MY 2005: ARRIVA IL MONSTER S2R
Il
Monster S2R, realizzato partendo dalla base di un motore meno esasperato
(se paragonato all’S4R), condivide tuttavia l’equipaggiamento
estremo, con tutto ciò che serve per garantire una guida grintosa,
divertente e gratificante. Questa moto si rivolge a tutti gli appassionati
che prediligono all’esuberanza del motore ipersportivo 4V raffreddato
ad acqua della S4R, la fluidità, la progressione, la facilità
di guida e l’economicità di gestione del motore 800 cc
con distribuzione due valvole e raffreddamento ad aria. Lo stile Nuova
proposta Model Year 2005 , il Monster S2R riprende le linee generali
dell’S4R, con le naturali differenze determinate dalla presenza
di un motore di un’altra tipologia. L’utilizzo di un bicilindrico
a due valvole raffreddato ad aria, pertanto privo di radiatore acqua,
rende il più nuovo dei Monster ancora più essenziale e
lineare nella sua parte anteriore. Sono invece presenti le soluzioni
estetiche più esclusive che contraddistinguono tutta la serie
SR, quali: il forcellone monobraccio, lo scarico sdoppiato e sovrapposto
posizionato a fianco della sella, sul lato destro, e le particolari
colorazioni. In particolare per l’S2R sono disponibili ben sei
diverse colorazioni. Quattro di queste riprendono la caratteristica
ed accattivante banda longitudinale, che attraversa cupolino, coprisella
e serbatoio, in vari accostamenti: accanto al classico rosso Ducati
con banda bianca ci sono il nero con striscia “tangerine red”,
oppure “l’acid yellow” e il “tangerine red”
con grafica di contrasto nera. Si aggiungono quindi due allestimenti
monocromatici: il nero e il nero opaco dell’S2R Dark.
L’evoluzione ciclistica della famiglia Monster SR ha portato a due importanti risultati: una nuova e più ricercata estetica ma soprattutto l’aumento della luce a terra in curva. L’angolo di piega massimo teorico (ovvero con entrambe le sospensioni compresse per i 2/3 della loro corsa) che è ora di 48°, permette un’utilizzo estremo del mezzo anche in pista. Gli elementi strutturali che hanno concorso al raggiungimento di questo obbiettivo sono: Forcellone
monobraccio in tubi di alluminio Sul nuovo modello S2R della Monster viene impiegato un telaio praticamente identico a quello montato sulla versione 800 i.e., ad eccezione di alcuni dettagli. Non è infatti stato possibile usare quello montato sulla S4R a causa della diversa disposizione dei condotti di aspirazione. Sul Desmoquattro infatti questi elementi hanno un andamento praticamente rettilineo e con una inclinazione accentuata rispetto al piano della testa che si appoggia sul cilindro. Sul Desmodue da 800 cm3 ed anche su tutti gli altri propulsori appartenenti alla famiglia due valvole, i condotti di aspirazione hanno invece un andamento completamente diverso. Sono infatti poco inclinati rispetto al piano di unione testa-cilindro e dunque anche l’air box ha una forma differente rispetto quella del medesimo elemento impiegato sulla S4R. Le particolarità della ciclistica La
forcella anteriore dell’S2R è una Marzocchi a steli rovesciati
da 43 mm di diametro, mentre l’ammortizzatore posteriore è
un Sachs con precarico molla e freno in estensione regolabili. Questo
ammortizzatore è azionato da un puntone regolabile in lunghezza
che consente di variare così l’altezza del retrotreno.
I due dischi flottanti del freno anteriore, hanno diametro di 300 mm.
Sono accoppiati a pinze anch’esse flottanti a due pistoncini,
disposti su un solo lato. Il freno posteriore è caratterizzato
da un disco singolo da 245 mm con pinza fissa a doppio pistoncino. Il motore Desmodue 800 i.e. Il
Desmodue 800 i.e. è sicuramente uno tra i motori più conosciuti,
apprezzati e versatili della gamma Ducati. La trasmissione primaria Il pignone della trasmissione primaria è con il recupero del gioco, per limitare notevolmente la rumorosità di funzionamento. La ruota dentata che forma il pignone è perciò composta da due parti sovrapposte, tra le quali agiscono delle molle ad elica cilindrica. In questo modo è possibile ridurre il gioco di accoppiamento dell’ingranaggio che forma la trasmissione primaria. La corona è montata sulla campana della frizione tramite interposizione di un parastrappi a molle, che permette di smorzare gli impulsi di coppia trasmessi al cambio durante la fase di rilascio della frizione o le violente accelerazioni e decelerazioni. La frizione APTC E’ un esclusivo dispositivo dotato di asservimento in coppia e cioè la coppia che trasmette è funzione di quella ad esso applicata. In questo modo è stato possibile limitare notevolmente lo sforzo che deve essere esercitato sulla leva al manubrio, pur assicurando la trasmissione del momento motore all’albero primario del cambio. In funzione delle caratteristiche progettuali dei componenti della frizione APTC, la coppia trasmissibile, a parità di dimensione dei dischi, può essere convenientemente aumentata rispetto quella trasmissibile da una frizione convenzionale. Altra importante peculiarità di questo dispositivo è la capacità di limitare in modo automatico la coppia retrograda che si genera durante le violente staccate. La frizione APTC è stata sviluppata per il motore più piccolo della famiglia dei bicilindrici Ducati e cioè per il Desmodue 620 i.e. ed ora viene utilizzata anche sul Desmodue 800 i.e.. In una frizione convenzionale il valore massimo della coppia motrice trasmissibile dall’albero motore all’albero primario del cambio, dipende dalle superfici in contatto tra ciascun disco condotto e conduttore (e cioè dal loro raggio medio), dal coefficiente di attrito del materiale impiegato per realizzarli e dalla forza con cui è compresso il pacco dei dischi (stabilita unicamente dal carico delle molle ad elica cilindrica che agiscono sullo spingidisco). Diversamente con l’utilizzo della frizione APTC la forza che comprime il pacco dei dischi non dipende solo dalla forza esercitata dalle molle ad elica cilindrica, ma è dovuta anche alla particolare configurazione del mozzo e cioè del dispositivo interno, trascinato dai dischi condotti e calettato all’albero primario del cambio. In questo modo le molle ad elica cilindrica dello spingidisco, fissate alle colonnette del tamburo stesso tramite delle viti, non devono fornire tutto il carico necessario per comprimere il pacco dei dischi frizione, al fine di trasmettere la coppia generata dal motore. Diminuisce perciò nettamente lo sforzo da applicare sulla leva al manubrio, rispetto quello necessario per una frizione convenzionale. E’ nella realizzazione del tamburo che si nasconde “il segreto di funzionamento” della frizione APTC. Esso infatti è in grado di generare la parte di carico sul pacco dei dischi frizione in funzione della coppia motrice erogata dal propulsore. Dunque tale carico rende possibile la trasmissione di valori di coppia sempre maggiori, fino al raggiungimento del limite stabilito dalla dimensione del dispositivo e dall’attrito che si genera tra le superfici dei dischi. In sintesi la funzione che lega la coppia in ingresso alla frizione (coppia generata o applicata) con quella in uscita (coppia trasmessa) è di tipo lineare, mentre la frizione convenzionale è realizzata in modo da poter trasferire sempre il limite massimo del momento motore, anche se quello applicato è ad esso inferiore. Questo accade proprio perché c’è una dipendenza assoluta con il carico delle molle ad elica cilindrica dello spingidisco. Con una stessa logica ma in modo opposto a quanto fino ad ora descritto, maggiore è la coppia retrograda esercitata sulla frizione APTC, minore è la sua trasmissione all’albero motore. Il sistema di scarico Il sistema di scarico dell’S2R, con lay-out identico a quello dell’S4R, ha i due collettori che si inseriscono in un presilenziatore posizionato dietro il motore, sotto il fulcro del forcellone. Questo elemento ha due camere divise da un setto che contiene il catalizzatore. I gas di scarico perciò entrano nella prima camera, attraversano il catalizzatore e raggiungono la seconda camera. Da qui, tramite due tubi separati, vanno verso i due silenziatori (a tre camere) sovrapposti sul lato destro della moto.
Scheda Tecnica
MOTORE
VEICOLO
* Ducati indica il peso della moto comprensivo di batteria, lubrificanti e liquidi di raffreddamento per i modelli raffreddati a liquido.
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