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APRILIA SHIVER
Di Gianpaolo Riva

La moto del rilancio dell’Aprilia, azienda recentemente entrata a far parte del Gruppo Piaggio, è senza dubbio la Shiver. Questo progetto è stato fortemente voluto dai dirigenti della Casa veneta, che stanno inoltre lavorando alacremente per tornare alla grande in MotoGP e in Superbike.
La Shiver è caratterizzata da una linea piacevole, da un prezzo di acquisto competitivo e dalla presenza del ride by wire. E’ mossa da un bicilindrico raffreddato a liquido, con angolo compreso tra i gruppi termici di 90°. Il cilindro con posizione bassa forma un angolo di 30° con il piano orizzontale, mentre per quello con posizione alta, questo dato vale 120°.
La cilindrata complessiva è di 749,9 cc, ottenuta con una corsa di 56,4 mm e un alesaggio di 92 mm. Le prestazioni dichiarate sono di ben 95 Cv raggiunti a 9000 giri/min e 75 Nm erogati a 7000 giri/min.
Il limitatore è posto a 9800 giri/min, valore per il quale i pistoni raggiungono la velocità media di 18,42 m/sec, dato assolutamente contenuto e perciò indice di ottima affidabilità meccanica.
Al regime di potenza massima la Pressione Media Effettiva vale 12,4 Bar, mentre lo stesso parametro in corrispondenza del regime di coppia massima diventa 12,6 Bar.
Ovviamente, le valvole per cilindro sono quattro e vengono mosse da due alberi a camme in testa, azionati da un cinematismo con catena e ingranaggi (uno su ogni lato del motore, dedicato a ciascuna unità termica).
La riduzione del regime di rotazione rispetto a quello dell’albero motore viene perciò effettuato tramite una ruota dentata intermedia e, dunque, quelle direttamente calettate alle estremità degli alberi a camme (con recupero automatico del gioco di accoppiamento per ridurre la rumorosità) hanno diametro contenuto, consentendo una notevole riduzione degli ingombri (i coperchi delle teste sono piccoli). Si noti che l’azionamento delle valvole avviene con il classico sistema a bicchierino (elemento con diametro pari a 30 mm), sotto il quale trova posto lo spessore calibrato per la registrazione del gioco di funzionamento.
Le valvole stesse sono richiamate in sede da due molle a elica cilindrica concentriche, mantenute in posizione con il consueto sistema a piattello e semiconi.
Quelle di aspirazione hanno un diametro di 36 mm, un’inclinazione rispetto all’asse di simmetria del cilindro di 11,5° e la loro alzata imposta dalla camma è di 8,3 mm, mentre le valvole di scarico hanno diametro di 30 mm, un’inclinazione sempre rispetto all’asse di simmetria del cilindro di 12,5° e la loro alzata è pari a 7,15 mm. Lo stelo delle valvole ha un diametro di 5 mm.
Il diagramma della distribuzione è caratterizzato dai seguenti valori: l’aspirazione apre 8° prima del PMS e chiude 44° dopo il PMI (durata totale di 232°), lo scarico apre 31° prima del PMI e chiude 7° dopo il PMS (durata totale di 218°). Questi rilevamenti vengono fatti con gioco valvole di 1 mm. Le camere di combustione hanno un volume di 37,5 cc; i condotti di aspirazione, invece, sono conformati in modo da conferire una turbolenza di tipo tumble all’aria che entra nel cilindro, favorendo perciò il riempimento.
Sempre per migliorare la “respirazione” del motore, le guide delle valvole sporgono in modo molto contenuto dai condotti e sono opportunamente schermate.
La candela, ovviamente, ha posizione centrale nella camera di combustione e ha due elettrodi di massa per migliorare la generazione del fronte di fiamma, che risulta perciò meglio distribuito nello spazio. Si noti che i due elettrodi sono leggeri e corti e perciò resistono meglio alle sollecitazioni meccaniche (vibrazioni).
I tecnici hanno posto grande cura nel fissaggio del gruppo testa–cilindro–carter e nella progettazione della struttura del cilindro stesso.
Infatti, per contenere il blow-by, molto ridotto sulla Shiver, occorre che durante la fase di serraggio non sia eccessiva l’inevitabile deformazione della canna nella quale scorre il pistone.
I componenti del gruppo termico sono chiusi tramite quattro prigionieri fissati al carter motore e la testa viene ulteriormente vincolata al cilindro con tre viti, di cui due poste sul lato di scarico (quello più caldo), per migliorare la tenuta della guarnizione metallica monostrato.
Sempre per limitare il blow-by è stata curata particolarmente la fascia di tenuta superiore del pistone, che ha l’estremità esterna bombata ed è di tipo torsionale.



   

Dunque, durante la salita del pistone stesso verso il suo PMS in fase di compressione e in quella di scoppio, quando la pressione in camera di combustione aumenta considerevolmente, la fascia superiore assume una posizione che migliora la sua aderenza con la canna, incrementando la tenuta e riducendo il blow-by. La seconda fascia (quella intermedia) ha una sezione a gradino rovesciato, in modo da effettuare anche un’azione raschia olio, mentre la terza è composta da tre elementi, due anelli esterni e il distanziatore centrale.
I pistoni sono forgiati, hanno il mantello con dimensione molto contenuta e una ben dimensionata altezza di compressione (caratteristica fondamentale per sopportare le sollecitazioni termiche che si generano in camera di combustione). La testa di questi elementi è praticamente liscia, poiché le sacche delle valvole sono poco profonde.
Questa particolarità e le camere di combustione molto compatte fanno ottenere un rapporto di compressione pari a 11:1.
Ciascun pistone è vincolato al piede di biella tramite uno spinotto flottante con foro interno biconico, caratteristica che permette di ridurre considerevolmente il peso dell’elemento senza alterare la sua affidabilità meccanica. Il suo diametro è di 21,5 mm.
Le bielle, in acciaio forgiato, hanno interasse pari a 127,4 mm, dimensione che dà origine a un rapporto con la corsa pari a 2,2.
Dunque, la spinta laterale del pistone sulle pareti interne del cilindro è sufficientemente contenuta, limitando le usure. Il cappello della testa di biella viene fissato con viti mordenti scaricate ed è centrato tramite due spine.
L’albero motore ha due perni di banco con diametro di 50 mm e uno solo di manovella con diametro di 42 mm.
Il ricoprimento dei perni è, perciò, pari a 17,8 mm. La pompa dell’acqua viene comandata dall’albero motore tramite una ruota dentata intermedia di rinvio. Questa ruota dentata e quella calettata all’albero della pompa stessa sono in materiale plastico.
Dietro alla campana della frizione, realizzata in alluminio, oltre alla corona della trasmissione primaria c’è la ruota dentata che comanda direttamente la pompa dell’olio, di tipo trocoidale, che a 3000 giri/min assicura una pressione di 6 Bar. La frizione è realizzata con 9 dischi conduttori e 10 condotti ed è in bagno d’olio.
Al regime del minimo, il flusso di lubrificante diretto sui dischi stessi viene però interrotto per ridurre ogni possibile effetto di trascinamento. Dunque, all’interno del puntale che comanda lo spingidisco e attraverso il quale scorre l’olio c’è una valvola (sfera con molla), che a bassi giri si chiude.
Si noti che, grazie alla presenza del ride by wire, non è necessario utilizzare meccanismi di antisaltellamento, con il vantaggio evidente di eliminare ogni degrado funzionale dovuto al chilometraggio, inevitabile con i dispositivi meccanici. Il cambio ha sei rapporti con innesti frontali.
Le ruote dentate folli e i due alberi ruotano su cuscinetti ad aghi. Grazie alla particolare disposizione degli alberi stessi (che non sono contenuti in un piano orizzontale) e alla “V” dei gruppi termici, con posizione leggermente inclinata verso l’anteriore della moto, il gruppo motopropulsore della nuda di Noale ha una dimensione longitudinale eccezionalmente compatta, a tutto vantaggio delle caratteristiche ciclistiche (il propulsore stesso può assumere posizione avanzata nel telaio e il forcellone può avere un buon interasse, senza aumentare quello complessivo del veicolo).
Il carter motore si divide in due metà secondo un piano verticale e, pur essendo il circuito di lubrificazione tale da integrare nel carter stesso la coppa (carter umido), quest’ultima è schermata dal volume di manovella tramite delle paratie che permettono di ridurre le perdite per sbattimento e limitano il percorso compiuto dai gas di blow-by, diretti verso l’aspirazione. Ciò è fondamentale per contenere la tendenza alla diluizione del lubrificante con gli idrocarburi incombusti, inevitabile sui motori con elevate PME. Si nota, inoltre, che sui supporti di banco vengono utilizzate delle bronzine e non dei cuscinetti volventi.
Ciò ha permesso di dimensionare opportunamente questa zona del carter, molto sollecitata dall’albero motore. Infine, è bene evidenziare che il propulsore della Shiver è stato progettato anche per limitare moltissimo gli interventi di manutenzione ordinaria.
Ad esempio, il cambio dell’olio e il controllo del gioco valvole devono essere effettuati solo ogni 20.000 Km, un intervallo simile a quelli applicati nel settore automobilistico per i piani delle verifiche programmate.



 


 

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