MENU

FACCIA A FACCIA
Multistrada (Touring kit) contro la nuova ST3

Certe volte bisogna adattarsi alle circostanze. La colonnina di mercurio prossima allo zero e l’umidità, viceversa, su valori da foresta tropicale mal si sposano, che so, con un bel turno in pista in sella alla nuova 749S, né tanto meno con una “sparata” tra un tornante e l’altro dell’Appennino Tosco-Emiliano alla guida di un... Monster 800!
Perciò, abbiamo inizialmente preso in considerazione la convenienza dello starsene comodi tra le mura del focolare domestico rispetto all’assideramento dovuto all'utilizzo di una sottile tuta di pelle in pieno inverno…
Tuttavia, dopo una profonda e sofferta riflessione, si è prospettata anche una terza ipotesi: affrontare i rigori della stagione più fredda nei panni del motociclista da viaggio, quello che, una volta adottati gli accorgimenti del caso, non si separa più dalla sua cavalcatura.
Del resto, il popolo dei centauri non sfugge alla teoria darwiniana sull'evoluzione della specie, che stabilisce come gli esemplari più adatti all'ambiente circostante siano quelli destinati… alla sopravvivenza. Una sorte che coinvolge, oltre al pilota, anche il mezzo su cui si sposta.
Non è un caso, infatti, se i modelli scelti per questa comparativa presentano alcune "mutazioni genetiche" rispetto al patrimonio degli analoghi prodotti di serie. Nel caso della ST3, la turistica per eccellenza di Casa Ducati, ci si è limitati all'utilizzo delle borse laterali, mentre per la Multistrada troviamo, oltre alle borse, la cosiddetta sella "comfort" e il navigatore satellitare.
Un confronto sui generis, dunque, che se a prima vista può rivelarsi azzardato, a posteriori ha sorpreso tutti per la sua pertinenza. Già, perché come anticipato sul numero 34, Mondo Ducati ha deciso di rispolverare le cosiddette prove di gruppo, coinvolgendo alcuni lettori durante i propri test. A dir la verità, dei cinque abbonati invitati al test, solo uno si è presentato all'appuntamento, mentre gli altri quattro hanno declinato adducendo varie scuse. Sarà, ma la nostra impressione è che a trattenerli sia stato il clima gelido…
Al nostro staff si è dunque aggiunto l'impavido Claudio Cecconi, romano trapiantato a Grosseto, che ha potuto così approfittare di lunghi turni di guida attraverso i quali ha maturato le impressioni che seguono. Prima però di dargli la parola è doverosa una breve descrizione "tecnica" del suddetto: il nostro Claudio possiede attualmente due moto e (ahimé) nessuna di queste è una Ducati.
La sua "carriera" l'ha comunque visto possessore di un Monster, oltre ad aver provato altri modelli della gamma di Borgo Panigale in occasione dei Driving Experience (o più semplicemente DRE). Le sue scelte in fatto di due ruote sono in parte condizionate dalla sua minuta corporatura, motivo per cui è stato costretto (suo malgrado) a orientarsi verso la produzione giapponese (solitamente più contenuta dal punto di vista dimensionale).
Detto questo, sentiamo quali sono stati i suoi commenti a caldo subito dopo la prova delle due bicilindriche: "La nuova ST3 si dichiara apertamente una turistica allegra, pertanto basta equipaggiarla con le borse laterali in tinta e diventa una sorta di station wagon per coppie disinibite. Il motore a tre valvole spinge bene ai bassi regimi, dando l'impressione di avere a disposizione ben più dei 102 cavalli dichiarati."
Questo il giudizio sulle prestazioni, veniamo ora ai particolari relativi al comfort: "Con la sella e il frontale rinnovati, l'ST3 mette a proprio agio piloti di qualsiasi statura, riuscendo a garantire un ottimo riparo aerodinamico."
Un felice cocktail tra performance ed ergonomia, dunque, che dà origine a un comportamento dinamico fin troppo disinvolto: "Quando dai un'occhiata alla nuova strumentazione, non è mai difficile scorgere andature superiori a quel che si crede. Basta soffermarsi un attimo sul paesaggio e rilassarsi un po' che il display digitale ti risveglia subito dal torpore indicando numeri a tre cifre!"
A quanto pare, l'ST3 mantiene le promesse fatte, dimostrandosi un'ottima compagna di viaggio pronta a macinare chilometri in scioltezza, ma anche grintosa quanto basta per affrontare il misto più impegnativo senza rimpianti di sorta. E il confronto con la Multistrada? "Il paragone tra le due moto mi ha dato la possibilità di capire la diversa filosofia che può animare una Ducati. Basta scendere dalla ST3 e salire sulla Multistrada che il discorso si ribalta!"
Cerchiamo quindi di capire quali sono gli aspetti più dissimili tra le due facce di questa stessa medaglia: il turismo a medio e corto raggio. "La Multistrada conta su un assetto più rigido e una postura da supermotard che danno la sensazione di sentire l'asfalto, di ascoltare il suono dei pneumatici che scolpiscono la strada come se viaggiassero su un binario."
Come al solito, anche Claudio sembra essersi fatto prendere dall'entusiasmo, ma ci sarà pure un aspetto che non lo ha convinto del tutto: "Tutti dovrebbero provare una Multistrada, almeno uno volta nella vita, a patto di riuscire a salire in sella, vista la sua imbarazzante altezza da terra!"
Beh, in effetti non si può dargli torto, anche i più alti fanno una certa fatica, non tanto nel poggiare i piedi a terra da fermi, quanto nello scavalcare la sella "lanciando" la gamba oltre l'altissimo codone (operazione ulteriormente complicata dalla presenza delle borse laterali).
Ad ogni modo, lavorando sul precarico dell'ammortizzatore posteriore, azionabile tramite un comodo pomello dislocato sul lato destro, si riesce a ridurre l'altezza del retrotreno, mitigando in parte questo inconveniente (soprattutto per piloti piccoli e, di conseguenza, anche leggeri). L'ultimo commento del nostro lettore riguarda comunque l'allestimento previsto per questa versione: "La sella comfort per pilota e passeggero, le borse laterali e il sofisticatissimo navigatore trasformano questa tuttoterreno in una pericolosa mangiatrice d'asfalto (per le avversarie n.d.r.). Già, perché sulla Multistrada non ci si stanca mai, perfino subito dopo pranzo, quando, anziché ritrovarsi assopiti per la digestione, non si vede l'ora di montare di nuovo in sella!"
Dopo Claudio, sentiamo il parere di Marco Rainero, della nostra redazione, mototurista convinto da quando, nel 1998, è entrato in possesso di una ST2 che guida tuttora con soddisfazione. "Il tre valvole della ST3 è assimilabile, come carattere, più alla sorella maggiore ST4, conservando della due valvole un residuo di aggressività ai regimi sottocoppia, ma mai sotto i 3.500 giri/min. L’esemplare in questione lamentava infatti una certa riottosità alle bassissime andature. Nessun appunto, invece, sul motore della Multistrada: è talmente come ti aspetteresti che fosse, che devi sforzarti di ascoltarlo e metterlo un po’ alla prova per poterlo effettivamente valutare."
Dubbi che, nel caso di Marco, permangono anche quando si parla di caratteristiche di guida: "Non sono riuscito a identificare lo stile più efficace da adottare, se quello prettamente stradale, impostando le curve con il corpo, se quello più enduristico, inclinando la moto e mantenendo il busto eretto, o ancora una via di mezzo tra i due. Sono comunque convinto che il giusto mix lo si centri dopo un più appropriato numero di chilometri e con il fondo stradale più favorevole."
A proposito di terreno, Rainero ha avuto occasione di effettuare anche una breve escursione fuoristradistica: "Al rientro, ho imboccato un sentiero caratterizzato da uno sterrato compatto e veloce. E' qui che il vero carattere della moto si completa. Finalmente l'ambito sul quale la differenza tra le due moto diventa tangibile: sull’asfalto la Multistrada dà del filo da torcere alla sua antagonista, ma quando la faccenda diventa polverosa l’ST3 non può certo vantarsi di fare altrettanto."
Vediamo, allora, quali sono i lati forti di quest'ultima: "Nelle manovre è più impacciata e pesante. Le inversioni a U necessitano di un maggiore spazio e, a volte, di un piede a terra, ma riguardo la stabilità ad andature più briose, invece, la preferisco senz'altro alla Multistrada, dato che mi infonde maggiore sicurezza, anche in frenata e nell’eventualità di errori nella guida."
Inutile dire che, anche in questo caso, parte del giudizio è dovuto alla diversa sistemazione offerta al pilota: "In effetti, per salire sulla Multistrada si è costretti ad arrampicarsi un po'… Lì per lì, la differenza di altezza con la ST3 crea un attimo di imbarazzo, ma poi il perfetto rapporto manubrio/sella/pedane ti fa immediatamente sentire a tuo agio. Ad ogni modo, il test è stato produttivo proprio per i frequenti cambi di guida cui sono state sottoposte le moto. In questo modo abbiamo avuto la possibilità di cogliere alcune sfumature accidentali, come l'interferenza che si crea tra il navigatore satellitare della Multistrada e la mano di chi cerca di inserire la chiave d'avviamento..."
Terzo e ultimo candidato al collaudo dei bicilindrici protagonisti di questa inedita comparativa è Lorenzo Miniati, decisamente più abituato ai manubri di una 888 e alla pratica di guida sportiva che non alle escursioni a sfondo turistico con borse e cartina stradale al seguito.
Ad ogni modo, pur lontano dall'estrazione dueruotistica presa in esame con il test in questione, i suoi giudizi si sono rivelati favorevoli: "Sia l'ST3 che la Multistrada rispecchiano due progetti estremamente versatili ed è stata quindi un'ottima idea metterli a confronto in un contesto del genere."
Anche Lorenzo inizia la sua analisi dal motore dei modelli presi in esame, bicilindrici da un litro rispettivamente a tre e due valvole. "L'ST3 è senz'altro più energica ai regimi medio-alti, ma soffre di una certa ruvidità di funzionamento in basso, mentre la Multistrada denota una risposta davvero immediata su tutta la curva di erogazione. Penso che il 1000 Dual Spark sia il miglior propulsore attualmente disponibile per una moto stradale, il perfetto equilibrio tra prestazioni e facilità di utilizzo. Grazie alle sue doti di prontezza e fluidità, si riesce ad andare fortissimo grazie a un impegno tutto sommato moderato, mentre il nuovo Desmotre detiene caratteristiche di coppia simili al quattro valvole Ducati, anche se meno travolgenti rispetto a quest'ultimo."
Motore a parte, è la sistemazione offerta al pilota a fare la maggior differenza: "Le posizioni in sella sono quasi agli antipodi: stesi lungo il serbatoio con le braccia allungate verso i manubri regolabili in altezza per l'ST3, busto eretto e pedane in asse col piano di seduta per la Multistrada. In pratica, l'ST3 rivela subito la sua parentela con la gamma sportiva Ducati, mentre la Multistrada lascia, sulle prime, un po' confusi per via della sua impostazione enduristica, ma poi, una volta prese le giuste misure, stupisce per la sua funzionalità. E' una sensazione che si ripete ogni volta che vi si sale sopra…"
Per il momento, la Multistrada sembra dunque in vantaggio, almeno secondo Miniati, ma la controanalisi non tarda ad arrivare: “Dove l'ST3 vanta un deciso punto a suo favore è sul fronte dell'aerodinamica: il nuovo cupolino offre infatti un riparo adeguato alla destinazione di questa Sport Tourer, anche se i più alti, diciamo dal metro e ottantacinque in su, lamentano qualche vortice sul casco. Del tutto insufficiente, invece, il piccolo plexiglas della Multistrada che, anche in virtù della sistemazione più alta e verticale, espone il pilota a ogni genere di turbolenza. Inoltre, per via del suo prominente e voluminoso codone, la Multistrada risulta difficile da inforcare, e con le borse il discorso peggiora ulteriormente.”
Veniamo ora alle impressioni di guida: “Richiedono due stili completamente diversi, anche se, alla fine, le loro prestazioni dinamiche si equivalgono. Sul fronte ciclistico, la Multistrada è comunque avvantaggiata dalla maggior escursione delle sospensioni, soprattutto considerando le precarie condizioni delle nostre strade. In buona sostanza, l'ST3 va guidata con più precisione, ripagando però con maggior velocità in inserimento e percorrenza di curva. In tema di frenata, poi, i due modelli sono parimenti validi, anche se, ancora una volta, la lunga corsa di forcella e ammortizzatore vede la Multistrada favorita in termini di stabilità. Il comando del freno posteriore, invece, si è dimostrato scarsamente efficace su entrambi gli esemplari a nostra disposizione."
Considerazioni che, sommate una all'altra, sfociano nel seguente verdetto: "Se dovessi scegliere in base ai miei gusti personali non avrei dubbi: la Multistrada è senz'altro più stimolante grazie ai suoi insoliti quanto efficaci accostamenti tecnici, anche se bisogna riconoscere che 11.995 Euro (1.000 in più della Sport Touring a tre valvole, n.d.r.) non sono pochi per una moto del genere. L'ST3 rientra invece nei classici canoni della sportiva non esasperata e come tale presenta un indice di gradimento più basso all'inizio, ma altrettanto soddisfacente a lungo termine."
Come potete vedere, i giudizi espressi dai partecipanti non concordano in tutto e per tutto. E' normale che sia così, vista la diversa predisposizione da parte loro (leggi corporatura e stile di guida) e il contrasto tra le caratteristiche dei mezzi provati.
Ciò che è interessante notare, infatti, è proprio il sostanziale bilanciamento tra i vari pareri, a conferma di come un confronto a prima vista poco equilibrato abbia viceversa rivelato una fondamentale parità.

CLICCA QUI PER ABBONARTI A MONDO DUCATI

CLICCA QUI PER TORNARE ALL'INDICE DI QUESTO NUMERO

ABBONAMENTI
ARRETRATI
MERCHANDISING

INIZIATIVE
LIBRI
LETTERE
LETTORI
TEAM

AUDIO
SFONDI
LINKS

NEWSLETTER
E-MAIL

 
CLICCA QUI PER TORNARE ALLA HOME PAGE


 

WWW.MOTOITALIANE.IT

© 2001-2009 Moto Italiane - Diritti Riservati