MENU

SOTTTO ESAME
Prova di gruppo della 999 MY 2005
di Lorenzo Miniati
Foto Snap Shot

MISANO ADRIATICO
Quando si tratta di provare una moto, chissà perché, tutti gli interpellati reagiscono nello stesso modo. Da una parte ostentano una disponibilità pressoché totale, della serie: “Sì, non ti preoccupare, quel giorno ho il matrimonio di mia sorella, ma vedrai che in qualche modo mi libero...”, dall’altra scatta la classica ansia da prestazione, tipo: “Senti, non è che sai di che misure sono le gomme? No, perché con l’anteriore barra 60 mi trovo decisamente meglio, mentre con il barra 70 prendo due decimi al giro...”.
Insomma, c’è sempre una “sintomatologia” contrastante in chi viene invitato a salire su una cavalcatura che non sia la sua, anche se le occasioni per farlo sono oggi di gran lunga superiori rispetto a una volta. Un tempo, le moto si compravano solo ed esclusivamente dopo averle viste su un depliant.
I più fortunati, ma si trattava di casi rarissimi, avevano casomai la possibilità di elemosinare, dopo ore di suppliche, un giro dimostrativo all’amico o parente di turno che, per una serie di coincidenze, si trovava già in possesso del modello desiderato. Spesso, poi, il giro era sulla porzione posteriore della sella e non alla guida del manubrio... L’organizzazione dei cosiddetti “test ride” da parte delle Case costruttrici e l’intensificarsi dei “porte aperte” promossi dai concessionari hanno, viceversa, reso finalmente accessibile il contatto diretto tra i nuovi modelli e i loro potenziali acquirenti.
A questo, aggiungeteci poi lo zampino di qualche rivista specializzata, compresa la nostra, e otterrete iniziative quali le prove di gruppo, vale a dire test in piena regola dove, a raccontare giudizi e impressioni di guida, sono i lettori della rivista stessa e non i soliti giornalisti.
Una volta tanto i ruoli si invertono ed ecco dunque i pareri di Settimio, Andrea e Rudy sulla rinnovata supersportiva di Casa Ducati: la 999 model year 2005.
Prima di lasciare la parola ai protagonisti, però, lasciateci fare un piccolo riassunto sulle modalità con cui si è svolta la prova (e a tal poposito ringraziamo, per la fondamentale collaborazione, la dottoressa Luana Brozzetti di Ducati Motor Holding che ci ha messo a disposizione la moto con cui è stato effettuato il test). I nostri lettori hanno avuto a disposizione un turno di 20 minuti ciascuno sotto la supervisione di un apripista.
In pratica, non sono stati lasciati andare “a briglia sciolta” (per ovvi motivi di sicurezza), ma il ritmo era comunque tale da permettergli di saggiare le doti dinamiche del mezzo (tanto per capirci, il motore poteva essere sfruttato lungo tutta la sua erogazione).
Inoltre, è bene sottolineare come i nostri candidati provenissero da esperienze di guida prevalentemente stradali, cosa che non gli ha comunque impedito di apprezzare le doti di trattabilità della nuova 999.
Il Testastretta di ultima generazione che equipaggia la versione base, nonostante ben 140 cavalli di potenza massima, si è fatto apprezzare per la grande fluidità di erogazione, mettendo a proprio agio i partecipanti alla prova di gruppo.
Al di là delle caratteristiche del motore, poi, a colpire i diretti interessati è stata la maneggevolezza della sportiva di Borgo Panigale.
Caratteristica questa che, unita all’ottima frenata e al grande equilibrio generale del mezzo, ha visto la 999 promossa a pieni voti sul fronte dell’uso in pista, mentre qualche appunto è stato mosso al comfort, e in particolar modo alla configurazione della sella, oltre che al prezzo d’acquisto (di 17.000 Euro) giudicato unanimemente piuttosto alto.
Insomma, la grande varietà di curve dell’Autodromo Santamonica di Misano ha sancito come la nuova 999 sappia trasmettere ottimo feeling di guida anche a chi non è assiduo frequentatore dei circuiti, facendo leva sulla grande sicurezza infusa dal suo avantreno (che perdona anche qualche sbavatura) e, al tempo stesso, sul poco sforzo richiesto nei cambi di direzione e nell’inserimento in curva.
A questo punto, però, diamo come si suol dire “la parola” ai nostri tre lettori, che ci raccontano, uno dopo l’altro, la “loro” 999 MY 2005.


SETTIMIO ERRIGHI
Moto posseduta: Monster 1000 Dark “Premetto, innanzitutto, che non sono uno smanettone, anche se, di tanto in tanto, mi diverto ad andare in pista. Per quanto riguarda questa esperienza, devo dire di essere assolutamente entusiasta, sia per la possibilità di partecipare a una prova di gruppo, sia per il fatto di poter girare in pista con la nuova 999.
Provare una moto del genere dà sempre grandi emozioni.
L’agilità, almeno all’interno del circuito, sembra la stessa del mio Monster, mentre il propulsore, quello spinge con ben altro vigore! Attenzione, però, la potenza è tanta, ma la sensazione è che le ruote rimangano sempre ben attaccate a terra, tanto da poterti permettere anche qualche errore.
Verso la fine del turno, infatti, all’uscita della Quercia ho esagerato un po’ col gas e ho sentito la ruota posteriore iniziare a scivolare.
Di solito, quando succede, la ciclista reagisce in modo nervoso, mentre in questo caso le sospensioni hanno guadagnato spontaneamente il loro equilibrio, pur senza aiuto da parte mia.
L’avantreno, poi, non ha mai dimostrato il minimo cedimento, solido e preciso in ogni situazione. Penso che questo sia il vero punto di forza della 999 e delle Ducati in generale: la ruota davanti trasmette grande sicurezza, ma la moto rimane comunque molto maneggevole.
La senti agile, piccola e nonostante ciò hai sempre tutto sotto controllo. Ripeto, nonostante si tratti sicuramente di un mezzo dal potenziale altissimo, riesce a divertire anche chi lo sfrutta solo in parte.
Il merito è, oltre che della parte ciclistica, delle straordinarie doti del motore.
Il Testastretta si merita davvero un bel dieci per la grandissima fluidità con cui rilascia la potenza. Di sicuro, il mio Monster non è altrettanto dolce, e con questo penso di aver detto tutto... Per quanto ho potuto vedere, poi, la pienezza ai medi regimi ti consente di andar forte anche senza tirare le marce, il che rappresenta un bel vantaggio se non conosci la pista su cui stai girando, come nel mio caso.
Devo riconoscere che i tecnici Ducati hanno fatto davvero un gran bel lavoro, mi aspettavo un motore molto più impegnativo da gestire.
La sensazione, almeno dopo questa prima presa di contatto, è dunque di sorprendente confidenza, anche per quanto riguarda i freni anteriori, potentissimi, ma ben dosabili a patto di non usare più di due dita per tirarne la leva.
Insomma, anche se non avevo nessun riferimento su questa pista, ho capito che con la 999 se ti vuoi fermare, ti fermi eccome! Bene anche la posizione di guida, per uno come me che è abituato ad assumere una postura abbastanza strana, a testa alta, e che pertanto di solito soffre per questioni di spazio.
Invece, la disposizione di pedane, sella e manubri favorisce il caricamento dell’avantreno, contribuendo al feeling sulla ruota davanti di cui parlavo prima.
Allo stesso modo, la sella piuttosto rigida, se da una parte penalizza il comfort, dall’altra aiuta a sentire le reazioni della ruota dietro, aumentando la sensibilità del pilota.
Alla fine, forse, l’unico punto che potrebbe trattenermi dall’acquisto di questa moto è proprio il prezzo.
Non che non li valga tutti, ma in questo momento i 17.000 Euro che ci vogliono per comprarla sono una bella cifra da tirare fuori.
Peccato, anche se torno a ripetere che a livello di guida questa moto è ineccepibile sotto ogni punto di vista.
Magari, giusto a livello di personalizzazione, monterei due manubri leggermente più larghi, ma si tratta davvero di una preferenza di carattere strettamente personale.”

ANDREA SERNESI
Moto posseduta: 900 Super Sport (1992) “La prima impressione che ho avuto in sella alla 999 2005 è quella di un’agilità notevole.
Molto leggera e maneggevole all’interno delle chicane e nelle curve strette dimostra di avere una gran bella potenza, anche se il motore non mette mai in soggezione il pilota.
La posizione di guida è, rispetto a quella alla quale sono abituato, ovviamente molto diversa, pertanto mi ci dovrei assuefare.
Per quello che ho potuto capire, però, si tratta di un’impostazione che consente, ai neofiti della guida in pista come me, di compiere qualche sbaglio senza conseguenze pesanti.
La frenata è davvero molto potente e infonde grande sicurezza in chi guida, tanto che in un paio di occasioni mi sono ritrovato a pensare di arrivare un po’ troppo lungo e, una volta richiamata la leva al manubrio, ho finito viceversa col dover dare di nuovo gas per non fermarmi del tutto... Allo stesso modo, ho trovato un grande alleato nel motore e nella sua erogazione costante a qualsiasi regime. In parole povere, il motore non manca mai, senza vuoti o scalini nella sua ascesa verso la parte alta del contagiri.
La progressione non è esuberante, ma dolce e omogenea, favorendo l’uscita dalle curve strette, quelle che si percorrono in seconda marcia.
Tanto per fare un paragone, la mia moto, pur avendo molti meno cavalli, è decisamente più rustica e bisogna stare attenti, mentre questa è molto progressiva.
Anche in termini di assetto, le differenze sono notevoli: l’impostazione della 999 è più sportiva, ma non così rigida come me l’aspettavo.
Le sospensioni hanno una taratura tutto sommato accettabile e non richiedono doti da fachiro nel sopportare le sollecitazioni trasmesse al pilota, filtrando parte di esse.
Per quanto riguarda i lati negativi, invece, nel mio caso dovrei senz’altro fare l’abitudine alla sella, che sulla 999 è ridotta ai minimi termini rispetto alla mia Super Sport, anche se questo fatto fa sì che il pilota si senta perfettamente inserito nel corpo macchina.
In ogni caso, per come sono abituato io, avrei bisogno di un piano seduta più vicino ai manubri, in modo da avere ancora più controllo sulla ruota anteriore.
So comunque che, sulla versione monoposto, c’è la possibilità di regolare la posizione di tutto il gruppo serbatoio-sella-codone in base alle proprie esigenze, perciò... L’ultimo commento è sul prezzo che, almeno per le mie possibilità, risulta piuttosto elevato.
Magari, 1.000 o 2.000 Euro in meno mi potrebbero far prendere in considerazione l’eventuale acquisto di una 999 al posto della mia Super Sport, visto che, in questo breve assaggio, mi sono reso conto dell’incredibile salto generazionale che separa questi due modelli.
C’è comunque da dire che la mia natura di motociclista mi vede forse più adatto a un mezzo prettamente stradale che non, come in questo caso, a una moto, per quanto riuscita, quasi esclusivamente votata all’utilizzo in pista.”

RUDY ROTELLI
Moto posseduta: Monster 600 ”La mia carriera di motociclista è stata un po’ particolare, nel senso che ho avuto una parentesi iniziale dai 16 ai 17 anni, per poi riprendere ad andare su due ruote a partire dall’estate scorsa, quando ho acquistato il mio Monster 600.
In ogni caso, ero già stato in pista, con la moto di alcuni miei amici, mentre con il Monster non ci sono mai andato, altrimenti mi verrebbe voglia di venderlo.
Premesso tutto ciò, la mia esperienza in sella alla 999 è stata davvero emozionante e merita, sia per il comportamento espresso dalla moto che per quanto riguarda il contesto in cui si è svolta, un bel dieci e lode.
Questo nuovo modello si è dimostrato estremamente maneggevole, oltre che ben dotato in termini di accelerazione e frenata.
Quello che conta, poi, al di là delle prestazioni, è che si tratta di un mezzo che sa trasmettere grandi emozioni, cosa che non capita sempre.
Sarebbe senz’altro una moto da comprare se non fosse per il prezzo un po’ troppo elevato.
Magari, li merita tutti i soldi che costa, ma per una versione base mi sembrano comunque tanti 17.000 Euro.
Tornando alle caratteristiche di guida, il punto di forza della 999 è senza dubbio la guidabilità, il grande feeling che sa trasmettere al pilota, fin dalla prima volta che ci si sale sopra.
Questa sensazione deriva essenzialmente da un avantreno stabile e preciso, ma non per questo pesante o poco reattivo.
I tratti dove di solito le moto di grossa cilindrata soffrono un po’, vale a dire nelle curve strette o nei rapidi cambi di direzione, vedono viceversa la 999 disimpegnarsi come se fosse una 600.
Al di là di questo aspetto, però, secondo me non c’è una caratteristica della moto che prevale sulle altre: mi sono piaciute tutte! Anche la frenata, ad esempio, è da riferimento.
Nonostante ci sia molta potenza a disposizione, chi guida si sente rassicurato piuttosto che intimorito.
La trovo, insomma, molto equilibrata, senza contare che, per quanto mi riguarda, è davvero bella.
So che ad alcuni non è piaciuta, ma a me la 999 sembra azzeccata anche dal punto di visto di vista estetico, soprattutto adesso che sono state eliminate le prese d’aria superiori ai lati del faro ed è stato adottato il forcellone in alluminio scatolato simile a quello della moto che corre in Superbike.
Per quanto riguarda il motore, invece, non mi ritengo in grado di dare un giudizio oggettivo, vista la potenza alla quale sono abituato.
Ad ogni modo, i cavalli ci sono e sono davvero tanti, ma nonostante questo l’erogazione è estremamente dolce.
Quando ho provato a tirare una marcia fino in fondo, mi aspettavo molta più cattiveria e invece sono arrivato al limitatore quasi senza accorgermene.
Con questo, ripeto, non che la moto vada piano, anzi, di strada ne fa eccome, solo che la progressione è incredibilmente lineare.
Anche in fase di scalata, dove il motore del mio Monster tende un po’ a impuntarsi, il Testastretta ha un comportamento molto più dolce, rendendo la 999 sfruttabile e facile da guidare.
Secondo me, anche chi non è mai andato in moto potrebbe prendere in considerazione l’idea di iniziare con un mezzo del genere, o magari con la 749, anziché partire col Monster 600 come ho fatto io.
Questa, almeno, è l’impressione che ho ricavato nei venti minuti a disposizione per il test.
A livello di posizione di guida, infine, l’unico appunto che mi sento di muovere riguarda il fatto di dover indietreggiare un po’ troppo con il corpo per trovare l’appoggio della sella quando si viaggia in rettilineo.
Per il resto, confermo appieno il voto dato all’inizio.”

CONCLUSIONI
Che l’attuale trend delle case motociclistiche sia quello di costruire moto sempre più performanti, ma al tempo stesso facili da guidare, è un dato di fatto.
Quello, però, che non è per niente scontato è che il prodotto di tali sforzi risponda o meno alle aspettative.
Nel caso della 999 ‘05, possiamo dire che si è andati nella direzione giusta, come confermano i giudizi dei nostri lettori. Si tratta di una moto dalla duplice personalità: forte ed energica, ma al tempo stesso dolce e progressiva, tale da mettere a proprio agio anche l’utente meno smaliziato.
Poi, per chi proprio non ce la fa a stare senza l’adrenalina e le emozioni della potenza pura, c’è sempre la versione R...

 

CLICCA QUI PER ABBONARTI A MONDO DUCATI

CLICCA QUI PER TORNARE ALL'INDICE DI QUESTO NUMERO

ABBONAMENTI
ARRETRATI
MERCHANDISING
MERCATINO

INIZIATIVE
LIBRI
LETTERE
LETTORI
TEAM

AUDIO
SFONDI
LINKS

NEWSLETTER
E-MAIL

 
CLICCA QUI PER TORNARE ALLA HOME PAGE



www.motoitaliane.it
© 2001-2004 Moto Italiane - Diritti Riservati