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GLI ESAMI NON FINISCONO MAI
Prova di gruppo ad Adria della nuova 749 Dark
Foto di Luciano Pascucci

No al superfluo: la 749 Dark è per ducatisti che badano al sodo, senza tanti fronzoli per la testa. Poco importa, dunque, se a governare il cinematismo della sospensione posteriore ci sia un puntone fisso anziché regolabile, se l’avantreno sia sprovvisto dell’ammortizzatore di sterzo e se, a coprire la verniciatura nera opaca, non ci sia il tradizionale trasparente protettivo. La sostanza, quella buona, c’è tutta.
Lo diciamo noi e lo dicono i nostri lettori, o almeno quelli invitati a saggiare le doti della desmoquattro in versione “nuda e cruda” sul tortuoso tracciato di Adria, in occasione di una ricca prova di gruppo. Ricca, perché a renderla ancora più interessante, oltre alla disponibilità dell’organizzatore Moto Racing Colombo (che ci ha gentilmente messo a disposizione il tracciato veneto), ci ha pensato la presenza dell’Ingegner Andrea Forni, del Reparto Esperienze Ducati.
Così, dopo aver istruito i partecipanti attraverso un piccolo briefing, seguito da una breve presentazione tecnica del veicolo da parte dell’Ingegnere, Bruno, Alessandro e Davide, questi i nomi dei fortunati, hanno avuto a disposizione un totale di 10 giri, 5 la mattina e 5 il pomeriggio, per formulare un giudizio sulla 749 Dark.
Partiamo dal primo: “Innanzitutto, devo premettere che Adria è una pista che conoscevo, ma dove non avevo mai girato prima, così come non avevo mai guidato un quattro valvole Ducati prima d’ora. Il giudizio non è affatto male: la ciclistica è molto neutra e non dà mai sensazioni di pesantezza, una vera sorpresa. Il motore va bene, anche se dovrei provare una 999 per avere un metro di paragone. Ad ogni modo, rispetto al mio 900 Super Sport, l’ho trovato molto progressivo. Non strappa quando apri ai bassi regimi e rimane sempre gestibile, mai cattivo. Ho poi avuto modo di apprezzare la frenata, davvero buona, particolarmente adatta all’utilizzo in circuito. A questo punto, chiederei solo di poter girare per un’altra oretta…”

Hai capito questi abbonati, gli dai la mano… A parte gli scherzi, interrogato sugli aspetti che l’hanno colpito di più, nel bene e nel male, Bruno risponde così: “Il lato migliore della 749 Dark è senza dubbio la maneggevolezza, seguita a ruota dalla frenata. L’aspetto, viceversa, che mi è piaciuto di meno è il limitatore di giri, che ha un ingresso troppo brusco lungo la curva di potenza. Per il resto, lascerei tutto com’è, visto che il comportamento della moto è più che soddisfacente.”
Tanto da meditarne l’acquisto?
“No. Per guidare in pista va bene, ma per le strade di montagna che pratico io durante i fine settimana preferisco la mia Super Sport.”
Perché?
“Perché dopo che sono stato a fare un giro in moto posso scendere e andare a fare una passeggiata in bicicletta. Con questa (la 749 Dark n.d.r.) credo che non ci riuscirei… Non si tratta di un pregio o un difetto dell’una o dell’altra moto, ma di caratteristiche che le rendono diverse tra loro.”
Bene, sentiamo ora chi con le moto della serie Hypersport ha maggior confidenza, in quanto possessore di 998.
E’ la volta di Alessandro: “La 749 Dark è una moto ciclisticamente molto intuitiva. L’ho trovata davvero facile da guidare, fin da subito. Il motore è pieno fin dai bassi regimi, com’è caratteristica dei propulsori Ducati. Nonostante qualcuno sostenga il contrario, infatti, a me non sembra che questo tipo di motore sia carente in termini di coppia, o almeno non per le mie esigenze. Dove invece mi sono trovato un po’ in difficoltà è con la gestione della frenata, leggermente troppo secca in virtù delle pinze a quattro pastiglie, anche se nel secondo turno, dopo aver preso maggior confidenza, la situazione è migliorata. Per quanto riguarda l’assetto, infine, ho apprezzato la distribuzione dei pesi più equilibrata rispetto alla mia 998, dove si avverte una netta prevalenza di carico sull’anteriore. Anche la posizione di guida è più comoda e permette di mantener il proprio ritmo più a lungo.”
Insomma, anche in questo caso il giudizio è positivo, ma che ne pensa Alessandro del rapporto qualità prezzo?
“Credo che la Dark potrebbe essere la moto giusta per me. E’ una moto molto divertente, per di più proposta a un prezzo interessante. Al momento, infatti, non vedo il bisogno di spendere altri soldi per comprare la 999. L’unico dubbio che ho riguarda piuttosto l’effettivo utilizzo di una moto così sportiva da parte mia. Forse, per le mie esigenze personali, la Multistrada costituirebbe una scelta più versatile, ma in ogni caso mi sento di consigliare la 749 a chi ama la guida sportiva e, perché no, anche il turismo veloce, perché con essa si possono fare entrambe le cose in virtù della sua natura non estrema.”
Quali sono, dunque, i pro e i contro, secondo te?
“Il pregio principale della 749 Dark è il bilanciamento ciclistico, merito delle ottime regolazioni di base delle sospensioni. La moto non si scompone mai, risultando facile e maneggevole in ogni frangente. Se a questo aggiungiamo, poi, un motore con la classica corposità del bicilindrico Ducati, il gioco è fatto. L’unico difetto che ho riscontrato riguarda, invece, l’eccessiva reattività dell’impianto frenante anteriore, dove una risposta più dolce, secondo me, non avrebbe guastato, almeno sulla versione Dark.”
Per completare il quadro, ecco il parere di Davide, orgogliosissimo possessore di Ducati Indiana nonché novizio della guida in circuito.
“Dare una 749 in pista a uno che scende da un’Indiana è come dare le perle ai porci! Mi sembrava di essere parcheggiato rispetto agli altri! Ad ogni modo, per quel poco che posso dire io, la moto va come una spia, ha un telaio che sembra una bicicletta e ha dei freni che, per uno abituato a un custom con un monodisco davanti e 220 Kg di peso, sono davvero di un altro pianeta. Quello che riesco a fare con la mia moto tirando la leva con quattro mani e mettendo i piedi a terra, questa la fa con un mignolo e avanza ancora qualcosa… Dire che l’ho provata è una parola grossa: non sono abituato alla moto sportiva, così come non sono abituato a spostarmi in sella per affrontare le curve. All’inizio avevo anche timore nel dare gas, per paura di mettermela per cappello, invece, tutto sommato, il motore l’ho trovato molto progressivo. Mi verrebbe da dire che è quasi più dolce del mio, nel senso che la mia moto, per strada, ogni tanto la sento derapare dietro, mentre questa è stabilissima. In poche parole, fatto cento il limite della moto, io credo di essere andato a trentacinque, quaranta al massimo.”
Stessa domanda anche per Davide. Quali sono gli aspetti, positivi e negativi, che ti hanno colpito fin da subito?
“La maneggevolezza disarmante, la bella progressione del motore e la frenata incredibile sono le cose che mi hanno impressionato di più. Al posteriore avrei, viceversa, preferito avere un freno posteriore più modulabile, dal momento che sono abituato a farne gran uso. Per quanto riguarda le sospensioni, invece, mi aspettavo una forcella ancora più rigida, dato che con una frenata del genere, gli affondamenti sono notevoli. Il motore, infine, me lo aspettavo addirittura più cattivo!”
In che senso, manca forse di cavalleria?
“No, al contrario, i cavalli ci sono, è l’erogazione a essere fin troppo dolce. Il 916 di un mio amico, ad esempio, mi ha proprio spaventato la prima volta che l’ho provato, mentre questa no, ma ciò non significa che sia ferma.”
Che dire, allora, merito della ciclistica?
“Giudicare io il telaio? Naaa… mi sembrerebbe veramente troppo! Non è il caso. E’ talmente superiore ai miei livelli che non sono in grado di dire nulla. Mi sento, viceversa, in grado di esprimere un giudizio negativo sugli specchietti, in quanto vedevo perfettamente i miei gomiti e… nient’altro! Messi così, sono due appendici che hanno l’unica utilità di reggere le frecce…”
Facile, dunque, intuire come Davide si sia espresso in merito all’eventuale acquisto della Dark: “Una moto sportiva così è intrinsecamente ai margini del mio interesse. Forse vent’anni fa me la sarei potuta comprare, ma adesso che ne ho quaranta il mio genere di moto è quasi agli antipodi. A me piacciono le moto più stradali, con il manubrio alto, il motore che a 7.000 è già bello che morto, ma che a 2.500 tira via l’asfalto da terra! Ciononostante la consiglierei sicuramente a chi ha lo spirito e la voglia di girare in pista per cercare i propri limiti di guida sportiva, soprattutto se si tratta di un neofita, perché è una moto che mette a proprio agio con grande facilità, grazie all’entrata in coppia assolutamente lineare del motore. Chi, viceversa, cerca il classico calcio nel sedere si merita la 999! Ad ogni modo, ribadisco che le mie caratteristiche di pilota si sono rivelate ampiamente al di sotto della sufficienza.”
Non è vero. Pur non trattandosi di alcun tipo di esame (l’unica ad essere interrogata è stata, appunto, la 749 Dark) tutti e tre i nostri abbonati sono stati promossi sul campo dall’Ingegner Forni che, oltre ad offrirsi come apripista durante il turno della mattina, in modo da facilitare l’apprendimento delle traiettorie ideali, ha voluto premiare i partecipanti mettendo a disposizione la sua 999R 2004 per un paio di giri a testa.
Se questa non è passione…

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