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In questo numero di TECNICA DELLE MOTO ITALIANE...



GUZZI MGS-01 GUARESCHI
Di Gianpaolo Riva

Quando l’editore mi ha chiesto di fare un articolo su un concessionario Moto Guzzi parmense di nome Guareschi, il cui figlio partecipava con soddisfazione al campionato BoTT con una MGS 01, ho pensato che si trattasse della famiglia di Vittoriano (Vitto per gli amici), ovvero del collaudatore della Ducati da MotoGP, ed effettivamente, avevo ragione.
Entrato in officina, ho trovato la famiglia al completo: il papà Claudio, la mamma Loredana, i figli Gianfranco (il pilota e il preparatore della MGS 01) e Vitto. Prima di iniziare a parlare della moto, lasciatemi perciò fare i complimenti a Claudio e a Loredana, per aver cresciuto due figli fantastici. Sono, infatti, due ragazzi appassionatissimi di moto, umili (non si danno arie) e concreti in quello che fanno.
La vita di sacrifici fatta da questi due genitori ha senza dubbio dato i suoi ....>>>clicca qui per leggere l'articolo

 

MV F4 R 312
Di Gianpaolo Riva

La nuova MV Agusta F4 R 312 è stata recentemente presentata come una tra le moto più performanti e, infatti, il suo nome deriva proprio dalla velocità di punta che è stata capace di raggiungere, superiore ai 300 Km/h. Questa moto non presenta nulla di rivoluzionario rispetto ai modelli precedenti, ma è la conseguenza naturale della continua evoluzione del prodotto sportivo di MV Agusta per le competizioni Superstock. Il regolamento tecnico di tali competizioni lascia infatti poco raggio d’azione al preparatore, al quale rimane, sostanzialmente, solo la possibilità di applicare la tecnica del blueprinting.
Ciò significa che il prodotto di serie, praticamente uguale a quello usato nelle corse, deve essere molto competitivo, ovvero deve essere “pronto pista”. Analizziamo di seguito le caratteristiche che distinguono la F4 R 312 dalla versione R “normale”.…... >>>clicca qui per leggere l'articolo

 

REVISIONE DUCATI 851
Di Marco Rainero

Suscita sempre una certa emozione vedere un motore smontato: un misto di curiosità e fascino. Innanzitutto, se il propulsore in questione fa parte di una moto di proprietà e quindi vincolata da un legame affettivo, il sentimento primario è rappresentato da una spiacevole stretta al cuore, quasi come se si fosse al cospetto di una sorta di autopsia.
Quando poi interviene la ragione, invece, può sembrare quasi impossibile che quel cumulo di ferraglia assortita, riposta ancora unta in una cassa, possa, dopo essere stata adeguatamente ripulita e riassemblata con maestria, sviluppare nuovamente potenza, quindi movimento e, conseguentemente, quelle adrenaliniche emozioni che ben conosciamo e delle quali non possiamo fare a meno. Forse qualcuno ha già storto il naso
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