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LE LETTERE PERVENUTE ALLA REDAZIONE
N. 58
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Possiedo un Monster 600 a carburatori del 1999 e avrei la possibilità di montare su di esso degli scarichi Giannelli, ma sono del 750 SS. Si possono montare ugualmente senza modifiche drastiche o devo escluderli a priori?

Alessandro

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Alessandro, come sempre rispondo che nulla è impossibile. Nella fattispecie, non esistono problemi di accoppiamento in termini di diametro dei collettori, ma solo di orientamento e fissaggio dei silenziatori. In poche parole, dovrai lavorare un po’ per adattare gli attacchi originali a quelli del Monster, che rispetto alla SS ha le pedane posteriori e, quindi, i silenziatori appena più in basso. Dal punto di vista del funzionamento del motore, ovviamente, nessun problema: i silenziatori Giannelli per il 750 non differiscono infatti per dimensioni interne da quelli per il 600.

Sono un motociclista di medio livello, non di quelli che bruciano le saponette, ma nemmeno di quelli della domenica. Dopo varie moto giapponesi ho visto per caso la SS 900 ie del 1999/2000 che mi è subito piaciuta tantissimo. Premetto di non essere un grande estimatore delle moto di Borgo Panigale, ma la SS 900, anche se ormai fuori produzione, è secondo me una bellissima moto. Riguardo la piacevolezza di guida ho sentito dire che è fantastica, ma riguardo l'affidabilità  cosa sapete dirmi? Potete dirmi quali sono le modifiche apportate a questo modello, a partire dal 2002 e, in definitiva, consigliarmi di quale anno acquistarla?

Domenico  

 

Risponde la Redazione

Caro Domenico, la Super Sport è una delle moto che per molti anni ha riscosso grande successo tra i ducatisti perché abbina una ciclistica sportiva a un motore molto generoso come il Desmodue.

Per quanto riguarda l'affidabilità, la semplicità costruttiva di questo propulsore (raffreddamento ad aria, due valvole per cilindro e regimi di rotazione relativamente bassi) e la sua lunga carriera alle spalle ne fanno una base solida e collaudata, sempre naturalmente a patto di rispettare la manutenzione programmata. Nella fattispecie, la versione equipaggiata con il bicilindrico Dual Spark a doppia accensione risulta ancora più appetibile per via degli aggiornamenti di tutta la parte termica (che vanno ben oltre il semplice aumento di cilindrata). Pertanto, ti consigliamo di indirizzarti verso un modello degli ultimi due anni di produzione, reperibile sul mercato a prezzi più che accessibili.

Innanzitutto un bel Olé per il campionato MotoGP e che i jap imparino cosa sappiamo fare a Borgo Panigale. Ora il mio quesito. Ho un Monster 900 a carburatori del 1999: la scorsa settimana sono tornato a casa, giro la chiave per spegnerla ed ecco il fatto strano, non si spegne: si abbassa leggermente il numero di giri, ma la moto non si spegne. Alzo la sella e levo i fusibili, nulla: la moto è in folle e, seppur a giri ridotti, continua ad andare. Stacco il relais di accensione e la moto continua ad andare, stacco le pipette di entrambe le candele e la moto continua imperterrita ad andare. Prendo il necessario per staccare la batteria, ma quando torno la moto è spenta. Il giorno dopo tento di riaccenderla e succede lo stesso, anche se noto che dopo un po’ il relais di accensione o qualcosa di similare scatta e la fa spegnere. Sapete darmi qualche indicazione? Vi prego il mio meraviglioso Mostro è indemoniato, dopo di voi mi resta solo padre Milingo!

Fabrizio Giglioni

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Fabrizio, la prima parte del tuo racconto non stupisce più di tanto: un difetto al quadro di accensione può infatti escludere il funzionamento della chiave di contatto e quindi impedire di spegnere il motore. Quello che è incredibile è quanto ci scrivi in seguito, cioè che il motore continuava ad andare anche con le pipette staccate! Ciò evidentemente implicherebbe il verificarsi di un fenomeno di autoaccensione.

Sarebbe allora interessante sapere qualcosa di più sulla moto, sul chilometraggio e sulla manutenzione, nonché su eventuali altri difetti evidenziati sino a oggi, tali da giustificare questi incredibili episodi.

Da quando ho comprato la mia SS 750 essa ha evidenziato un difetto allo scarico destro: il silenziatore si muove nella sua sede anche se il fissaggio appare corretto (sulla pedana passeggero ci sono tutti i gommini e le rondelle originali), e d’altronde non mi risulta sia stato mai smontato. Non mi sembra una cosa normale, anche se il concessionario mi ha detto che sono tutti così.

Francesco

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Francesco, effettivamente è un piccolo difetto assai frequente sulle Super Sport, ma anche su qualche Monster. L’impressione è che il silenziatori “balli” oltre misura, il che si evidenzia durante la marcia a causa delle vibrazioni del bicilindrico. In realtà, nella totalità dei casi la tenuta ai gas è perfetta e il fissaggio è conforme a quanto previsto in origine. Qualcuno ha parzialmente risolto il problema irrigidendo l’innesto del silenziatore nel collettore oppure guarnendolo con della pasta siliconica specifica per limitare il movimento dello scarico.

 

Sono un appassionato di tecniche di guida, ho una 916 e giro spesso amatorialmente a Vallelunga. In occasione della prova mondiale di SBK ho notato che alle curve Campagnano, Soratte, Semaforo e Roma i piloti fanno traiettorie diverse da quelle che abitualmente si vedono fare agli altri: sono tutte curve di circa 180° medie veloci e i piloti le percorrevano "toccando" due punti di corda: entravano stretti, allargavano al centro e richiudevano in uscita. Senza che nemmeno mi sfiori la presunzione di paragonarmi a loro, mi chiedevo quanto sia giusto questo modo di affrontare, in pista, i tornantoni. La mia opinione è che ciò serva per sfruttare la prima parte in frenata, per poi far perdere velocità alla moto all'altezza del centro curva e ripuntare il cordolo in uscita per poter uscire stretti e dare gas il prima possibile, con la moto dritta. Ora volevo chiedervi se questa analisi è giusta e se con moto stradali, più pesanti e meno potenti delle SBK, questa traiettoria possa essere proficua. Io conosco due possibili traiettorie: quella normale (teorica con punto di corda a metà curva, adatta a moto tipo le 125) e quella con punto di corda posticipato, ma a questo nuovo tipo di guida non avevo mai fatto caso!

Fabrizio Stramaglia

 

Risponde Gian Maria Liverani

Caro Fabrizio, la tua analisi è corretta, con quel sistema di inserimento in curva si può sfruttare al massimo la frenata e ridurre al minimo la possibilità di essere sorpassati, automaticamente la moto prende una traiettoria a centro curva più larga, che viene corretta rimanendo con la manopola del gas chiusa fino a riportare la moto all'interno, dopo di che si è nuovamente pronti per spalancare la manetta. Avrai sicuramente notato che questo sistema di guida viene utilizzato prevalentemente in gara, perché durante il giro veloce non è detto che sia redditizio. Come sistema di guida da adottare durante le prove libere, direi che quello visto a Vallelunga è il meno indicato, perché si aumenta il rischio di perdere l'avantreno in entrata di curva.

 

Nell'ultimo numero della vostra rivista, che mi è arrivato puntuale in questi giorni, sulla penultima pagina della copertina è raffigurata una bellissima Ducati con in sella un pilota. Questa moto è di colore rosso e sulla carenatura c’è la sigla 7A. In alto, poi, compare la scritta “Tartaruga Day”. Purtroppo, non sono riuscito a identificare questa moto stupenda e vi sarei grato se poteste, tramite la vostra rivista, pubblicare una sua foto e qualche dato in proposito.

Sergio Piantanida

 

Risponde la Redazione

Caro Sergio, innanzitutto grazie per i molti complimenti. La moto alla quale ti riferisci è "Supermario" (ex Mariangela), ovvero il Pantah di Mondo Ducati. Negli anni questa moto ha subìto varie trasformazioni, ma lo spirito che la contraddistingue è rimasto intatto. Pubblichiamo volentieri una foto che la ritrae in azione sul Pannoniaring, in Ungheria, durante la Ducati Speed Week, edizione 2007.

 

Sono possessore di un Monster 620 S ie del 2002. La moto, al momento dell’acquisto, aveva 6700 Km e mi è stata venduta tagliandata. E' ancora in garanzia presso il concessionario e, quindi, sono costretto a portarla presso di lui per ogni intervento. Appena comprata la moto andava benissimo, però da un po’ di tempo, quando è calda ed è a bassi giri, ogni tanto si sente un click provenire dal motore che perde potenza, poi torna subito tutto a posto in pochi secondi. Ultimamente sembra essere peggiorato: quando fa molto caldo e la temperatura dell'olio è intorno ai 100 °C lo fa anche a un regime più elevato.

Fabio Sperduto

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Fabio, l’elemento che non mi riesce di qualificare è il “click” di cui parli. Si tratta di uno scatto come di un relais, di uno scricchiolio, di un battito interno al motore oppure cos’altro? La perdita di potenza farebbe pensare a un problema elettrico all’iniezione, ma veramente gli elementi a disposizione per una diagnosi precisa sono molto pochi. Allora posso solo consigliarti per prima cosa di effettuare una bella analisi dell’impianto elettrico con lo strumento apposito di cui il tuo meccanico è certamente dotato. Dopodiché proverei a circoscrivere meglio le condizioni in cui si verifica il momentaneo guasto, per meglio individuare la sua natura.

 

Sono proprietario di una 749 R del 2004. Ho percorso 5500 Km di cui circa 3000/3500 (gli ultimi) in pista. Ho una centralina Rapid Bike alla quale ho incrementato di 1000 giri il regime massimo di rotazione, portando il limitatore a quota 12.000. Manutenzione sempre fatta, attenta come un orologio, registri valvole e cambi olio frequentissimi: la moto è veramente ok. Ora, però, inizio a chiedermi quale manutenzione preventiva devo iniziare a fare sul motore (bronzine, aste, bilancieri, cinghie, ecc), in particolare sulla sua parte bassa. Potete consigliarmi? Posso fare ulteriori km in pista prima di intervenire?

Luca Germani

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Luca, non fasciarti la testa prima di essertela rotta… Il chilometraggio della tua (bellissima) moto è ancora basso per preoccuparsi di interventi pesanti sul propulsore. Avrei potuto consigliarti unicamente di ridurre notevolmente gli intervalli della manutenzione ordinaria, con frequenti cambi di olio, ma a quanto pare ci hai già pensato da solo! Se proprio vuoi correre sicuro, accorcia anche i tempi di sostituzione delle cinghie, che se sottoposte ad uso gravoso possono subire una drastica riduzione della vita utile: mi raccomando in tali occasioni verifica anche la perfetta efficienza di tutti i galoppini e delle pulegge.

 

Ho notato che il radiatore dell'acqua del mio Monster S4R del 2005, in prossimità del tappo e dei fianchetti in carbonio, si sta sfogliando e perdendo il suo colore. Siccome la garanzia è scaduta a giugno 2007 escludo a priori di rivolgermi al concessionario, anche se il problema si è verificato molto prima della scadenza, e so che è comune ad altri possessori di MS4R. Cosa posso fare? C'è un prodotto o un trattamento da applicare?                      

Desmofra

 

Risponde Stefano Ferrigno

Puoi procedere in due modi diversi: con un ritocco o con la completa riverniciatura del radiatore. Se vuoi fare un lavoro veloce ma comunque di buona riuscita, limitati a rimuovere ogni traccia di esfoliamento della finitura e a ricoprire le zone interessate con l’uso una semplice bomboletta spray di vernice possibilmente a base siliconica, più elastica e di conseguenza adatta a sopportare le alte temperature.

 

Ipotizzando l'acquisto di una 748, probabilmente dei primi anni di produzione di questo modello, dovrei spaventarmi per percorrenze dell'ordine di 30.000-37.000 Km? Se i tagliandi e la manutenzione sono stati sempre fatti, si corre per caso qualche rischio?

Giorgio Bisconti

 

Risponde Stefano Ferrigno

Caro Giorgio, diciamo che tutto si deve riferire al prezzo d’acquisto della moto. Questo perché sicuramente troverai una 748 con molti chilometri sulla groppa, come da te ipotizzato. E allora c’è da preventivare qualche intervento di manutenzione straordinaria, invero non certo economico. In questo senso è davvero consigliabile scegliere una moto per la quale sia documentata la manutenzione agli intervalli previsti e possibilmente presso un centro autorizzato. Attenzione, inoltre, che negli anni la 748 Base è andata cambiando in dotazione e prestazioni sino all’introduzione negli ultimi anni delle versioni S.





 
 

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