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LE LETTERE PERVENUTE ALLA REDAZIONE
N. 55
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Faccio riferimento all’intervista al curatore del Museo Ducati, Livio Lodi, di Lorenzo Miniati pubblicata nel n° 54, perché sono l’autore della lettera pubblicata nel n° 48 della rivista, dove si faceva riferimento a Bruno Spaggiari e al fatto che Ducati abbia dedicato a Paul Smart, piuttosto che a lui, un modello della famiglia Sport Classic. Per come è stato trattato Bruno Spaggiari dalla Ducati, ora e in passato, non penso che abbia ancora molto da dare a questa azienda. Forse era meglio che Lodi commentasse l’episodio con la frase: “Ormai è andata come è andata”. Oltretutto lui paragona i tempi di Falappa con quelli di Spaggiari, non comprendendo, secondo me, ciò che veramente il campione reggiano ha fatto per la Ducati. In dieci pagine di intervista, a mio avviso, non viene riconosciuta l'importanza che personaggi come l’Ingegner Taglioni, Spaggiari e Farné hanno avuto nella storia della Ducati. Se mi permettete, poi, della Ducati 125 Barcone, vorrei aggiungere qualcosa: la Ducati Barcone venne realizzata nel 1957 in esemplare unico ed esordì nel 1958, vincendo a Monza per mano di Bruno Spaggiari. E’ vero il fatto che fu modificato il telaio e allungato il carter e, per queste modifiche, la moto diventò meno maneggevole del cinque marce e fu rifiutata dal resto della squadra. Venne invece preferita da Bruno Spaggiari, perché più adatta a impostare i curvoni veloci. C’è da aggiungere che i rapporti della quinta e sesta marcia avevano lo stesso numero di denti, ma uno sviluppo di qualche mm in più, che nei circuiti veloci, come Monza, consentiva di guadagnare circa 200 giri. Riguardo invece alla poca maneggevolezza, c’è da dire che Spaggiari, al primo giro del GP delle Nazioni, percorse il tratto tra le due curve di Lesmo fuori strada, riuscendo a non cadere. Questo motore venne cercato l’anno successivo, in occasione delle prove del GP di Hockenheim, ma non fu trovato né sul camion del Reparto Corse né al rientro in Fabbrica. Nel 1959 si corse quindi con la 5 marce e il materiale del 1958, essendo già il reparto in fase di smobilitazione, ma questa è un’altra storia.
Pasquale Spadola


Risponde Livio Lodi
Rispondo alla lettera del gentile Signor Spadola, cogliendo l’occasione per salutarlo calorosamente, avendo avuto l’occasione di incontrarlo di persona nel 2003 in Azienda. So che il signor Spadola è stato ed è tutt’ora un fervido ammiratore del buon Bruno Spaggiari e in altre occasioni mi ha fatto presente il suo grande entusiasmo; tuttavia, colgo nelle parole del Signor Spadola un certo disappunto, al quale vorrei potere rispondere senza essere frainteso.Non sono assolutamente d’accordo sul fatto che Imola 1972 debba essere commentata con un "è andata come è andata". Si sa che ogni corsa di auto e moto ha una propria storia. Tuttavia, al di là di ogni polemica, è universalmente noto che il duo Smart-Spaggiari ha stravinto il 23 aprile 1972 a Imola e sarebbe ingiusto relegare il nome di Bruno a un pilota sfortunato, perché all’ultimo giro della corsa la sua moto aveva praticamente esaurito l’ultima goccia di carburante, probabilmente a causa di un errato rifornimento. Rileggendo le righe dell’intervista, evidenzio in prima persona che Bruno è stato il primo pilota che ha conquistato un campionato con la 125 GP, fatto a tutt’oggi unico nella storia delle competizioni Ducati. E non sono nemmeno d’accordo che Ducati possa essere considerata un’azienda ingrata, almeno non la Ducati che io conosco, quella dei nostri giorni. La gestione statale della Ducati è stata estremamente parca nel riconoscere ai piloti i meriti dei successi, come dimostra il caso di Sante Ciceri, pilota del Siluro nel 1956, che venne ricompensato dalla allora dirigenza con qualche litro di olio lubrificante e una microcamera Ducati, decisamente pochino per un uomo che aveva appena conquistato 44 record mondiali di velocità… Posso concordare con Spadola che forse le vecchie maestranze Ducati (Taglioni escluso) non abbiano realmente riconosciuto i meriti di Spaggiari, e si è dovuto attendere tanto tempo perché una nuova gestione facesse conoscere anche alle nuove generazioni l’epopea delle Ducati del passato e dei suoi piloti. Bruno ha fatto tantissimo, a livello di vittorie e di sviluppi per la Ducati, come prova il rapporto di collaborazione iniziato nel 1955 e concluso nel 1974. A dimostrazione di questo basta vedere l’elenco delle sue vittorie sulle pareti del Museo Ducati. E per quanto concerne il paragone con Falappa, non è stato fatto sui tempi, ma sulle tipologie di piloti, entrambi amati da generazioni diverse, ma pur sempre amati dai propri tifosi. Per la questione sul fatto che io non abbia citato i nomi di Taglioni, Spaggiari e Farnè, beh, preferisco rispondere con i fatti. L’articolo sul Museo Ducati è pubblicato su Mondo Ducati: di fatto è come parlare in famiglia dei propri parenti, senza citarli sempre. Chissà se i magazine di Juve, Milan o Inter si ricordano sempre di citare i vari Boniperti, Sivori, Rivera o Mazzola. I nomi di Taglioni, Spaggiari e Farnè erano e sono ancora in Ducati, come dimostra la recentissima vittoria a Losail di Stoner in MotoGP. Senza quei nomi, che hanno iniziato la fiaba del Desmo, non saremmo arrivati a questi risultati. Per Farnè, e concludo questo mio chiarimento, ho da fare una precisazione. E' stato grazie a Franco, mio vicino di casa, che sono riuscito a sapere che la 125 Desmo Barcone è stata fatta in quattro esemplari e che era una moto da non farsi scappare. Quindi, chi meglio di colui che ci ha lavorato sopra per oltre 40 anni, poteva confermarmi che avevamo trovato la moto giusta?

Sono in trattative per un Monster S4 MY 03 con 9600 Km. La moto è perfetta, completamente originale. Sembra una vera occasione, considerato il prezzo (6000 Euro), ma c'è un fatto che mi sta facendo pensare ed è questo: il proprietario dice di aver fatto il tagliando dei 10.000 Km a settembre 2006 e di aver fatto solo 300 Km fino a oggi, ma mi sono accorto che manca dell'olio al motore, quello della frizione sembra essere abbastanza scuro per essere nuovo, così come quello dei freni. Da premettere che i tagliandi sono stati effettuati tutti a Borgo Panigale in Ducati. Mi chiedo: com'è possibile che a Borgo Panigale facciano i tagliandi senza cambiare l'olio o quanto meno controllarne i livelli? E’ possibile che la S4 bruci così tanto olio?
Nicola


Risponde Stefano Ferrigno
Caro Nicola, anzitutto complimenti per l’acquisto. Partiamo dal liquido frizione: è normale che assuma una colorazione scura dopo pochi Km di utilizzo, mentre quello dei freni rimane pressoché dello stesso colore tra un ricambio e l’altro. Non si può pertanto assolutamente considerare la sua colorazione nerastra come un indice della sua età. Per quanto riguarda il consumo d’olio, la prima domanda è: sei sicuro di aver verificato correttamente il livello di lubrificante nel motore? Qualora così non fosse, ti ricordo che la verifica si effettua attraverso l’oblò posto nella parte bassa del carter, con la moto in posizione perfettamente verticale (non sulla stampella laterale) e non a motore caldo, dato che occorre che tutto il lubrificante sia defluito nella coppa. Buon divertimento con il tuo nuovo Monster.

In occasione di quello che probabilmente per me sarà forse l'ultimo Ducati Desmo Challenge cui parteciperò come pilota, vorrei ringraziare mio padre Gianni per avermi trasferito la passione della moto e mio suocero Bruno per avermi supportato sempre durante le gare infondendomi forza e coraggio. Un ringraziamento particolare va a mia moglie Stefania e ai miei figli Stefano, Lisa e Federica, che hanno sempre giustificato la mia passione per le competizioni motociclistiche. Inoltre, vorrei ringraziare l'organizzazione della Ducati e tutti i partecipanti amici del Ducati Desmo Challenge per aver vissuto con loro dei momenti indimenticabili, che sicuramente faranno storia nel mondo Ducati.
Leonardo Cardoni # 63


Guido con estrema soddisfazione una Ducati 907 ie del 1992. Purtroppo, adesso si è rotto il serbatoio di espansione del liquido, che sembra non sia più disponibile presso la casa madre. Proprio qui ho letto di un altro ducatista che l'ha sostituito con quello di un'Aprilia Pegaso 650. Ma quale? Ne hanno fatte 7 serie, come mi ha detto il ricambista! Nel forum Internet di riferimento (ducatipaso.org) ho letto che qualcuno avrebbe risolto con una saldatura su plastica. Io non avevo mai sentito prima nulla del genere.
Francesco Quaranta


Risponde Stefano Ferrigno
Caro Francesco, senz’altro la soluzione migliore è andare dal ricambista e sceglierne uno che possa andare bene come foggia e dimensioni; potresti addirittura trovarne uno più adatto di quello della Pegaso. In ogni caso, la saldatura della plastica è una cosa possibile e nemmeno tanto difficile da realizzare: potresti rivolgerti a un buon carrozziere, in quanto oggi è pratica comune sistemare in questa maniera le carenature delle moto e i paraurti delle automobili nel caso di danni di entità molto lieve.

Vi chiedo un consiglio su una modifica che vorrei fare sulla mia SS 800. Ho intenzione di sostituire lo scarico e i collettori e vorrei sapere se è il caso di modificare il diametro di questi ultimi per ottimizzare le prestazioni del motore, considerando che cambierò sia il filtro che la centralina.
Filippo Palla


Risponde Stefano Ferrigno
Caro Filippo, il motore 800 si può definire come ottimamente riuscito; il suo rendimento è superiore a quello dei vecchi 900 a carburatori e la fluidodinamica è stata ottimizzata rispetto ai predecessori. Sinceramente non andrei a stravolgerne il funzionamento con dei collettori di dimensioni troppo grosse; anzi, volendo procedere verso un aumento delle prestazioni, probabilmente considererei la sostituzione dei soli terminali e il successivo e conseguente adeguamento dell’alimentazione con rimappatura dell’iniezione e filtro permeabile, come è già tua intenzione.

Sono in procinto di restaurare un Desmo 350. Volevo conoscere il codice della vernice originale giallo arancio oppure la formula per farla uguale.
Luca


Risponde la Redazione
Caro Luca, se tu ci avessi fornito anche l'anno di costruzione della moto sarebbe stato più facile risalire al colore. Ad ogni modo, il 350 Desmo del 1973-74 aveva un giallo cosiddetto cromato, che corrisponde a un codice \\483+, altrimenti altri modelli Ducati della stessa epoca e cilindrata erano verniciati con il giallo ocra (codice \8146) o con l'arancio (codice \8135). Ti sarà senz'altro di facile verifica vedere quale sia il colore che corrisponde alla tua moto.

Ho una SS 1000 DS dura a partire. Il concessionario mi ha sostituito la ruota libera e il parzializzatore farfalla, ma il problema si è solo attenuato. Un giorno, tentando l'avviamento, ho sentito il motorino girare a vuoto, senza però trascinarsi dietro il motore. Da notare che prima di questo evento, facendo "ponte" con la batteria di un'auto, la moto partiva abbastanza bene. Ne ho dedotto che la ruota libera slittava; tuttavia, grazie alla notevole potenza della batteria, partiva lo stesso, fino al giorno in cui si è estinta definitivamente. E' possibile un intervento fai da te? Quali parti della moto occorre smontare?
Ettore


Risponde Stefano Ferrigno
Caro Ettore, nel tuo caso direi che non si tratta di “slittamento” della ruota libera. Quest’ultimo problema, tutt’altro che infrequente, si verifica accompagnato da un rumore terribile, dovuto agli urti e agli strisciamenti tra i profili coniugati del cosiddetto “cuscinetto” della ruota libera e la pista ricavata sul gruppo del volano. Da quanto dici, mi sembra di capire che la tua ruota libera funzioni perfettamente; ciò che non va è la velocità di rotazione imposta dal motorino di avviamento, insufficiente a consentire l’ingranamento dei profili sulla pista metallica. Sulla tua moto è installata una batteria di nuova generazione, molto leggera e affidabile, ma dotata di una corrente di spunto inferiore; basta che l’elemento sia un po’ giù di carica che l’avviamento risulta difficile, specie sui motori di grossa cilindrata come il tuo. La soluzione più immediata è la sostituzione della batteria con una nuova: infatti, anche una ricarica completa, in grado di garantire una tensione d’esercizio corretta, non ripristinerà mai le caratteristiche iniziali della vecchia batteria.

Possiedo un Monster 900 del 1999 e da qualche giorno ho montato un kit Dyno-Jet Stage 2. Premetto che ho un filtro K&N con airbox aperto e scarichi aperti Sil-Motor. Il kit, malgrado sia stato montato da un meccanico Ducati con grande esperienza, non mi soddisfa pienamente. Mi spiego: la moto va bene, tiene il minimo senza alcuno sforzo e le candele hanno un buon colore. Il problema è che, quando cammino con una marcia alta (quinta o sesta), a una velocità tra i 100 e i 140 Km/h, la moto fatica un po’ a riprendere giri. Inoltre, anche se è migliorata molto ai regimi medio-alti, è sensibilmente peggiorata in basso e, come dicevo, nella ripresa. La mattina, quando metto in moto, il motore parte senza problemi, ma devo tenere almeno 10 minuti l'aria tirata, mentre prima non serviva. Il meccanico mi ha detto di aver già regolato al massimo il registro dell'aria e che, se voglio ulteriori regolazioni, deve smontare di nuovo tutto.
Giovanni


Risponde Stefano Ferrigno
Caro Giovanni, come tu stesso fai notare, la regolarità del funzionamento del motore e il colore delle candele (dovrebbe essere nocciola chiaro) sono entrambi indici di una carburazione corretta. Purtroppo, la messa a punto di un propulsore soffre del solito problema della coperta troppo corta: andando a coprire la testa rimangono fuori i piedi e viceversa… Nel tuo caso, l’installazione di un kit Stage 2 ha portato a privilegiare la resa del motore ai regimi medio-alti, per cui è chiaro che qualcosa ai bassi è andato perduto. Nelle marce alte, ciò si traduce in una minore capacità del motore a prendere giri, se non effettuando i cambi di marcia a regimi convenientemente alti (a occhio e croce non troppo sotto i 5000 giri nel tuo caso). L’unica anomalia che posso ravvisare è la necessità di un riscaldamento ad aria tirata per così tanto tempo: di regola, l’arricchitore andrebbe tenuto il meno possibile, per esperienza, massimo per un minuto o due (in ogni caso, cerca sempre di fare scaldare la moto in movimento, mai ferma sul cavalletto).

Sono da tempo alla ricerca di un Paso 906; oggi ne ho visto uno che, per prezzo e condizioni, farebbe al caso mio, ma ha alcuni problemi che non so valutare bene. La moto tiene bene il minimo, ma all'apertura del gas, dallo scarico destro escono degli scoppi e, mettendo la mano davanti all'uscita dei gas, questa si sporca di nero; dallo scarico di sinistra non escono scoppi, ma è comunque sporco di olio. Il proprietario mi ha confessato che, una delle ultime volte che l'ha usata, ha fatto per errore il pieno di gasolio: è ripartito, ma dopo pochi Km la moto si è spenta, per non ripartire più. Dal suo meccanico ha fatto pulire tutto, ma è rimasto questo problema degli scoppi. Non ho potuto provare la moto per mancanza di assicurazione e quindi non so in marcia come va. Premesso tutto ciò, vorrei un parere per capire se soprassedere all'acquisto o se tutto può essere risolvibile con uno sconto generoso e poi un intervento meccanico.
Cris


Risponde Stefano Ferrigno
Caro Cris, sicuramente ci sono ancora dei residui oleosi in giro per il motore. Ve ne saranno negli scarichi come nel circuito di alimentazione: in particolare, controllerei i vari filtri e le linee del carburante, ma soprattutto il carburatore. Come già la 750, la 906 ha il famigerato Weber a doppio corpo di derivazione automobilistica, la cui messa a punto è già difficile su una moto che non presenti difetti. Potrebbe esservi qualche passaggio ostruito, oppure qualche guarnizione compromessa, il che porterebbe certamente a delle dissimmetrie di alimentazione tra i due cilindri (in ogni caso, gli scarichi sono compensati e quindi, comunque sia, i residui incombusti dovrebbero uscire da entrambe le parti). E' scontato che, qualunque sia l’intervento da effettuare, saranno necessarie candele nuove e magari un paio di pieni con qualche additivo “pulitore” di quelli in commercio.

Vi scrivo per chiedervi un paio di cose: sono prossimo all'acquisto di una 900 SS del 1996 e volevo sapere quali punti devo controllare quando andrò a verificare le condizioni della moto. L'altra cosa che volevo sapere è se si trovano ancora ricambi e accessori after market per questa moto, visto che vorrei personalizzarla in maniera consistente.
Jacopo Rosignoli


Risponde Stefano Ferrigno
Caro Jacopo, complimenti per la scelta: data la compatibilità con modelli anche più recenti, non avrai alcun problema a trovare l’occorrente per personalizzare la tua SS. Inoltre molte Case hanno ancora a listino parti di ricambio e accessori per questo modello (e non potrebbe essere diversamente, essendo uscito di produzione meno di 10 anni fa). Per quanto riguarda gli aspetti da controllare all’acquisto, vale il solito principio generale: non fidarsi di un motore troppo pulito e di particolari sostituiti di recente. Dovresti infatti trovare un minimo trafilaggio di lubrificante sotto il cilindro posteriore e dall’attuatore frizione sino alla zona del pignone: nulla di cui preoccuparsi. Attenzione, invece, al forcellone in alluminio, che non deve presentare cricche o ossidazioni troppo marcate, e alla forcella, la cui revisione può incidere notevolmente sul budget se la moto ha molti Km all’attivo. Dovresti inoltre controllare la presenza di ruggine nel serbatoio e la carburazione in generale: se le membrane dei carburatori non fossero in ordine, ciò potrebbe rappresentare un problema. La maggioranza degli altri eventuali problemi sono facilmente risolvibili o inevitabili su una moto di questa età.




 
 

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