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L’UOMO OMBRA
Intervista a Vittoriano Guareschi

Di Andrea Tesseri
 

L' ottimo inizio del campionato MotoGP della Ducati Desmosedici e di Loris Capirossi ha offerto, sul piatto delle discussioni varie alla TV, sui giornali e su internet, un pacchetto moto-pilota-gomme da sezionare, analizzare e celebrare.
La moto è nata da un progetto sano e ha messo paura alla concorrenza già dai test invernali. Un progetto talmente valido che anche Sete Gibernau, proveniente da una realtà parecchio diversa in seno alla Honda, se l'è trovato cucito addosso come un vestito impeccabile già dalle prime uscite, riuscendo a saltare quel periodo d'apprendistato che era naturale doversi aspettare.
Di Loris rimangono impresse le frasi di circostanza, condite da prudenza e umiltà, di chi sa di avere un grande mezzo per vincere ma ha pudore di dirlo. Loris va capito dai sorrisetti, quando parla, e sono questi che - già nel pre-campionato - la dicevano lunga e contraddicevano in tempo reale le frasi tese a raffreddare gli entusiasmi che gli uscivano dalla bocca. E adesso è lì, a far da lepre ad avversari vecchi e nuovi, anche grazie alle Bridgestone, che sono la testimonianza nero fumo di una scommessa ormai vinta.
Il Ducati Power di questo inizio di campionato è l'espressione di un lavoro ben orchestrato, portato avanti da una grande squadra, Ducati Corse, della quale fa parte - e ne rappresenta un tassello fondamentale - il Team di Sviluppo, o Test Team, a seconda di come lo si voglia chiamare.
Vittoriano Guareschi, per tutti "Il Vitto", è il pilota che si fa carico di un lavoro a monte del campionato e dei test ufficiali, il pilota collaudatore, ed è lui stesso ad introdurci in questa realtà: "Il team di sviluppo è composto da un ingegnere di pista, che ha il ruolo di coordinatore e di programmatore dei test, oltre che di tecnico, da un capomeccanico, due meccanici a lavorare sulla moto, più un terzo che si occupa di gomme e benzina. Come vedi la struttura è simile a quella di una squadra in pista, con la differenza che noi abbiamo due meccanici in meno dato che abbiamo una moto sola e non due."
Quanto il Team di Sviluppo vada a ricoprire un'ovvia importanza strategica è nel seguito dell'elenco dell'organico della squadra: "Filippo Preziosi (l'ingegnere a capo di Ducati Corse ndr) è sempre in pista con noi e traccia le linee guida della sperimentazione, oltre alla presenza di altri ingegneri a rotazione, che variano da due ad addirittura cinque, a seconda delle occasioni."
Il team ha come base naturale il circuito del Mugello, sfruttabile, per via del clima, solamente da maggio a settembre. In altri periodi, che spesso coincidono con l'intensificarsi delle uscite, ci si sposta in Spagna, a Jerez, Valencia o Barcellona. Ma perché Vittoriano Guareschi è il pilota di riferimento per i collaudi della Desmosedici da quando è nata, cioè da quando i vertici Ducati scelsero di cimentarsi nella massima espressione della sfida? Quali sono le caratteristiche che un pilota deve avere per poter ricoprire questo ruolo?

 

Lo abbiamo chiesto direttamente a lui: "All'inizio, la collaborazione nacque perché Ducati Corse aveva bisogno di effettuare collaudi sulla Superbike, in particolare test di affidabilità. Eravamo nel 2002, anno di nascita della Desmosedici, e iniziai a occuparmi anche di quella moto. Dicono che io sia abbastanza sensibile, capisco che cosa succede sulla moto, perché vengo dall'officina, sono un meccanico, - Vitto lavora nell'officina di famiglia, a Parma - so come funziona una moto, ecco, quindi il mio linguaggio si avvicina a quello degli ingegneri."
Grazie a questa identità di linguaggio, durante le sessioni di test, Vittoriano viene messo al corrente di quello che è stato modificato sulla moto.
"Io mi sento un po' meno pilota e un po' più tecnico - afferma Guareschi, scendendo poi nello specifico - Il pilota è in pista per fare il tempo, per fare la prestazione. Io, spesso, questo non posso farlo, soprattutto perché difficilmente entro in pista due volte nelle stesse condizioni, oppure non dispongo in quel momento di gomme adatte, gomme che oggi hanno quanto mai importanza nel far camminare forte una MotoGP. Il mio lavoro è scegliere le cose che possono funzionare, mettendole poi a punto, e scartarne altre."
Viene da pensare su quanto un test rider debba essere neutro per fare questo lavoro, o addirittura sappia calarsi nei panni dei piloti che assiste, per stile e filosofia di guida. In fin dei conti, Loris e Sete hanno stili e aspettative diversi.
Perché Vitto può andar bene per entrambi?
"Ti racconto una cosa che è successa recentemente: Sete, venendo da un altro tipo di moto, aveva delle necessità differenti per quanto riguardava il comportamento della frizione. Dunque Sete, parlando con Filippo e con il suo capotecnico, ha avanzato delle richieste. Poi mi sono fatto spiegare dal pilota come avrebbe voluto che si comportasse la moto. Sono uscito e ho cercato di guidare come guida lui, sforzandomi e concentrandomi per modificare il mio stile di guida. Pensa che tutto questo deve avvenire girando a due secondi, due secondi e mezzo, dai tempi che fa lui. Il passo deve essere significativo, altrimenti non serve a niente. In quel caso, siamo riusciti a mettere la sua moto abbastanza a posto."
Il test rider si deve dunque adattare, andare comunque forte e soddisfare quanto più possibile le richieste di tecnici e piloti.
Le richieste possono esser varie: "Sì, a volte mi viene detto che in quella data curva devo aprire il gas tutto in una volta, altre di percorrerne una usando una marcia in meno. Mi devo adattare molto a quello che mi si chiede di fare e quindi il mio modo normale di guidare viene snaturato un po'..."
Per non parlare poi del confronto che il test rider ha con i dati raccolti dai sensori posti sulla moto: "Io non è che mi vada a inventare che, ad esempio, la moto è scorbutica perché un cilindro tira più dell'altro, però sono abbastanza lucido per ricordarmi che, magari, al secondo giro, nella curva 4, ho toccato il gas in quel modo e la moto ha avuto la tale reazione. Per l'ingegnere sarà molto più facile andare a vedere subito i dati registrati in quel giro, in quella curva, che al contrario leggere i dati dei cinque interi giri che magari ho percorso."
 


 

Questo è indubbiamente un pregio, un realistico vantaggio nel collaudo delle soluzioni e nello sviluppo di un progetto, anche in termini che si possano poi tradurre in reattività della squadra sviluppo, anche se, come ci dice Vittoriano, non si possono fare miracoli.
"La moto non si può cucire addosso a tutti quanti i piloti; si possono fare delle piccole modifiche. L'importante è che la moto funzioni, come quella di quest'anno. La moto di quest'anno ha una base che funziona, e funziona in mano a Sete e in mano a Loris. E' l'espressione di un progetto venuto bene. L'anno scorso andava già bene ma, all'inizio, abbiamo avuto problemi di gomme."
Già, le gomme. Esiste un test team gemello per lo sviluppo delle gomme. Come si chiude il triangolo tra team di sviluppo, team di collaudo gomme e team impegnati nelle gare?
"Gli incarichi sono suddivisi in questo modo: il mio team prende il progetto quando ancora è acerbo, lavorando con un anticipo di circa sei, sette mesi e deve farlo maturare. Si collaudano varie soluzioni, se ne sceglie una, scartandone altre, e si lavora su quella, portandola avanti e affinandola. Inoltre, ci occupiamo dell'affidabilità, effettuando dei long run e quindi macinando chilometri. Quando un particolare è arrivato alla maturazione, viene passato al cosiddetto 3T, Tires Test Team, che è sempre nostro e serve alla Bridgestone. Questo, oltre a testare le gomme, cercando la prestazione, dà un giudizio supplementare sul particolare in questione che, solo dopo questo ulteriore passaggio, passa al team ufficiale."
I tre team dispongono di moto uguali, con quella di Vitto che nasce prima delle altre, con una gemella che poi viene passata al 3T e, infine, quelle che saranno portate in gara dai piloti ufficiali. Sarà così anche quando, fra non molto, scenderà in pista la versione 2007, quella con il motore di 800 cc, per rispondere ai nuovi regolamenti tecnici.
Sarà in questa fase che il lavoro del Team si avvicinerà velocemente verso l'apice dell'impegno: "Il nostro lavoro diventa abbastanza impegnativo da maggio fino all'inizio del campionato successivo, dunque fino a marzo, quando si assiste a un momento di rallentamento, per poi riprendere il ciclo dall'inizio."
Vittoriano si sobbarca una gran mole di lavoro, ma è possibile che non soffra almeno un po' per il fatto di non scendere in gara?
"Mi piacerebbe fare una gara, però mi rendo conto che non sarebbe una cosa facile. Io ho un ritmo di lavoro completamente diverso da quello che è il ritmo della gara. Quando ci sono i test IRTA, dove mi trovo in mezzo ai piloti che corrono nel mondiale, con una moto che non è stata messa a punto per la prestazione assoluta sul giro e, di contro, con gomme più performanti di un secondo, un secondo e mezzo, capisco che non è così facile fare il salto, allora penso a che cosa sarebbe fare addirittura un gran premio intero..."
Il lavoro del Team di Sviluppo, lo abbiamo detto, si svolge nel futuro, rispetto alla collocazione temporale del campionato e, per questo, non ha influenza sulle moto del Team privato di Luis D'Antin.
"Loro, anche quest'anno, hanno preso in mano la moto usata da Loris e Checa nel 2005, ed è un mezzo che ha già avuto tutto l'iter di sviluppo. Ha fatto una stagione di corse, è quindi già definito e se non intervengono problemi di affidabilità durante la stagione - e sembra che non ce ne siano - difficilmente lo toccheremo ancora."
La squadra sviluppo ha anche una funzione didattica: "Con la nostra squadra, spesso i problemi andiamo anche a cercarli e con essi cerchiamo anche la maniera di risolverli - ci spiega Guareschi - Per questo, dopo ogni test ci sono un paio di meeting alla settimana dove tecnici, ingegneri di pista e meccanici di tutte le squadre si incontrano. Si parla di questi problemi e di come sono stati risolti. E' un continuo aggiornare le squadre ufficiali su quelle che sono le migliorie che abbiamo trovato. E' fondamentale ed è uno dei motivi principali per cui noi giriamo."
 

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