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In questo numero di MONDO DUCATI...



IL CANTO DEL CIGNO
Prova della 999R Xerox
Di Lorenzo Miniati e Gian Maria Liverani, foto Snap Shot

La 999 R Xerox rappresenta l'ultima versione della moto disegnata da Pierre Terblanche. La ciclistica impiega componenti pregiati e il motore ha la qualità di spingere forte ma senza mettere in crisi il pilota. E’ sempre la stessa storia, tutte le volte che si parla della 999 viene fuori il discorso: “Ottima moto, però non ha saputo conquistare gli appassionati a livello di design”.
Sarà, ma quando la conversazione si sposta invece sulla moto che porta in gara Troy Bayliss, nessuno si azzarda a dire che la 999 del campione australiano è brutta. Certo, vale la regola “moto che vince è anche bella”, allora che dire della... >>>clicca qui per leggere l'articolo

 

LA VOGLIO UGUALE!
Una bellissima 996R Bayliss Replica


C’è stato un periodo, diciamo a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, in cui l’appassionato per eccellenza era quello che cercava di rendere più simile possibile la propria moto a quelle che vedeva correre nei campionati mondiali di velocità. La prassi voleva che, una volta elaborata la parte meccanica e ciclistica, si provvedesse, come una sorta di ciliegina sulla torta, alla verniciatura delle sovrastrutture secondo la più fedele livrea “race replica”.
Andrea Dell’Andrea di Pordenone, proprietario della special che andiamo a presentarvi, appartiene a questa categoria di nostalgici.
Nel 2003, il nostro lettore ha preso parte, come spettatore, alla Ducati Speed Week, che all’epoca si svolgeva in Austria, sul....>>>clicca qui per leggere l'articolo

 

IL PANTAH CRESCE
Il progetto Pantah (seconda parte)
di Stefano Ferrigno

Il gruppo termico non era la sola novità del progetto Pantah 500: per il nuovo nato, infatti, Taglioni realizzò anche un nuovo e moderno telaio a traliccio di tubi tondi in acciaio a sviluppo orizzontale.
Rispetto ai classici monotrave superiore, la struttura garantiva una rigidezza maggiore, con il propulsore appeso inferiormente a chiudere l’insieme. Il forcellone veniva così a trovarsi incernierato nel carter motore, introducendo uno schema che sopravvivrà fino ai giorni nostri.
I supporti pedana non erano amovibili e facevano parte del traliccio, al pari di quelli del cavalletto centrale, ai tempi presente anche sulle realizzazioni più sportive. L’angolo del cannotto di sterzo era di 30°, valore classico per l’epoca: la forcella telescopica, ovviamente..... >>>clicca qui per leggere l'articolo

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