarà il tuo interlocutore con la Ducati per risolvere il problema. Per finire, senza una visione diretta, è difficile risponderti sulla questione dei pneumatici: è comunque ovvio che non hai certo delle gomme da pieghe estreme: consigliati con il tuo rivenditore di fiducia che, dopo un attento esame e il controllo della data di produzione, potrà senza dubbio consigliarti sulla miglior soluzione al tuo caso.

Recentemente (luglio 2006), ho acquistato una Ducati S2R 1000, dopo aver letto varie prove su riviste (che dicevano che l'iniezione aveva migliorato il rendimento a basso regime) e dopo aver comparato i dati tecnici con altre moto, tenendo in particolare considerazione il peso e la maneggevolezza. Inoltre, volevo un mezzo Euro 3 per non inquinare e per poter circolare liberamente, in previsione delle prossime limitazioni. Ora ho percorso 2.200 Km e mi trovo con una moto che appaga il mio senso estetico e che ha una sua personalità spiccata, ma che non dà il piacere di guida che mi aspettavo. Lasciando perdere i freni spugnosi e la posizione di guida strana (ci si abitua in breve tempo), il problema è il motore, che in sesta si regolarizza solo oltre i 4000 giri (120 Km/h di tachimetro), mentre nelle marce inferiori "attacca" da circa 3000 giri. Sotto questi regimi scalcia, è sgradevole e non permette una guida "vellutata". Un meccanico Ducati dice che è colpa della carburazione magrissima per rientrare nei limiti Euro 3 e che il fenomeno sparisce se si cambia la marmitta. Tutto giusto, ma io ho comprato la moto anche perché era Euro 3, altrimenti avrei potuto indirizzare le mie scelte su altri modelli e comunque voglio essere in regola con il Codice della Strada. Siete a conoscenza del fenomeno e avete qualche consiglio da darmi?
Roberto Limena

Risponde Stefano Bianchi
Caro Roberto, il tuo problema è un po' anomalo, visto che il motore Ducati 1000 DS è uno dei più fluidi in assoluto. Fai verificare al tuo concessionario che non ci sia qualche problema di carburazione, controllando non solo il CO, ma anche l'efficienza dell'impianto di iniezione e un check up completo con il DDS (strumento di diagnosi fornito da Ducati). Sono sicuro che dopo sarai orgoglioso del tuo acquisto, anche senza la sostituzione degli scarichi: con la moto a puntino avrai modo di apprezzarla anche in configurazione di serie.

Caro Ferrigno, sono un felice possessore di una Ducati SS 750 del 2002. Ho letto con dovuta minuzia un tuo servizio, su un modello analogo, nel numero di maggio 2006. Sono innamorato della mia 2 valvole e ho seguito alla lettera i tuoi consigli su come ottimizzare il tiro del motore con delle modifiche soft: ho cambiato collettori, filtro dell’aria, del tipo lavabile a rete con scatola aperta, silenziatori Termignoni alti in carbonio (rigorosamente aperti), corona in ergal da 42 denti, e non 41, come consigliato dal mio meccanico. Un'altra cosa che non ti ho copiato è la centralina: ho infatti montato una Ducati Performance per 900 Super Sport opportunamente rimappata. Per quanto riguarda la parte tecnica, ho alleggerito il retrotreno con componentistica in carbonio (parafango, carterino frizione, sotto codone e specchietti, oltre alle pedane passeggero in ergal). Ora, però, devo completare l'opera con un bel monoposto che snellisca la parte posteriore della carrozzeria. Vorrei trovare qualcosa di diverso dal monoposto in vetroresina replicato da un componente Ducati già in commercio (quello che utilizza la sella originale). Dato che al momento del servizio non avevi fatto in tempo a terminare il suddetto componente e, visto e considerato il tuo piacevole stile, ero curioso di vedere la moto ora, ormai terminata con le sovrastrutture da te costruite, e perché no, magari prendere spunto da essa.
Marco Allegretti

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Marco, in effetti la mia 750 SS è stata uno dei lavori meglio riusciti tra tutti quelli eseguiti in questi ultimi anni. Purtroppo il mio garage è limitato e quella moto non è più con me. Per quanto riguarda il monoposto, questo è stato realizzato a partire da un coprisella standard del tipo ogivale (non quello con la parte superiore piatta a filo della sella, ma uno con un profilo molto vicino a quello della vecchia Suzuki GSX-R 750 del ’96). Con dei fogli di vetroresina preimpregnata è stato riempito il vano dove va a inserirsi la sella, mentre sempre con delle resine è stato costruito il supporto per sorreggere la struttura. La sella è stata realizzata con del neoprene non troppo soffice, rivestito di normale “Skai” nero. Nella parte alta della seduta è stato previsto un cuscino, reso asportabile da uno sportellino con uno sgancio rapido che permette di accedere al vano sottosella e quindi alla centralina regolabile. Purtroppo non dispongo di foto di questo elemento montato.

Vi scrivo per lanciare un allarme e condividere un pensiero e una passione: cioè la 999. Noto che nelle varie riviste del settore, per promuovere una nuova moto, si tende a distruggere il mito della vecchia. Infatti, la 999, che su quattro mondiali SBK disputati ne ha vinti tre, viene descritta come una moto scarsa di motore e di ciclistica, piena di difetti e brutta esteticamente. Io, usandola in pista e strada, vi posso solo dire che non è così: è molto facile, sicura e confrontandola con la gloriosa 916-998 è, a mio parere e per quello del cronometro, molto più veloce. Mi sento un po’ offeso: a sentir loro sembra che ogni proprietario della 999 non veda l'ora di venderla, o meglio, disfarsene. Per me non è così, noi ducatisti non rinneghiamo nessuna rossa. La 1098 è sicuramente bellissima, ma questo non giustifica tanto accanimento contro la 999. Cari amici, uscite allo scoperto non fatevi intimorire e siate fieri di avere una 999 nel box. Ditelo ai vostri amici che per battere le Jap in pista, la 999 basta e avanza.
Davide Bellingeri (Ancona)

Risponde la Redazione
Caro Davide, hai perfettamente ragione. In fondo, l'unico difetto della 999 è il suo design che a molti non è piaciuto, come dimostrano anche i dati di vendita degli anni passati. Per il resto, la 999 è una moto godibilissima, molto più confortevole e razionale della famiglia delle 916/996/998. A questo punto, starà a Ducati adottare una giusta politica commerciale per non far deprezzare eccessivamente la 999, anche perché, non scordiamocelo, anche nel 2007 un certo Bayliss correrà in SBK con questa moto.

Vorrei montare un forcellone monobraccio sul mio 900 Super Sport del 1999, potreste indicarmi le operazioni che devo fare, nonché l'elenco dei pezzi necessari per poter trasformare la mia compagna di viaggio? So che spesso ci si indirizza verso la fresatura del basamento, è possibile invece adattare il forcellone? Quale forcellone è più adatto al mio caso?
Lorenzo - Cervia

Risponde Stefano Ferrigno
Caro Lorenzo, anzitutto devo ricordarti che la modifica avrebbe una valenza puramente estetica, dato che il monobraccio della 916 è ben più pesante dell'elemento montato sulla tua SS. Certo, il primo garantisce maggiore comodità nello smontaggio della ruota posteriore, ma la moto è fatta per correre, non per star ferma in garage… I problemi maggiori vengono dal diverso sistema di fulcro: Il motore desmodue ha i cuscinetti all'interno del carter, che quindi vanno smontati e sostituiti con due boccole "riempitive". Un'operazione che prevede l'apertura del motore, con tutte le complicazioni del caso. Supponiamo, però, che si riesca a ottenere un buon risultato semplicemente smontando il propulsore dal telaio. Dal momento che il carter del 904 cc è più largo di quello del Desmoquattro, occorre asportare mediante fresatura precisa circa 12-14 mm per parte. Una modifica questa chiaramente irreversibile. Supponendo di essere riusciti a fare collimare tutte le parti, si passa al reparto sospensioni, dove bisognerebbe sostituire il vecchio sistema "cantilever" della SS con il leveraggio progressivo della Superbike. E' evidente che serve un supporto sul telaio, nella forma di un traversino da saldare e collocare opportunamente, su cui infulcrare il bilanciere originale della Desmoquattro, oppure un elemento realizzato ad hoc. Supponendo che si siano risolti tutti questi problemi, occorrerà verificare il corretto allineamento e tiro catena e la caratteristica della molla da installare al posto dell'originale.



 
 

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